In evidenza

"Dopo la riforma: università italiana, università europea?"

Presentato all’Università la Sapienza di Roma il Quaderno 13 dell’Associazione TreeLLLe. Contributo a cura di AlmaLaurea sul tema della transizione al lavoro.
13 Marzo 2017

Ha avuto luogo martedì 14 marzo a Roma all’Università La Sapienza (Aula Odeion del Museo di Arte classica, Piazzale Aldo Moro, 5) il Convegno di presentazione del Quaderno 13 dell’Associazione TreeLLLe, dal titolo “Dopo la Riforma: università italiana, università europea? Proposte per il miglioramento del sistema terziario”.  L’elaborato vuole focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e della classe dirigente sul tema dell’università italiana come elemento strategico per lo sviluppo socio-economico del nostro Paese, ma troppo spesso trascurato.

AlmaLaurea ha contribuito alla realizzazione del Quaderno 13 analizzando il tema della transizione al lavoro dei laureati italiani in base al Rapporto 2016 sulla condizione occupazionale dei laureati. Dall’analisi emergono timidi segnali di miglioramento della capacità di assorbimento del mercato del lavoro, soprattutto per i neo-laureati. A un anno dal titolo, per i laureati triennali che hanno scelto di non proseguire gli studi, il tasso di occupazione è pari al 67%, mentre per i laureati magistrali è del 70%, registrando un miglioramento, seppur lieve, rispetto alle rilevazioni precedenti. A questi dati confortanti si affianca però l’inevitabile effetto che la crisi ha avuto sulle performance occupazionali di chi si è affacciato sul mercato del lavoro negli anni di maggior contrazione, in particolare tra il 2008 e il 2013. A cinque anni, infatti, risulta occupato l’86% dei laureati triennali e l’84% dei laureati magistrali, ma per entrambi nel corso delle ultime quattro rilevazioni si è registrata una diminuzione delle opportunità lavorative (rispettivamente di 5 e 6 punti percentuali).

Ma studiare conviene. Infatti, tra il 2007 e il 2014 in Italia la quota di disoccupati è aumentata di 3 punti percentuali per i laureati, di 6 punti per i diplomati e di 9 punti per i possessori di titolo di licenza media. Concentrandosi sui primi anni successivi al conseguimento del titolo (a parità di periodi di permanenza sul mercato del lavoro), il tasso di disoccupazione è passato dal 22 al 48% per i giovani in possesso di scuola dell’obbligo, dal 13 al 30% per i diplomati e dal 10 al 18% per i laureati. Gli effetti positivi del conseguimento di un titolo più elevato sono riscontrabili anche sul piano della retribuzione, sebbene il Italia il differenziale non sia elevato come negli altri Paesi europei.

Resta importante sottolineare che il percorso disciplinare intrapreso esercita un effetto determinante sulle chance occupazionali dei neo-laureati. Confermate purtroppo anche le tradizionali differenze di genere e territoriali, con una miglior collocazione degli uomini (+8% sulle donne) e di quanti risiedono (+46%) o hanno studiato (+69%) al Nord rispetto al Sud.

Nel corso della presentazione, oltre ai membri del gruppo di lavoro di TreeLLLe che presenteranno le “proposte” elaborate collettivamente, interverranno autorevoli rappresentanti del mondo accademico e istituzionale. I lavori saranno conclusi del Ministro dell’Università Valeria Fedeli.

Attraverso il suo comitato operativo, l'Associazione TreeLLLe - per una società dell'apprendimento permanente (Life Long Learning ) - si propone di affrontare ogni anno temi strategici volti al miglioramento della qualità dell'education (educazione, istruzione, formazione) attraverso i “Quaderni”, che rappresentano il prodotto più caratterizzante della sua attività di ricerca e analisi volta a offrire un servizio all'opinione pubblica, alle forze sociali, alle istituzioni educative e ai decisori pubblici, a livello nazionale e locale.
 

Programma