Indagini

Il percorso formativo di Medicina e Chirurgia dalla laurea al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto sui laureati in Medicina e Chirurgia.
26 Agosto 2016

Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari? E dove lavorano esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia dei laureati in Medicina e Chirurgia: dalle loro caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

 

In aula….

Cosa studiano i giovani che si iscrivono ad un corso di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia? Giovani che, sebbene ogni università ha il proprio corso, in generale trovano maggiormente presenti nel piano didattico materie come Scienze Mediche, Scienze Biologiche e Fisica.

 

Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso? A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive al percorso a ciclo unico in Medicina e Chirurgia proviene in larga parte da un liceo scientifico (58,5%) o al massimo da un liceo classico (31%). Giovani che, una volta varcata la soglia dell’ateneo, si laureano in media a 27 anni e ci mettono 7,3 anni per conquistare il titolo.

E lo fanno portando a casa un voto medio di laurea pari a 109,8.
Laureati che frequentano nella stragrande maggioranza dei casi le lezioni, il 73%. E durante gli studi universitari hanno svolto un buon numero di stage formativi, che entrano nel bagaglio educativo di 41 laureati su cento.

Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 66% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo magistrale a ciclo unico?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale per i laureati in Medicina e Chirurgia il lavoro arriva in fretta. La prima occupazione, sebbene nella stragrande maggioranza dei casi abbiano iniziato a lavorare solo una volta conseguito il titolo a ciclo unico (86%), è raggiunta a 2,8 mesi dalla laurea. Questo anche se l’86% di loro dopo la laurea è impegnato in un’attività di formazione, in particolare: tirocinio (68%), scuola di specializzazione post-laurea (39%) e collaborazione volontaria (31%), tutte propedeutiche allo svolgimento della libera professione.

E quando arrivano sul mercato del lavoro, già a dodici mesi dalla laurea, hanno un ottimo tasso di occupazione: lavora il 62% dei laureati, considerando anche quanti sono in formazione retribuita. Buona anche la stabilità, 50%, in particolare con attività libero professionale (46%), e ottima già ad un anno anche la retribuzione, 1.440 euro netto mensili.

 

A cinque anni dal titolo, il quadro migliora ancora. Il tasso di occupazione per i medici, sempre considerando anche quanti sono in formazione retribuita, arriva al 95%. La stabilità si attesta al 52%, in particolare con attività libero professionale (45%), e le retribuzioni raggiungono i 1.675 euro netto mensili.

I loro settori di punta, com’era naturale attendersi, sono nella quasi totalità dei casi nella sanità (91%). Ma quello che fanno è quello per cui hanno studiato? Per 97 medici su cento la laurea è utile per lavorare, non a caso utilizzano in modo elevato le competenze apprese con la laurea, 87%.

 

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