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Laurearsi conviene

Presentati a Parma i Rapporti AlmaLaurea 2017: aumenta l’occupazione, quasi la metà dei laureati è disposto a cercare lavoro all’estero, ma l’ascensore sociale è ancora bloccato.
16 Maggio 2017

Parma, 16 maggio 2017 – Sono stati presentati all’Università di Parma i Rapporti AlmaLaurea  2017 su Profilo e Condizione occupazionale dei laureati nell'ambito del Convegno "Università e skill nella seconda fase della globalizzazione".

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, aprendo il Convegno, ha detto: “L’appuntamento annuale della presentazione dei Rapporti AlmaLaurea rappresenta uno dei momenti di riflessione più importante sullo stato del nostro sistema universitario, soprattutto perché riguarda direttamente gli studenti e le loro famiglie”.

Dai Rapporti emerge che cresce il numero di laureati che trovano lavoro dopo un anno dal termine degli studi: il 68% dei laureati triennali ed il 71% dei laureati magistrali biennali, dopo la contrazione del periodo 2008-2013.

“I dati AlmaLaurea sottolineano per il secondo anno consecutivo un lieve miglioramento sul fronte dell’occupazione e delle immatricolazioni – sottolinea Ivano Dionigi, Presidente di AlmaLaurea -, ma per tornare alla situazione pre-crisi ci vuole l’impegno di tutti i soggetti coinvolti. La politica e le istituzioni devono garantire il diritto allo studio in linea con l’art. 34 della Costituzione, le aziende devono impegnarsi ad assumere sempre più laureati e le università devono offrire corsi in linea più con la domanda che non con l’offerta."

Il 10,6% dei laureati del 2016 ha svolto esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di studi (nel 2006 erano il 7,6%): più nel dettaglio, ciò è avvenuto per oltre l’8% utilizzando programmi dell’Unione Europea (Erasmus in primo luogo) e per il 2% attraverso altre esperienze riconosciute dal corso di studi (Overseas, ecc.).

Inoltre, l’8% del complesso dei laureati ha sostenuto esami all’estero poi convalidati al rientro e il 5% (quota che sale al 9% fra i laureati magistrali biennali) ha preparato all’estero una parte significativa della tesi.

Dal Rapporto emerge la figura di un laureato che vanta apprezzabili conoscenze linguistiche: la quota dei laureati 2016 con una conoscenza “almeno buona” dell’inglese scritto si aggira sul 76% e raggiunge l’80% tra i laureati magistrali biennali.

 “Abbiamo scelto di puntare l’attenzione sugli scenari internazionali, a partire da quello europeo – ha dichiarato Marina Timoteo, Direttore di AlmaLaurea -. Quasi la metà dei laureati delle università italiane è disposta a trasferirsi all’estero, nello specifico il 49% si dichiara disponibile a lavorare in uno stato europeo. Rispetto al 2006 il dato mostra un aumento di 11 punti percentuali. I laureati guardano anche più lontano, la Cina è diventata la meta extraeuropea preferita sorpassando gli Stati Uniti”. 

AlmaLaurea mostra che le esperienze di studio all’estero con programmi europei aumentano le chance occupazionali del 12%, i tirocini dell’8% e aver lavorato occasionalmente durante gli studi del 48%. Esperienze all'estero e tirocini, non solo non comportano ritardi nella conclusione del percorso universitario, ma influenza positivamente la probabilità di ottenere elevate votazioni alla laurea.

Il background familiare ha ancora un forte effetto sulla opportunità di completare il percorso di istruzione universitaria: fra i laureati, infatti, si rivela una sovra-rappresentazione dei giovani provenienti da ambiti familiari favoriti dal punto di vista socio-culturale.

“L’università fatica ancora a fungere da indispensabile ascensore sociale e non rappresenta ancora una risorsa alla portata di tutti – dichiara Valeria Fedeli -. E’ necessario un diritto allo studio più forte ed efficiente, con borse di studio per i meritevoli, che garantisca il superamento delle sfide sociali che ancora caratterizzano il nostro Paese, insieme a politiche di orientamento efficaci”.

La prima sessione, dedicata al quadro europeo, è stata seguita da una tavola rotonda sul tema dell'imprenditorialità di studenti e laureati alla quale partecipano imprenditori, accademici e laureati.
La seconda sessione sarà dedicata alla prospettiva cinese. La successiva tavola rotonda ha avuto come tema l'Industria 4.0 e le relative traiettorie evolutive di posti di lavoro e skill e ha visto la partecipazione di imprenditori, accademici e laureati. Le conclusioni saranno affidate ai dirigenti del MIUR.

 

Comunicato stampa

Sintesi del Rapporto sul Profilo dei Laureati

Sintesi del Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati