Indagini

I liceali e la scelta dell’Università

Il Rapporto 2016 AlmaDiploma permette di fotografare le scelte formative degli studenti delle scuole superiori che hanno frequentato un liceo classico, scientifico e linguistico.
07 Novembre 2016

Il Rapporto 2016 AlmaDiploma permette di analizzare le scelte formative e professionali di circa 16 mila diplomati liceali del 2014 dopo la conquista del titolo di scuola superiore, sia nel breve sia nel medio periodo.

I liceali, per la natura stessa del percorso scolastico intrapreso, sono più inclini alla prosecuzione degli studi a tal punto che a un anno dal titolo il 75% studia all’Università; un ulteriore 17% frequenta l’università lavorando e solo un 3% è dedito esclusivamente al lavoro. Complessivamente, chi si è inserito nel mercato del lavoro svolge soprattutto attività part time (83,5%): si tratta infatti di pochi diplomati che nella maggioranza dei casi hanno intrapreso questa strada solo come forma di sostegno al percorso di studi che stanno portando avanti. Il quadro resta confermato anche a cinque anni dal titolo: il 55% dei liceali studia ancora all’Università, il 20% studia e lavora, mentre il 14% lavora solamente. Anche in questo caso, coloro che sono impegnati sul mercato del lavoro possono contare soprattutto su contratti part time che, non a caso, interessano oltre la metà dei liceali (59%).  

 

La soddisfazione percorso scolastico

Mettendo a confronto le dichiarazioni dei diplomati prima e a un anno dal diploma emerge che tendenzialmente i liceali sono molto appagati dalla scelta del percorso di scuola secondaria superiore concluso. Prima della conquista del titolo di diploma ben il 57% dei liceali dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso corso nella stessa scuola, mentre il restante 42% compierebbe una scelta diversa: il 22% cambierebbe sia scuola sia indirizzo, il 12% ripeterebbe il corso ma in un’altra scuola, un ulteriore 8% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso nella stessa scuola. Ad un anno dal diploma la percentuale dei liceali soddisfatti sale ancora e arriva al 61%, mentre il restante 38,5% compierebbe una scelta diversa: il 22% cambierebbe sia scuola sia indirizzo, il 5,5% cambierebbe scuola, l’11% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso nella stessa scuola.

 

La scelta dell’Università

Il 44% dei liceali prosegue gli studi universitari per migliorare la possibilità di trovare lavoro, il 26% ritiene la laurea addirittura necessaria per trovare lavoro, per il 28% l’iscrizione all’Università è motivata invece dal desiderio di migliorare la propria formazione culturale.
In merito agli indirizzi disciplinari, i liceali optano in generale per corsi universitari dell’area ingegneria e architettura (22%), umanistica (18%), economico-sociale (17%), scientifica (16%) e medica (15%).
La quasi totalità dei liceali iscritti all’Università frequenta inoltre regolarmente le lezioni (l’85% frequenta tutti i corsi, l’11% ne frequenta solo alcuni) e la maggior parte (74%) ritiene di terminare l’anno accademico rimanendo “in corso.

Pochi sono i ripensamenti legati alla scelta del percorso di studi intrapreso: a un anno dal titolo, solo il 3% ha abbandonato l’Università. Il 9% è attualmente iscritto ma ha cambiato Ateneo o corso di laurea a un anno dal titolo. I dati confermano inoltre una buona coerenza tra intenzioni manifestate al diploma e successiva realizzazione dopo un anno: così il 96% dei liceali che dichiarava, al termine della maturità, di volersi iscrivere all’Università ha successivamente confermato le proprie intenzioni. All’opposto, solo il 2% ha invece cambiato idea, decidendo di non iscriversi all’Università.

Risultano dunque decisive le azioni di orientamento volte ad affiancare i giovani nella delicata fase di scelta del futuro formativo. L’incrocio dei dati raccolti con il questionario AlmaDiploma e il percorso AlmaOrièntati mostrano infatti l’efficacia che i percorsi di orientamento hanno sugli esiti formativi dei diplomati. Concentrando l’analisi sui soli diplomati liceali emerge che il 45% di coloro che hanno svolto il percorso di orientamento e, soprattutto, ci ha creduto, ha riportato, a un anno dal titolo, performance mediamente più brillanti e lineari dei colleghi che non hanno svolto percorsi di orientamento o che li hanno svolti ma senza seguire le indicazioni fornite loro da AlmaOrièntati. Sono quindi più “in gamba” perché hanno maturato un maggior numero di crediti formativi – CFU (42 contro 38, rispettivamente) e hanno cambiato in minor misura ateneo e/o corso (7% contro 14%). 

 

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