Università

Iscrizione all’Università, come orientarsi e scegliere il corso giusto

Orientamento, esperienze all'estero e stage, performance occupazionali: i tre elementi da tenere in considerazione.
06 Settembre 2017

La scelta dell’Università è un passo importante e scegliere il corsi di studi “giusto” non è facile. Ecco tre elementi da tenere presenti prima di iscriversi:
 

Primo: l’orientamento

I test di orientamento alle scelte post-diploma possono essere determinanti nel valutare le proprie predisposizioni e le proprie abilità e nel prevenire abbandoni degli studi, delusioni e insuccessi. Il percorso AlmaOrièntati, realizzato da AlmaDiploma e AlmaLaurea e adottato dal Ministero dell’Istruzione (MIUR), è uno strumento di orientamento verso l’Università e il mondo del lavoro, nato per accrescere il livello di consapevolezza degli studenti degli ultimi anni della scuola superiore rispetto alle scelte sul proprio futuro formativo.
 

Secondo: esperienze all’estero e stage
Scegliere il percorso di studio tenendo presente che, indipendentemente dall’indirizzo, esperienze di studio all’estero e di tirocinio sono un plus importante per un neolaureato.

I dati AlmaLaurea, a un anno dal titolo, evidenziano che chi ha svolto esperienze internazionali in ambito europeo nel corso degli studi ha una maggiore probabilità di essere occupato a un anno (+ 12%), così come chi ha intrapreso un tirocinio (+8%).
 

Terzo: la laurea alla prova del lavoro

L’indagine statistica di AlmaLaurea fotografa anche le performance professionali dei laureati. Analizzando retribuzioni, efficacia, occupazione dei laureati magistrali a cinque anni dal titolo emerge che la laurea è ancora una garanzia di occupazione, anche e soprattutto nei momenti di crisi. Ma molto dipende dall’indirizzo scelto: meglio economia, ingegneria, biologia o lettere?

Ecco allora gli indirizzi di studio che hanno i risultati migliori in base a quattro variabili.

 

1) LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE
Professioni sanitarie e ingegneria superano il 90%

Dal Rapporto AlmaLaurea, emerge che il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali* a cinque anni dal titolo è pari all’84%.

I laureati delle professioni sanitarie e quelli dei gruppi ingegneria mostrano le migliori performance occupazionali, con un tasso di occupazione superiore al 90%. A seguire, i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico e architettura (86%, per entrambi).

Di poco inferiori alla media sono invece gli occupati degli ambiti disciplinari linguistico e politico- sociale, agraria, educazione fisica (tutti intorno all’82%).

Restano al di sotto della media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi psicologico (79%), insegnamento (77%), geo-biologico e giuridico (76%, per entrambi), letterario (75%): la dimostrazione di come le difficoltà occupazionali non coinvolgano esclusivamente le lauree umanistiche.

 

2) TIPOLOGIA DELL'ATTIVITÀ LAVORATIVA

Professioni sanitarie, ingegneria e insegnamento contano su un maggior numero di contratti a tempo indeterminato

Tra i laureati del 2011 coinvolti nell’indagine a cinque anni dalla laurea risulta assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti) il 56% dei laureati.

Cresce anche la quota di lavoratori autonomi, che a cinque anni dalla laurea rappresentano il 18% degli occupati.

Il 79% dei laureati delle professioni sanitarie è assunto con un contratto a tempo indeterminato. Seguono con il 76% gli ingegneri, con il 68% i laureati del gruppo insegnamento e con il 65% quelli del gruppo economico-statistico. Con percentuali lievemente superiori al 60% ci sono i laureati degli indirizzi chimico, scientifico e politico sociale.

All’estremo opposto, si trovano i laureati dei gruppi architettura, giuridico, educazione fisica e psicologico, tutti con una quota di occupati a tempo indeterminato inferiore al 35%.
Resta vero che proprio tra i laureati di questi gruppi è maggiormente diffuso il lavoro autonomo: a cinque anni dalla laurea è pari al 53% per il gruppo giuridico, al 52% per gli architetti e al 38% per gli psicologi.

 

3) RETRIBUZIONI

Oltre i 1500 euro per i laureati di ingegneria e nelle professioni sanitarie, ma anche per i colleghi dei gruppi economico-statistico, chimico e scientifico

A livello complessivo i laureati magistrali a cinque anni dal titolo percepiscono in media 1.405 euro netti mensili. Sono soprattutto i laureati di ingegneria e delle professioni sanitarie che possono contare sulle più alte retribuzioni: rispettivamente 1.717 e 1.509 euro. Retribuzioni superiori alla media anche per i colleghi dei gruppi economico-statistico, chimico e scientifico (superiore ai 1.500 euro per tutti).

Non raggiungono invece i 1.200 euro mensili le retribuzioni dei laureati dei gruppi psicologico, letterario e insegnamento. Percorsi, generalmente a prevalenza femminile, il cui sbocco professionale è relativo soprattutto al mondo dell’insegnamento, notoriamente non troppo generoso in termini di valorizzazione economica. Anche le retribuzioni dei laureati dei percorsi di educazione fisica e giuridico registrano valori nettamente inferiori alla media.

 
4) EFFICACIA DELLA LAUREA NELL'ATTIVITÀ LAVORATIVA
Giuristi, architetti e laureati del gruppo scientifico fanno quello per cui hanno studiato

La valutazione della spendibilità del titolo universitario sul mercato del lavoro e l’utilizzo delle competenze acquisite all’università confermano un quadro complesso e articolato. A cinque anni dal titolo, la laurea risulta infatti efficace per più della metà dei laureati indagati (54%).

I valori più elevati sono raggiunti tra i laureati del gruppo giuridico (71%), architettura e scientifico (64%, per entrambi). Seguono gli occupati nei gruppi chimico ed educazione fisica (63%, per entrambi), psicologico (62%), geo-biologico (61%), agraria (60%), ingegneria e insegnamento (59%, per entrambi). Inferiori alla media invece i livelli di efficacia dei laureati del politico-sociale (35%), letterario (46%) e delle professioni sanitarie (48%; si tratta di laureati che utilizzano la laurea magistrale per progressioni di carriera interne all’azienda ospedaliera).

 


 

* Data la natura dei laureati magistrali a ciclo unico - architettura, medicina, giurisprudenza, medicina veterinaria, farmacia, scienze della formazione primaria, conservazione e restauro dei beni culturali- caratterizzati da un’elevata prosecuzione degli studi con formazione propedeutica all’avvio delle carriere libero professionali (ad esempio praticantati, specializzazioni, tirocini), si è concentrata l'analisi solo sulle performance occupazionali dei laureati magistrali biennali.