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A Barcellona lezione di AlmaLaurea alle università del Nord Africa

Discutere del Nord Africa, delle sue università, delle possibilità di collegare offerte delle imprese e domande di lavoro dei giovani. Il 4 e il 5 novembre a Barcellona, AlmaLaurea ha illustrato i progressi del Progetto Islah.
30 Ottobre 2013

Discutere del Nord Africa, delle sue università, delle possibilità di collegare offerte delle imprese e domande di lavoro dei giovani: questo il tema della riunione, lunedì 4 novembre e martedì 5 a Barcellona, dell’EPUF Euromed Permanent University Forum. Nell’Aula Magna della facoltà di Geografia e Storia, AlmaLaurea ha illustrato i progressi del Progetto Islah (Instrument at Support of Labour Market and Higher Education) coordinato dal consorzio di università italiane e che coinvolge i governi e le università del Marocco e della Tunisia, con il sostegno della Commissione europea e l’accompagnamento dell’Unione per il mediterraneo e della Banca mondiale.

Dopo il saluto di Maria Callejon, vice rettore per le Relazioni Internazionali dell’università di Barcellona, Andrea Cammelli, fondatore e direttore di AlmaLaurea, ha guidato la prima delle tavole rotonde, “La governance dei sistemi universitari: riflessioni del Mediterraneo”Libna Saidi, responsabile dell’Ufficio di pianificazione dell'istruzione e della programmazione del ministero tunisino dell'Istruzione superiore e della ricerca scientifica, ha parlato di "Accreditamento e garanzia della qualità del sistema universitario tunisino". Elkefi Mohamed Rahmani, direttore dell'Osservatorio nazionale del Lavoro e delle competenze del ministero della Formazione professionale e l'impiego ha trattato di "Metodi per l’inserimento professionale dei laureati in Tunisia: l’esperimento ONEQ". Ilan Chet, vice segretario generale per l'Istruzione superiore dell'Unione per il Mediterraneo" ha svolto una relazione su “Governance universitaria, occupabilità e l'intermediazione del lavoro: buone pratiche e iniziative dell’Unione per il Mediterraneo". Rappresentanti delle università tunisine coinvolte nel Progetto Islah, discuteranno poi di "Monitoraggio dei laureati per migliorare la governance delle università in Tunisia: un aspetto accademico".

E' seguita quindi una seconda tavola rotonda su “La governance dei sistemi universitari: scenari futuri”, moderatore Enric Olivé Serret, direttore della Cattedra UNESCO per il dialogo interculturale nel Mediterraneo, Università Rovira i Virgili di Tarragona. Nuri Mohamed Elbasha, dell’Unità per la cooperazione con le università del ministero libico dell'Istruzione Superiore ha trattato di "Priorità e strategie per la futura cooperazione euromediterranea nel campo dell'istruzione superiore e della ricerca".  Marcello Scalisi, direttore esecutivo dell'Unione delle Università del Mediterraneo, di "Nuovi programmi di mobilità internazionale nel Mediterraneo". Josep Mateu, del Consiglio Sociale dell'Università di Barcellona , de "La nuova governance dell'istruzione superiore". Anna Prades Nebot, Project Manager dell'Agenzia per il sistema universitario di qualità della Catalogna,  di "Norme e raccomandazioni europee per una migliore governance universitaria”. Infine, un confronto fra i rappresentanti delle università del Marocco nel Progetto Islah su "Il futuro del sistema universitario marocchino: un aspetto accademico".

Le conclusioni sono state tenute da Monica Sabata, direttore esecutivo della Josep Catedra Termini Lideratge, Ciutadania i Identitats, e da Francesco Ferrante, consigliere scientifico di AlmaLaurea.

Martedì 6 è stata la volta del Comitato di Pilotaggio del Progetto Islah, apertura e chiusura di Andrea Cammelli. Il direttore di AlmaLaurea ha incontrato il segretario generale della UpM, il diplomatico marocchino Fathallah Sijlmassi. Una delle tappe fondamentali di questo rapporto transmediterraneo sarà, assieme all’approvazione di un progetto sviluppato da AlmaLaurea per l’allargamento verso altri Paesi del bacino mediterraneo dell’esperienza avviata in Marocco e Tunisia, l’organizzazione di un convegno in Italia e di altre iniziative durante il semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, nella seconda metà del 2014.

Ishah vede per ora la partecipazione di sette università marocchine (Agadir, El Jadida, Fez, Marrakech, Meknès, Oujda, Tetouan-Tangeri) e di quattro tunisine (Gabes, Gafsa, Jendouba, Monastir), il sostegno e la partecipazione attiva dei Ministeri dell’Università e della Ricerca dei due paesi, del Ministero del Lavoro tunisino, la Confédération Marocaine des Entrepreneurs. Si propone di costituire due Osservatori Nazionali in Marocco e in Tunisia coadiuvati da una rete di osservatori locali. Gli osservatori avranno come finalità il monitoraggio del sistema di istruzione superiore, l’inserimento professionale dei giovani laureati, il dialogo con le imprese e la mobilità di lavoro. A livello transnazionale, gli osservatori, in collaborazione con AlmaLaurea, avranno la funzione di promuovere l’incontro tra domanda e offerta e la mobilità dei laureati oltre i confini nazionali e nel Mediterraneo.

“In presenza di mercati del lavoro caratterizzati da squilibri strutturali tra domanda e offerta, - commenta Andrea Cammelli - con giovani laureati in attesa di trovare un impiego e imprese che lamentano la mancanza di competenze specifiche particolarmente richieste sul mercato, promuovere l’occupabilità dei giovani, e nello specifico dei laureati, è senza dubbio tra le sfide più importanti per i paesi del Maghreb e per l’area Euro-Mediterranea nel suo insieme”. “L’educazione nel Mediterraneo è uno dei settori più importanti su cui l’Unione per il Mediterraneo si sta concentrando perché il capitale umano è una delle risorse più importanti nella regione”, dichiara Younis Sharif, coordinatore dello sviluppo commerciale e della ricerca fondi dell’Unione per il Mediterraneo.