Internazionale

Tunisia, AlmaLaurea al fianco delle università

Al via il progetto TUNED “TUnisian Network for Employability and Development of graduates’ skills”.
24 Gennaio 2017

La comune appartenenza all'area mediterranea e una continuità nei rapporti culturali ed economici tra Italia e Tunisia sono alla base del progetto di cooperazione  istituzionale TUNED, “TUnisian Network for Employability and Development of graduates’ skills”, coordinato da AlmaLaurea e finanziato dal programma Erasmus+ dell’Agenzia esecutiva dell’UE per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) per una durata di 3 anni.

Il progetto, presentato pubblicamente a Bologna il 18 e 19 gennaio, mira al rafforzamento delle capacità delle università tunisine in termini di garanzia di qualità della formazione e occupabilità dei laureati.

Alla presentazione, i rappresentanti del Ministero tunisino per l’Istruzione Superiore e la Ricerca Scientifica, delle otto università tunisine partner - Cartagine, Gabes, Gafsa, Jendouba, Kairouan, Monastir, Sfax e Tunisi, delle Università di Cipro, Granada, Napoli Federico II, e dell’Unione delle Università del Mediterraneo (UNIMED) si sono incontrati con i ricercatori e gli ingegneri informatici di AlmaLaurea per discutere delle potenzialità del nuovo progetto e tracciare la tabella di marcia per le attività da sviluppare nel prossimo triennio.

TUNED si propone di accompagnare il processo di riforma del sistema di istruzione superiore tunisino favorendo il trasferimento di competenze Nord-Sud, per monitorare la qualità della formazione offerta e gli sbocchi occupazionali dei laureati, al fine di incoraggiare la collaborazione con le imprese e facilitare l’incontro tra domanda e offerta sul mercato del lavoro dei laureati tunisini.

La cooperazione di AlmaLaurea con il sistema universitario tunisino, nata nell’ambito del progetto triennale TEMPUS ISLAH conclusosi nel 2015 e indicato dalla Commissione Europea come esempio di buona pratica da disseminare, prosegue con TUNED per dotare le otto Università partner – che rappresentano circa il 70% dei laureati tunisini – di un modello integrato che possa divenire un riferimento a livello nazionale e contribuire così a frenare l’importante disoccupazione giovanile.