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Un corso sulla prevenzione e il contrasto della violenza di genere

All’Università di Trieste si formano figure professionali in grado di rispondere ai bisogni delle vittime e di attuare interventi di prevenzione dei femminicidi. Le iscrizioni sono aperte fino al 18 dicembre 2017.
02 Ottobre 2017

I recenti fatti di cronaca nera hanno riacceso i riflettori sulla violenza contro le donne e sul tema dei femminicidi. L’obiettivo del corso di perfezionamento post lauream “Violenza di genere e Femminicidio: prevenzione, contrasto e sostegno alle vittime”, promosso dall’Università degli Studi di Trieste e diretto dalla professoressa Patrizia Romito, è di formare figure in grado di rispondere efficacemente ai bisogni delle vittime e di attuare interventi di prevenzione della violenza. Il programma didattico è basato sulle “quattro P”: Prevenzione, Protezione e sostegno alle vittime, Perseguimento dei colpevoli e Politiche integrate.

Professoressa, qual è la situazione sul fronte della violenza di genere?

"In Italia, come in altri paesi, la situazione è contradditoria. Da una parte, i progressi in ambito legislativo sono innegabili. Strumenti come l’ordine di protezione (2001) e la legge sugli atti persecutori (stalking) (2009) permettono interventi puntuali ed efficaci in situazioni di violenza. La Convenzione di Istanbul (ratificata in Italia nel 2014) e il successivo Piano straordinario del Governo contro la violenza di genere (2015), forniscono oggi uno schema di riferimento e un quadro legislativo che leggono la violenza come un fatto strutturale e permettono di sviluppare misure di prevenzione e di contrasto in un’ottica globale. Questi progressi non si accompagnano tuttavia ad una diminuzione della violenza maschile contro le donne. I dati sui femminicidi sono terribili: 117 di donne uccise nel 2016, nella maggioranza dei casi da partner o ex-partner che volevano lasciare o stavano lasciando, secondo i dati raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna. Secondo la Direzione Centrale della Polizia Criminale, inoltre, se In Italia l’insieme degli omicidi “in ambito familiare/affettivo” è diminuito nel periodo osservato (2008-2013), le vittime di sesso femminile sono invece aumentate, passando dal 58% al 70%".

Quali sono le risposte delle Istituzioni?

"Anche al di là dei casi di femminicidio, la risposta concreta delle Istituzioni sociali alle vittime di violenza resta insoddisfacente. Ancora oggi, la violenza viene negata, banalizzata, o trattata come un “conflitto” tra partner; spesso le donne non sono credute quando si rivolgono ai servizi socio-sanitari, alle forze dell’ordine o ai Tribunali. L’osservazione del mondo degli adolescenti, inoltre, non è confortante: molestie sessuali, anche su Web, aggressioni sessuali compiute in gruppo su adolescenti dai loro compagni sembrano frequenti: segno che manca un cambiamento culturale nella direzione di maggior rispetto e minor sessismo e che quindi la prevenzione, già a partire dall’età infantile, è urgente e prioritaria".

Quale ruolo può avere l’Università nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere?

"L’Università può e deve avere un ruolo centrale nell’impegno collettivo di contrasto e prevenzione della violenza, come peraltro è indicato nella Convenzione di Istanbul. E’ necessario che i futuri e le future professioniste siano correttamente formati/e sui temi della violenza, cosa che oggi non avviene. L’Università è inoltre uno dei luoghi principali deputati alla ricerca: è quindi necessario che ricerche sul tema della violenza, con vari approcci disciplinari e varie metodologie, siano sostenute e valorizzate nel mondo accademico. Alta formazione e ricerca hanno poi ricadute sulla divulgazione e sui rapporti con il territorio: anche in questo campo un’istituzione autorevole come l’Università può fare molto per diffondere un’informazione corretta e aggiornata".

Come si sviluppa il percorso didattico del corso?

"Il percorso didattico si basa sia sull’esperienza acquisita dalle coordinatrici insegnando in corsi sulla violenza alle donne sia sulle indicazioni della Convenzione di Istanbul, includendo nel programma le “quattro P”: Prevenzione, Protezione e sostegno alle vittime, Perseguimento dei colpevoli e Politiche integrate. Il percorso didattico inizia con un’analisi storico-sociologica del contesto in cui la violenza trova radici ma anche dei cambiamenti recenti in proposito, e prosegue presentando le varie tipologie di violenza e analizzando sia le risposte appropriate delle istituzioni sia quelle problematiche. Infine si approfondiscono le situazioni delle ragazze adolescenti, delle donne rifugiate o migranti, anziane o disabili. La legislazione recente in tema viene presentata e discussa, anche con un’analisi di casi giudiziari. Una parte del Corso è inoltre dedicata alle iniziative concrete di prevenzione e di contrasto e alle metodologie più adeguate per attuarle.Ad oggi, nessun Ateneo in Italia dispone di un numero sufficiente di docenti esperte/i su questi temi. Con lo scopo di offrire una formazione di alto livello, abbiamo quindi ritenuto necessario invitare alcune tra le esperte (o esperti) italiane più competenti e autorevoli – professioniste/i, componenti di associazioni, ricercatrici o ricercatori- a tenere una parte delle lezioni".

