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Lo stage in Università
Orientarsi oggi per scegliere bene domani. Alfio Meci, referente per l'orientamento postdiploma all’Istituto tecnico Marconi di Verona consiglia ai suoi ragazzi di fare lezione nelle facoltà
L’orientamento entra in rete, ma non solo: per far capire cosa vuol dire studiare all’Università ecco gli stage nelle aule accademiche per gli studenti di scuola superiore. E’ una delle azioni promosse all’Istituto tecnico industriale Marconi di Verona, una delle scuole che aderisce alla rete AlmaDiploma. “Dobbiamo basarci sui dati per fare delle previsioni sul futuro dei nostri giovani, analizzare e creare dei percorsi formativi sempre migliori”, spiega Alfio Meci, referente per l'orientamento postdiploma dell’Istituto: “Gli istituti devo diventare più responsabili, indagare a fondo le esigenze degli studenti. Insomma, si devono orientare per primi per orientare”.
Quanto è importante orientare bene un giovane?
“E’ fondamentale .Uno dei compiti primari della scuola è fornire un Aiuto alla ricerca
dell’elemento motivante per una scelta che coltivi idee ed intelligenze”.
Come si fa?
“Noi al Marconi da otto anni, con passione e professionalità portiamo avanti un progetto di orientamento che attraverso un questionario iniziale tarato sui bisogni, le scelte e le motivazioni, cerca di fornire a ciascun studente un percorso formativo/informativo individualizzato. Il progetto Larimar, che si sviluppa lungo tutto l’anno scolastico, vede come partner non solo le Università di Verona, Trento, Padova, ma anche lo studio Marchi di selezione personale tecnico, gli imprenditori, gli ex alunni e i sindacati. Ogni intervento è sottoposto a giudizio d’aula, i risultati dei monitoraggi vengono analizzati in apposite riunioni di verifica e valutazione con la dirigenza e gli insegnanti di classe referenti per l’orientamento
Che consigli si possono dare ai ragazzi nella scelta della scuola: devono seguire il cuore o la ragione?
“Posso risponderle con una citazione? Sta lì nello spazio compreso fra passione e sentimento e vive e si forma e si sforma anche grazie all’uso che ognuno di noi ne fa da “Le città invisibili” di Italo Calvino”.
Le esperienze di stage nelle università già durante gli studi superiori rientra nel progetto di orientamento ?
“Sì, sono la prova concreta della tangibilità del servizio di orientamento. Le esperienze di stage sono utili per gli studenti, un elemento importante nella scelta del percorso formativo. In questo modo e per la prima volta un giovane entra in contatto diretto con il mondo dell’università. Nello spazio dell’aula universitaria ha modo di confrontarsi con i docenti e gli altri studenti di corso: si immerge in quel ambiente e ne respira l’aria. Un’occasione formativa eccellente che permette ai giovani di sondare il terreno, di scoprire le proprie attitudini, di toccare con mano le discipline cui crede di essere maggiormente portato. Per esempio, se il corso di laurea a cui si è più interessati è conforme alle aspettative o, invece, è completamente diverso. La collaborazione con l’ateneo di Verona, da questo punto di vista è preziosa e molto produttiva”.
Dove vanno oggi i suoi diplomati?
“Dai dati fin ora in nostro possesso, sappiamo che scelgono: l’Università il 38,5%, il Lavoro 32,8%, i Corsi postdiploma il 9,8%, il resto sono ancora indecisi. Inoltre il 34% degli alunni che decide di proseguire gli studi, non si iscrive a un corso di laurea in ingegneria o informatica, ma sceglie altri corsi come giurisprudenza, medicina, economia. In fondo, a 14 anni non si può scegliere in modo consapevole. Ed è qui che gioca il suo ruolo il servizio di orientamento, la sua efficacia è fondamentale”.
Una sinergia tra formazione e orientamento da promuovere, soprattutto ora che con la riforma universitaria i diplomati si trovano di fronte a un mercato formativo, come diceva lei, troppo vasto ?
“Certamente, perché il primo obbiettivo di queste comunioni è creare un’intesa sempre più stretta tra percorsi online, come quelli aperti da AlmaDiploma, e mondo della formazione. Per farlo serve un lavoro sinergico, di rete che permetta il confronto tre le scuole e limiti l’autoreferenzialità che spesso nutre i singoli istituiti ”.
Per questo, professore, a ottobre presenterete il progetto AlmaDiploma anche alle altre scuole del Veneto?
“Il convegno si prevede nel mese di ottobre, con le rappresentanze di provincia, università e regione. L’obbiettivo è presentare agli altri istituti il progetto AlmaDiploma, il servizio di orientamento alla scelta dopo il diploma. Si tratta di far conoscere alle scuole questo servizio, di promuoverlo a vantaggio degli studenti e delle qualità della didattica di ogni scuola”.
Crede che gli strumenti di orientamento servano alle scuole per analizzare i bisogni dei loro studenti?
“Se intendiamo l’orientamento come un’attività necessaria per conoscere e valutare le necessità degli alunni, le loro attitudini e preferenze, direi che non ci sono dubbi. Da quando lavoriamo con questo tipo di strumenti la qualità dei percorsi formativi non ha fatto che crescere. Questo anche perché si avvicina, per la prima volta, il mondo della scuola superiore al mondo universitario e, allo stesso tempo anche al mercato del lavoro. Qui entra in gioco il valore di AlmaDiploma. Con i dati raccolti possiamo infatti valutare non solo il percorso che gli studenti intraprendono una volta conseguito il diploma, la loro condizione occupazionale per esempio, ma anche analizzare il loro iter e capire cosa li spinge a scegliere il mondo del lavoro piuttosto che a proseguire sulla via degli studi. Non solo, ma se lavorano, dalle loro performance, possiamo valutare se le caratteristiche, ritenute indispensabili per una certa posizione, sono sufficientemente valorizzate in ambito scolastico. Abbiamo il metro, per capire cosa manca ai nostri studenti una volta che sono entrati nel mercato del lavoro, ma anche, la misura per comprendere le loro scelte universitarie”.
Rispetto alla qualità dell’offerta formativa, invece, il vantaggio dove si riscontra?
“A partire dalla mia esperienza come insegnante ed esperto di progetti di orientamento, posso dire che il servizio di orientamento se condotto in modo corretto, porta dei notevoli vantaggi anche dal punto di vista formativo. Vantaggi che poi si riflettono sulle scelte universitarie e professionali che i giovani faranno. La conoscenza approfondita del profilo degli studenti, grazie alla raccolta di dati e informazioni oggettive, ci permette di tracciare un identikit dei diplomati tipo e di modulare, quindi, i programmi formativi. Si tratta di capire quali sono i campi di studio da approfondire, dove sono presenti le peggiori lacune. Per la prima volta, siamo inoltre in grado di fare delle valutazioni anche sugli effetti che la formazione ha nel lungo periodo e, allo stesso tempo, di conoscere, nel breve, dove e quando si verificano i cosiddetti picchi di scelta e di preferenza dei diplomati”.
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