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Torna il Festival della Scienza Medica fra Innovazione e Tradizione

A Bologna dal 20 al 23 aprile la terza edizione dell’evento dedicato a medicina, scienza e cultura con cinque Premi Nobel. Il 22 maggio una giornata speciale con Amartya Sen.
17 Marzo 2017

Torna a Bologna il Festival della Scienza Medica dal 20 al 23 aprile, e il 22 maggio per un incontro conclusivo con Amartya Sen. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, sarà dedicata al rapporto fra Innovazione e Tradizione: un tema socialmente e culturalmente sentito e molto discusso.

Inaugurazione giovedì 20 aprile nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo con la lettura magistrale di Jules Hoffmann “La risposta immune: dagli insetti agli esseri umani”. Gli altri Nobel in programma sono: Edvard Moser (venerdì 21), “I neuroni a griglia e la mappa corticale dello spazio”, Louis Ignarro (sabato 22) sul ruolo dell’ossido nitrico, Thomas Lindahl (domenica 23 aprile), sul tema dell’instabilità del DNA e il ruolo di TREX1 e, fuori programma, Amartya Sen che sarà a Bologna il 22 maggio con la lectio magistralis sul tema “Salute e sanità universali: un obiettivo davvero irraggiungibile?”.

Numerosi saranno i contributi utili a illustrare come gli avanzamenti scientifici e tecnologici risultino rilevanti anche al fine di recuperare il valore delle dimensioni psicologiche del rapporto medico-paziente, della personalizzazione delle cure, di un paternalismo non autoritario, del ruolo educativo della cultura-medico sanitaria, etc. Non mancherà lo scavo archeologico nelle pratiche del passato che riguardano la malattia e la medicina. Saranno ripercorsi i tragitti che hanno imposto al pensiero biomedico di riorganizzare intellettualmente le strategie di intervento in aiuto dei pazienti, per arrivare alle scoperte e innovazioni del presente.

All’approfondimento e alla comprensione del tema scelto collaboreranno, nelle giornate del Festival, alcuni fra i maggiori protagonisti della ricerca e della pratica biomedica a livello internazionale. Dai cinque Premi Nobel, alla ricerca d’avanguardia di scienziati come Semir Zeki – lo studioso che ha aperto il campo di ricerca della “neuro estetica” (la “scienza della bellezza”) -, agli studi sul sonno di Carlos Schenck, e quelli sulle infezioni da stafilococco aureo di Andreas Peschel, e quelli sul mondo degli ultrasuoni di Peter Burns. Di altissimo livello anche la partecipazione di studiosi italiani: alle gradite conferme di Elena Cattaneo, Alberto Mantovani, Michele De Luca, si aggiungono Fabrizio Benedetti sulla prospettiva neuro scientifica della relazione medico-paziente, Arnaldo Benini, sul perché – per ora – abbiamo perso la battaglia contro l’Alzheimer, Massimo Delledonne sulla “lettura del DNA”, Pietro Pietrini su genetica, neuroscienze e il “ritorno di Lombroso”, Marcello Massimini sui modelli di misurazione della coscienza.

La Germania, il Paese ospite di questa edizione, arriva a Bologna con una nutrita presenza di scienziati in diversi campi di ricerca e offre l’occasione di un confronto Italia-Germania (per una volta non calcistico) coordinato da Horst Klinkmann, su due aspetti cruciali: la costruzione di “large scale facilities” per favorire e ottimizzare l’accelerazione dei processi innovativi, e la sostenibilità dei sistemi sanitari universalistici nelle rispettive nazioni (e magari anche di come alcuni sistemi “nazionali”, pubblici e privati, potrebbero essere esportati all’estero).

Tornano anche gli “open days” nelle principali strutture ospedaliere bolognesi, e le “visite in corsia”, quest’anno dedicate al Pronto Soccorso, alla Dermatologia e alla Neurologia. Si confermano gli incontri dedicati alle scuole: le lezioni di anatomia al Teatro Anatomico per i più piccoli, le passeggiate tra i portici della Vita e della Morte per le scuole secondarie di primo grado, il formato “la parola ai giurati”, su un vero caso di bioetica, per gli studenti delle secondarie di secondo grado.  E per la prima volta, anche una “call for speech” degli universitari, i nostri medici di domani, che troveranno spazio anche nel programma dei “Geni a bordo” di Farmindustria il cui Presidente, Massimo Scaccabarozzi dialogherà con il Direttore Generale di AIFA, Mario Melazzini, sul tema del valore della salute e del costo dei farmaci.

Importanti le collaborazioni con la Società Italiana di Diabetologia, Fondazione Diabete e Ricerca Onlus e con Intesa Sanpaolo. Centrali nel dibattito tra innovazione e tradizione, i temi sempre attualissimi delle politiche vaccinali e dell’antibiotico resistenza, dell’attuale bionica e della futura robotica tra il cuore e l’aorta, della corretta valutazione dei trial clinici, delle malattie rare, del rigetto nella chirurgia, della medicina di genere e della chirurgia ortodontica, della discriminazione femminile e delle strategie per combattere il cancro. Imprescindibile la discussione sui temi d’avanguardia della gestione dei Big Data, della Telemedicina, della medicina delle App, e su come accompagnare la nascita e lo sviluppo delle start-up.

Tra le curiosità: le bufale del web, l’incredibile caso della perdita della memoria di Pierdante Piccioni, la Pet Theraphy, e come l’autopsia e le impronte genetiche sono diventate centrali nello svelamento dei segreti di alcuni famosi crimini.

Un’anteprima, mercoledì 19 aprile, con il ritorno “a grande richiesta” della conferenza happening musicale sulla sordità di Beethoven.

E una grande chiusura lunedì 22 maggio: Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1988, presenterà la sua personale visione al servizio della salute e dei sistemi sanitari universalistici, argomentando le ragioni per cui, oltre che necessari, possono essere un obiettivo ancora raggiungibile, riuscendo a favorire anche la crescita economica.         

 

Il programma completo su www.bolognamedicina.it