Università

Tirocini durante gli studi all’università: un passepartout verso il mondo del lavoro

Svolgere un tirocinio formativo conviene. A dirlo sono i dati del consorzio AlmaLaurea che quantificano intorno al 14% l’aumento delle chance di trovare un lavoro per i laureati che se ne sono serviti.
30 Ottobre 2014

Il XVI Profilo dei laureati AlmaLaurea, presentato il 29 maggio al Convegno "Opportunità e sfide dell’istruzione universitaria in Italia" all’Università di Scienze Gastronomiche di Bra (CN), è stato l’occasione per presentare i dati relativi ai tirocini formativi compiuti dai laureati durante il loro percorso universitario. Sul 100% dei laureati di 65 università, hanno risposto il 95% degli intervistati.

La riforma universitaria, al fine di agevolare le scelte professionali degli studenti mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, ha infatti fortemente incentivato l’inserimento dei tirocini formativi all’interno dei piani di studio, attraverso l’attribuzione di crediti formativi per attività svolte sia all’interno che all’esterno dell’università, portando ad una maggiore diffusione dei tirocini/stage.

“Ponendosi come elemento di raccordo fra l’università e il mondo del lavoro, i tirocini rivestono, durante il corso di studi, un ruolo assolutamente centrale; si sono triplicati in seguito alla riforma universitaria. Un’esperienza importante che consente, spesso per la prima volta, di avvicinare gli studenti al mercato del lavoro; tanto più importante se si considera che consente di aumentare le chance di trovare lavoro, ad un anno dal titolo, del 14%. E questo a parità di ogni altra condizione”, spiega il professore Andrea Cammelli, fondatore nel 1994 e direttore del Consorzio AlmaLaurea.

Dall’indagine emerge infatti che i laureati che hanno svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi (sia i tirocini effettivamente organizzati dal corso che le attività lavorative già svolte e riconosciute solo successivamente dal corso) nel 2013 sono stati il 61% dei laureati di primo livello; il 41% dei laureati magistrali a ciclo unico e il 56% dei laureati magistrali (71% considerando anche coloro che l’hanno svolta solo nel triennio). Fra i laureati pre-riforma del 2004, i laureati con esperienze di tirocinio riconosciute dal corso erano solo il 20%.

 

L’identikit dei laureati che hanno svolto attività di tirocini/stage

Analizzando i dati per gruppo disciplinare si osserva una più ampia utilizzazione di stage e tirocini, con percentuali superiori all’80%, nei gruppi quali insegnamento, professioni sanitarie e chimico-farmaceutico; mentre solo il 15% dei laureati del gruppo giuridico ha svolto un’attività di tirocinio formativo riconosciuta.

 

 

A svolgere attività di tirocini superiori alle 400 ore sono soprattutto i laureati dell’area tecnico-scientifica (34%) e i laureati magistrali a ciclo unico (il 41%).

Analizzando nel dettaglio la composizione dei tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi, si scopre che l’84% dei laureati ha svolto tirocini effettivamente organizzati dal corso, la maggior parte dei quali svolti al di fuori dell’università.