Indagini

Diplomati tecnici e professionali alla prova del lavoro

Il Rapporto 2016 AlmaDiploma permette di fotografare le scelte occupazionali degli studenti delle scuole superiori, indagati a uno e a cinque anni dalla conquista del titolo.
28 Ottobre 2016

Ad un anno dalla conquista del titolo di scuola secondaria superiore il Rapporto 2016 AlmaDiploma permette di analizzare le performance occupazionali di circa 20mila diplomati tecnici e professionali dopo la conquista del titolo di scuola superiore nel breve e medio periodo. Sebbene a un anno dal titolo superiore una quota di studenti prosegua la propria formazione iscrivendosi all’Università (in particolare il 37% dei diplomati tecnici e il 15% dei professionali), i tecnici e professionali impegnati esclusivamente in attività lavorative sono rispettivamente il 28% dei tecnici e il 39% dei professionali.

Il quadro resta confermato, seppure su livelli diversi, anche a cinque anni dal titolo: il 22% dei tecnici e l’11% dei professionali studia all’Università, mentre la percentuale di diplomati che lavora rispettivamente è al 51% dei tecnici e al 62% dei professionali.

 

I plus che fanno la differenza

Concentrando dell’analisi solo sui diplomati tecnici e professionali che hanno scelto di immettersi sul mercato del lavoro, è possibile indagare quali sono i fattori che, a parità di condizioni, incidono positivamente sulla probabilità di lavorare già a un anno dalla conquista del titolo.
Svolgere esperienze lavorative e internazionali durante gli studi accresce le chance occupazionali dei diplomati, rispettivamente, del 66% e del 31%. Anche aver ottenuto un voto di diploma più elevato rappresenta un fattore decisivo: passare da 60 a 100 aumenta la probabilità di lavorare dell’80%. Anche le esperienze di stage svolte dopo il conseguimento del titolo giocano un ruolo determinante: accrescono infatti addirittura del 90% la probabilità di lavorare già ad un anno dal conseguimento del titolo.

 

Il contratto

Tra i diplomati ad un anno dal titolo che lavorano esclusivamente svolge un lavoro part-time il 25% dei tecnici e il 35% dei professionali. Concentrando l’attenzione solo su coloro che lavorano a tempo pieno, il 30% dei tecnici lavora con contratti a tempo determinato e altre forme di lavoro non standard; altrettanti con contratti formativi. Il lavoro stabile riguarda 28 tecnici su cento, in particolare 24 svolgono un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, la restante quota è impegnata in attività autonome. Il 7% non ha un contratto regolare. Il 33% dei professionali lavora con contratti formativi, mentre il 27% ha contratti a tempo determinato e altre forme di lavoro non standard. Un 22% conta poi su contratti stabili, in particolare a tempo indeterminato (19%). L’8% non ha un contratto regolare.

 

Il ramo aziendale

I diplomati degli Istituti tecnici sono ampiamente assorbiti dall’industria (40%), in particolare dalla metalmeccanica (16,5%), anche se il ramo che accoglie il maggior numero di tecnici occupati a tempo pieno è il commercio (18%). Anche tra i diplomati degli istituti professionali è decisamente elevata la quota di chi lavora nell’industria (39%), in particolare nella metalmeccanica (20%); anche in questo caso il commercio resta comunque il ramo predominante (27,5%).

 

L’utilizzo delle competenze

Ad un anno dal titolo il 23% dei diplomati tecnici e professionali dichiara di utilizzare in maniera elevata le competenze acquisite nel corso degli studi. Tuttavia, rispettivamente il 47% e 48% di loro ammette di utilizzarle in modo ridotto e il 29% afferma di non utilizzarle per niente.

 

Guadagno e ramo di attività

I diplomati tecnici e professionali, che lavorano esclusivamente e a tempo pieno, guadagnano in media rispettivamente poco più di 1.000 euro mensili netti, con punte più elevate per chi si inserisce nell’ambito dell’industria e dei servizi. Fra i tecnici, metalmeccanica e trasporti sono i settori che offrono le migliori retribuzioni, che superano i 1.070 euro netti mensili (nel primo caso raggiunge addirittura i 1.275 euro). Fra i diplomati professionali le retribuzioni più elevate si rilevano nei settori manifattura (1.220 euro) e commercio (1.039 euro).

 

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