Diplomati stranieri nelle scuole italiane
Indagini

Diplomati stranieri nelle scuole italiane

Dalla percezione di sé alla scuola fino alla scelta dell’Università. L’identikit dei diplomati di nazionalità straniera attraverso il percorso AlmaDiploma-AlmaOrièntati.
14 Ottobre 2016

Da dove vengono, che performance di studio hanno, come si vedono e cosa ne pensano dell’Università? In base alle risposte raccolte attraverso il percorso AlmaDiploma-AlmaOrièntati, che ha permesso di indagare i profili dei diplomati delle scuole superiori, è possibile analizzare le performance formative e le opinioni dei diplomati di cittadinanza straniera.

Si tratta di 2.005 diplomati, il 5,5% del totale che provengono in maggior misura da Romania, Albania, Moldavia, Ecuador e Marocco.  Sono in prevalenza femmine che rispetto ai loro colleghi italiani arrivano da contesti famigliari dove il titolo di laurea è meno frequente (il 21% ha almeno un genitore laureato contro il 26% dei cittadini italiani). Giovani che scelgono di frequentare in particolare Istituti tecnici e professionali: rispettivamente 50% e 19%; è il 34% e l’8% per i cittadini italiani.

Sebbene siano i cittadini stranieri a maturare un maggior numero di ripetenze nel corso degli studi superiori (l’89% dei cittadini italiani non ripete l’anno scolastico contro il 78% degli stranieri) e a raggiungere voti meno elevati alla maturità (il 6% degli italiani ottiene 100 o 100 e lode contro il 3% degli stranieri), è altrettanto vero, vista anche diversa natura dei percorsi di studio scelti, che sono coloro che svolgono più esperienze di stage durante gli studi: il 71% contro il 51% dei colleghi italiani. Non solo, ma compiono stage di più lunga durata e dei quali sono rimasti complessivamente più soddisfatti e intraprendono anche più esperienze lavorative nel corso degli studi: il 69% rispetto al 55%. Si tratta, inoltre, di diplomati che hanno una buona padronanza degli strumenti informatici e dei social network e che, pur svolgendo meno esperienze all’estero (il 20% contro il 35% degli italiani), hanno un’ottima conoscenza delle lingue straniere, in particolare Inglese, Francese e Spagnolo.
E in merito alla soddisfazione per l’esperienza scolastica? I cittadini stranieri sembrano essere i più appagati, sia per quanto concerne il rapporto con i docenti, sia per l’organizzazione e le strutture scolastiche.

 

Come si vedono: allo specchio e nel futuro

Nella percezione di sé, i cittadini stranieri rispetto ai loro colleghi italiani attribuiscono maggiore importanza alla formazione perché ritengono che aumenti le opportunità occupazionali e che dal titolo di studio conseguito dipenda anche il guadagno. Puntano ad avere successo nello studio, sono disposti a impegnarsi per ottenere buoni voti e sono inoltre consapevoli che è necessario continuare a formarsi durante tutta la vita. I cittadini stranieri attribuiscono, più degli altri, valore al lavoro considerato un’esperienza importante per la realizzazione personale, fonte di soddisfazione (71% contro il 64% dei cittadini italiani) e uno strumento per avere successo e prestigio personale. Sono inoltre aperti alle nuove esperienze, dicono di imparare dagli errori commessi (71% contro il 64% dei cittadini italiani), riescono ad affrontare gli imprevisti e ad elaborare soluzioni ad hoc senza farsi prendere dal panico. Infine, hanno una maggiore capacità di focalizzarsi sugli obiettivi: rispetto dei tempi e pianificazione delle attività.

Riguardo al futuro gli stranieri intendono proseguire gli studi, in particolare con un corso di laurea universitario, meno degli italiani: 58% contro 69%. Resta vero che, quando proseguono, lo fanno spinti soprattutto dall’opportunità di approfondire i propri interessi culturali e svolgere un lavoro in linea con i propri interessi, che dia loro maggiore prestigio e opportunità di relazioni sociali. E se guardiamo alle materie presenti nei corsi universitari, i cittadini stranieri mostrano maggiore interesse per matematica, informatica, fisica, chimica, ma anche ingegneria e le lingue. Infine sono aperti anche agli indirizzi di scienze motorie e sportive, scienze giuridiche e scienze economiche.

 

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