A chi è rivolto?

"I requisiti per l’ammissione al Corso sono: laurea di primo e di secondo livello di tutte le classi e lauree degli ordinamenti didattici anteriori al DM 509/1999. La modalità di selezione delle/dei partecipanti per l’ammissione al Corso avverrà tramite una valutazione del curriculum e un colloquio orale. Tale modalità varrà anche per gli eventuali uditori, per i quali tuttavia non è richiesto un diploma di laurea. Il corso è rivolto a tutti/e coloro che intendano essere in grado di comprendere il contesto storico/sociale in cui si sviluppa la violenza di genere; acquisire strumenti tecnici sul piano psico-sociale, sanitario, organizzativo e giuridico in materia, per rispondere ai bisogni delle vittime e per sviluppare, gestire e valutare interventi innovativi volti anche alla prevenzione della violenza di genere".

Quali profili forma?

"Anche in questo caso, il Corso segue le indicazioni della Convenzione di Istanbul, secondo cui l’approccio alla formazione sulla violenza dev’essere interdisciplinare. Il corso fornirà quindi una specializzazione interdisciplinare sul tema della violenza di genere a professioniste/i anche in aree molto diverse: area socio-sanitaria, area giuridica/FFOO, area educativa, area gestionale/manageriale, operatrici/operatori di ONG, componenti di organi di garanzia, Uffici Pari Opportunità, componenti di comunità religiose".

Qual è l’aspetto innovativo del corso?

"Il percorso ha la peculiarità di un approccio fortemente trasversale e interdisciplinare. Si vuole proporre una visione d’insieme: le risposte a questioni così complesse come quelle poste dalla violenza contro le donne devono tener conto di vari aspetti e coinvolgere diversi servizi e diversi professionisti. Non a caso, una lezione è dedicata alla costruzione della Rete, e alla collaborazione tra diversi operatori che tutti devono avere professionalità e preparazione adeguate. Il corso coinvolge due Dipartimenti, con contributi di docenti di Psicologia e di Giurisprudenza, segno della trasversalità del tema e della necessità di affrontarlo in un’ottica di “unire di forze”. Le lezioni sono svolte da professionisti e professioniste autorevoli e con una lunga e specifica formazione ed esperienza, professionale e personale. Questo permetterà ai/alle corsisti/e di esplorare un approccio teorico e pratico e di confrontarsi con alti livelli di preparazione. Per le/i corsiste/i, rappresenterà un’occasione di vedere in azione lo scambio fruttuoso tra teoria, ricerca, metodo ed esperienza, pratica professionale e preparazione sul campo. Infine, chi non ha la possibilità di seguire l’intero percorso, potrà seguire, come uditore e uditrice, alcuni moduli a scelta".

 

SCHEDA CORSO

Tipologia: Corso di Perfezionamento Post Lauream

Sito  web: https://dsv.units.it/it/node/29678   -  http://apps.units.it/Sitedirectory/InformazioniSpecificheCdS/Default.asp...

Posti disponibili: partecipanti max 20, uditori max 10

Durata del corso: 100 ore di attività didattica in aula

Periodo di svolgimento: gennaio – aprile 2018

Modalità didattica: frequenza in aula con modalità interattive e approfondimento con presentazione di un elaborato finale

Lingua: Italiana

Frequenza: obbligo di frequenza di almeno il 70% delle ore previste.

Sede del corso: Università degli Studi di Trieste, Piazzale Europa, 1

Scadenza presentazione domande di ammissione: 18 dicembre 2017 ore 14.00

Modalità di selezione: La modalità di selezione delle/dei partecipanti per l’ammissione al Corso avverrà tramite una valutazione del curriculum e un colloquio orale.

Quota di partecipazione: € 1.216,00 per i/le partecipanti; € 316,00 per uditori ed uditrici

Agevolazioni/borse di studio: Bonus Renzi per Insegnanti (rif. Carta del Docente)

Per informazioni: romito@units.it