Indagini

Lifelong learning, il master è un valore aggiunto

I risultati delle Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei diplomati di master: l’84% lavora ad un anno dal conseguimento del titolo e quasi la metà svolge una professione ad elevata specializzazione.
26 Settembre 2017

Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei diplomati di master analizzano rispettivamente le performance formative di circa 7mila diplomati del 2016, di primo e secondo livello, che hanno conseguito il titolo in uno dei 13* atenei aderenti e quelle lavorative di 9mila diplomati di master del 2015 di 21 atenei italiani** intervistati a 1 anno dal conseguimento del titolo.

 

RAPPORTO SUL PROFILO DEI DIPLOMATI DI MASTER

Dal Rapporto sul Profilo emerge che tra i diplomati di master è maggiore la presenza delle donne: rappresentano infatti il 63%, percentuale che raggiunge il 68% tra i primo livello e scende al 57% tra quelli di secondo livello. Elevata anche la percentuale di cittadini stranieri che nel complesso rappresentano il 10%; in particolare, sono il 12% tra i diplomati di master di primo livello, l’8 tra quelli di secondo. Tra i laureati del 2016 tale quota è invece rispettivamente pari al 3% tra i laureati triennali e al 4% tra quelli di secondo livello.

Il 34% dei diplomati di master proviene più frequentemente rispetto ai laureati da famiglie con un retroterra culturale elevato: tra i corsi di secondo livello i diplomati con almeno un genitore laureato sono il 39% (è il 34% tra i laureati magistrali) e tra i corsi di primo livello sono il 29% (è il 26% tra i laureati di primo livello).

Per quanto riguarda la mobilità, il 38% dei diplomati di master di primo e secondo livello vive nella medesima provincia in cui ha svolto il master. Sono più propensi a spostarsi quelli di secondo livello: il 48% proviene infatti da altre regioni o dall’estero, contro il 39% dei diplomati di primo livello.

Se il 36% dei diplomati di master ha conseguito la laurea nello stesso ateneo di conseguimento del master, il 57% ha studiato in un altro ateneo italiano e il 5% in un’università all’estero.

Per quale motivo si decide di iscriversi a un corso di master?
La motivazione più importante è rappresentata dalla possibilità di acquisire competenze professionali (l’89% la ritiene importante). Ma è rilevante anche per approfondire i propri interessi culturali (66%), soprattutto per quelli di secondo livello (68% contro il 64% del primo livello).

Il 21% dei diplomati di master ha usufruito di un finanziamento o di una borsa di studio, in particolare i diplomati di secondo livello (23% contro il 18% di quelli di primo livello) e il 13% ha potuto contare sulla copertura totale dei costi di iscrizione. Inoltre, il 59% dei finanziamenti è stato erogato dall’università o da altri enti pubblici (rispettivamente il 22% e il 37%), il 33% proviene da enti privati e il restante 7% da altri enti.

Il 74% dei diplomati di master ha intrapreso un’esperienza di lavoro durante il master (è il 72% tra quelli di primo livello e il 76% tra quelli di secondo). Il 66% ha svolto un periodo di stage durante la frequenza del corso, percentuale che sale al 74% tra i diplomati di primo livello e si attesta al 58% tra quelli di secondo livello; l’11% lo ha svolto all’estero. 
I diplomati di corsi di master, alla luce dei giudizi espressi su didattica, servizi e strutture, si dichiarano complessivamente soddisfatti: nel dettaglio, si osservano giudizi positivi superiori al 90% per il fatto che le lezioni sono state tenute dai docenti previsti nel programma, per l’interesse degli argomenti trattati nel corso, per la preparazione dei docenti, e per la coincidenza del calendario previsto e quello effettivamente svolto.

 

 

RAPPORTO SULLA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI DIPLOMATI DI MASTER

Il Rapporto sulla Condizione occupazionale mostra che ad un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione dei diplomati di master è dell’84%, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 10%. Confrontando le performance dei diplomati di master con quelle dei laureati magistrali biennali del 2015, intervistati a un anno dalla laurea, emerge che il differenziale occupazionale è di 13 punti percentuali a favore dei primi (71% per i laureati).

A influire è anche la maggiore incidenza tra i diplomati di master della percentuale di occupati che prosegue il lavoro iniziato prima del conseguimento del master: ben il 68%; il 21% ha trovato lavoro alla fine del master.

Lo stage svolto durante il master offre un accesso privilegiato al mercato del lavoro: su cento diplomati di master che hanno svolto uno stage durante il master, 14 lavorano tuttora per lo stesso ente o azienda nel quale lo hanno svolto.

Il 55% dei diplomati di master occupati ad un anno lavora nel settore privato.

Quasi la metà degli occupati svolge una professione ad elevata specializzazione (49%), mentre il 3% si inserisce nell’ambito dell’alta dirigenza (direttore, dirigente o imprenditore); poco più di un terzo svolge una professione tecnica (35%), mentre il restante 13% una professione meno qualificata.

Il contratto a tempo indeterminato interessa il 50% dei diplomati di master, mentre il 21% svolge un lavoro autonomo.

La retribuzione mensile netta, ad un anno dal conseguimento del master, è pari in media a 1.523 euro, +32% rispetto a quanto percepito dai laureati magistrali biennali del 2015 ad un anno (1.153 euro). Tra i diplomati di master di secondo livello la retribuzione è pari a 1.725 euro mensili netti, rispetto ai 1.381 euro per quelli di primo livello.

Inoltre, tra chi prosegue il lavoro iniziato prima del master la retribuzione è pari a 1.680 euro, rispetto ai 1.199 di chi invece ha iniziato il proprio lavoro solo dopo il conseguimento del titolo. Differenza che resta elevata anche tra quanti sono occupati all’estero (4% a livello complessivo), le cui retribuzioni si attestano a 1.693 euro mensili netti, contro i 1.516 euro dei diplomati di master che lavorano in Italia.

Il 43% dei diplomati di master considera il titolo “molto efficace o efficace” nello svolgimento della professione svolta, a tal punto che il 74% rifarebbe il master appena conseguito nello stesso ateneo; il 4% sceglierebbe un altro corso di master nello stesso ateneo; il 7% opterebbe per un altro ateneo italiano; il 5% opterebbe per un ateneo estero; poco più del 9%, pentito della scelta fatta, non rifarebbe un master.

 

 

Scarica i Report

Profilo dei diplomati di master 2016 - Report 2017

Condizione occupazionale dei diplomati di master - Report 2017

 

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*Atenei coinvolti nel Profilo dei diplomati di master 2016: Bergamo, Bologna, Bolzano, Milano IULM, Napoli L’Orientale, Padova, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Roma Tre, Salerno, Torino Politecnico, Venezia Ca’ Foscari, Venezia IUAV. 

**Atenei coinvolti nell’Indagine 2016 sulla Condizione Occupazionale dei diplomati di master: Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Ferrara, Genova, Milano Bicocca, Milano IULM, Milano Statale, Modena e Reggio Emilia, Napoli L’Orientale, Padova, Palermo, Piemonte Orientale, La Sapienza, Roma Tre, Salerno, Siena, Torino Politecnico, Venezia Ca’ Foscari, Venezia IUAV.