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Formazione per il turismo

A colloquio con il presidente dei corsi di laurea e di laurea specialistica dedicati dall’Università della Calabria ai temi del turismo.

In Italia quello del turismo è un settore in crescita non solo dal punto di vista economico ma anche per quanto riguarda la formazione: da qualche anno sempre più atenei in Italia gli dedicano attenzione. Ne parliamo con il professor Ezio Marra, presidente, all’università della Calabria, del corso di laurea in Scienze turistiche e della corrispondente specialistica in Valorizzazione dei sistemi turistico culturali. “Prima della riforma - spiega il professor Marra - le competenze per il settore del turismo erano approfondite prevalentemente in corsi di natura economica. Questo fatto faceva sì che la maggiore attenzione fosse dedicata al settore gestionale del turismo e gli studenti ricevessero invece meno preparazione su temi più legati ad una cultura turistica a tutto tondo: la valorizzazione del territorio, le città d’arte, i musei, la gastronomia”.
E la riforma del 1999, professor Marra, che cos’ha cambiato?
"Introducendo le classi di laurea ha dato risalto specifico al tema turismo creando una classe di lauree in Scienze del turismo e una di lauree specialistiche in Progettazione e gestione dei sistemi turistici. I corsi appartenenti a queste due classi, fra cui i nostri, sono quelli che approfondiscono anche i temi più orientati al territorio, mentre altre classi più prettamente aziendali o economiche, o talvolta anche scientifiche, raccolgono corsi sul turismo di impronta più gestionale".
Come hanno risposto gli atenei all’introduzione delle classi specifiche?
"Il successo è andato al di là delle aspettative: da allora ogni anno ci sono circa dodicimila nuovi immatricolati e sono diventati numerosi gli atenei in tutta Italia in cui si trova offerta didattica sul turismo".
Dopo aver inquadrato la situazione italiana, puntiamo la lente sulla situazione della Calabria e del vostro ateneo.
"Noi siamo riusciti ad anticipare un po’ i tempi della riforma perché al momento della sua applicazione avevamo, come altri atenei, un corso di diploma universitario i cui studenti hanno potuto passare alla triennale appena nata. I corsi che abbiamo attivato tengono conto della realtà della Calabria che ha più bisogno di valorizzazione turistica a tutto tondo che di esperti di gestione di strutture esistenti. La nostra ambizione è promuovere un salto culturale e trasformare il turismo improvvisato del passato in una filiera complessa curata con professionalità in tutte le sue fasi. Infatti il profilo professionale che creiamo è destinato anche al mercato degli enti locali e dei sistemi turistici, al settore della progettazione turistica e della gestione della cultura".
Con quale tipo di formazione arrivano alla triennale i vostri studenti?
"All’inizio provenivano soprattutto da istituti alberghieri e non sempre la loro preparazione era di buon livello. Ma già dal secondo anno, con l’introduzione del vincolo dei requisiti minimi e il conseguente obbligo di limitare il numero degli iscritti, abbiamo la possibilità di selezionare i migliori, anche perché ogni anno le domande sono il doppio rispetto ai posti disponibili".
I temi dei vostri corsi?
"Comprendono materie legate a quattro filoni: uno economico aziendale, uno socio-territoriale, uno artistico culturale e uno economico informatico. A ciò va aggiunto l’approfondimento delle lingue e del diritto".
Che cosa fanno gli studenti alla fine della triennale?
"Finora si dividono praticamente in due: la metà prosegue iscrivendosi alla nostra specialistica, la metà sceglie il mondo del lavoro".
E in Calabria qual è la situazione del lavoro nel settore turistico?
"Finora la nostra triennale ha laureato 250 persone delle quali la metà ha proseguito gli studi. Al mondo del lavoro quindi si è rivolto un centinaio abbondante di persone che in genere non ha avuto difficoltà a trovare un’occupazione. Infatti la Calabria, dopo un lungo periodo in cui si è tentato di puntare sullo sviluppo industriale, ora è molto incentrata economicamente sul turismo, anche se va detto che il lavoro in questo settore è molto caratterizzato dalla stagionalità. È una regione con una realtà particolare: 2 milioni di abitanti, zone di assoluta eccellenza per il turismo come Tropea, zone caratterizzate da un turismo di nicchia, per lo più di stranieri, e una gran parte del territorio invece ancora da valorizzare, oggi degradato e caratterizzato da abusi edilizi: c’è veramente molto spazio per rimboccarsi le maniche. E sappiamo che molti nostri studenti entrano all’università avendo già contatti con il settore: sono per esempio figli o parenti di albergatori, ristoratori o altri piccoli operatori turistici".
Com’è il contatto dell’ateneo col territorio, durante i corsi di laurea e laurea specialistica sono previsti stage obbligatori?
"Sì, noi prevediamo due stage obbligatori durante la triennale e uno nella specialistica. Siamo molto collegati col territorio: abbiamo contatti con alberghi, villaggi, agenzie, con l’Osservatorio per il turismo della regione Calabria, con Comuni, musei, Comunità montane e anche con grandi tour operator: grazie a questi ultimi gli studenti più interessati, i più disposti ad uscire da una certa mentalità provinciale, riescono a fare stage all’estero, cosa che reputo la scelta migliore".


Per qualsiasi informazione:
Sito dell'ateneo

Manifesti degli studi dei corsi triennale e specialistico per l’a.a 2005/06::
Manifesto in pdf

Redazione AlmaLaurea, 18 aprile 2006
 

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