Indagini

Settore dei Servizi: i titoli di laurea più diffusi, la tipologia contrattuale e le retribuzioni

I dati AlmaLaurea analizzano le perfomance professionali dei laureati occupati in questo comparto: sono per lo più donne e i contratti sono a tempo indeterminato. Le retribuzioni si attestano a 1.340 euro mensili netti.
20 Novembre 2017

Il Rapporto 2017 del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto 103mila laureati di secondo livello del 2011 a 5 anni dal conseguimento del titolo, consente di analizzare quali sono i titoli di laurea più diffusi nel settore dei Servizi e le caratteristiche di coloro che sono occupati in questo comparto: tipologia dell’attività lavorativa, retribuzioni, efficacia del titolo di laurea e utilizzo delle competenze.

Il 78% dei laureati magistrali biennali e a ciclo unico del 2011 occupati a cinque anni dal titolo lavora nei Servizi.           
Il settore è caratterizzato nel complesso da una maggior prevalenza di laureate donne (62%), si tratta di laureati inseriti soprattutto in ambito privato (68%), che hanno iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo di laurea (65%).

Il 49% degli occupati nel settore dei Servizi può contare, a cinque anni dalla laurea, su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 26% lavora come autonomo; il 17%, invece, ha un contratto non standard, prevalentemente a tempo determinato. Inoltre, 18 laureati su cento hanno un contratto part-time. A cinque anni dal conseguimento del titolo, le retribuzioni per quanti lavorano nell’ambito del Servizi arrivano a 1.340 euro mensili netti. Poco più della metà dei laureati occupati nei Servizi dichiara di utilizzare in modo elevato le competenze acquisite durante gli studi universitari (53%). La laurea è infatti richiesta per legge nel 46% dei casi, mentre il titolo è considerato “molto efficace o efficace” per lavorare per 64 occupati su cento.

Questo settore racchiude un ampio ventaglio di rami che a loro volta raccolgono profili di laureati con caratteristiche e performance formative e occupazionali fortemente diversificate. Di seguito, dunque, l’analisi si concentra sui rami che raccolgono il maggior numero di occupati: Istruzione e Ricerca (16%), Consulenza legale, amministrativa e contabile (10%), Sanità (7%), Credito e Assicurazioni e Servizi sociali e personali (entrambe 5%), Pubblica amministrazione e Informatica (entrambe 4%).

 

ISTRUZIONE E RICERCA

Si tratta in prevalenza di laureati che hanno conseguito il titolo di laurea in scienze della formazione primaria (30%), ma anche filologia moderna (7%) e psicologia (5%).

Tra i laureati occupati nell’Istruzione e Ricerca è maggiore la presenza di laureate donne (78%) che hanno iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo di laurea (60%), lavorano in prevalenza nel settore pubblico (75%) e con contratti di lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (48%), ma anche a tempo determinato (40%). 20 laureati su cento hanno inoltre un contratto part-time. Le retribuzioni non superano i 1.276 euro mensili netti. 

Tra gli occupati nell’ambito dell’Istruzione e Ricerca, ben il 67% utilizza le competenze apprese durante gli studi in modo elevato. La laurea è infatti richiesta per legge nel 71% dei casi. Non stupisce quindi che il titolo sia ritenuto da 84 occupati su cento “molto efficace o efficace” per lavorare.

 

CONSULENZA LEGALE, AMMINISTRATIVA E CONTABILE

I laureati occupati in questo ambito provengono in maggior misura dalle classi di laurea in giurisprudenza (65%) e scienze economico-aziendali (25%).

Tra i laureati occupati nel ramo della consulenza legale, amministrativa e contabile la componente femminile è lievemente maggiore (54%); si tratta soprattutto di laureati che hanno iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo di laurea (79%), soprattutto come autonomi effettivi (74%). Il 16%, invece, è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato. Le retribuzioni arrivano a 1.198 euro mensili netti.

Tra gli occupati nella Consulenza legale, amministrativa e contabile, si registra un impiego notevole delle competenze acquisite durante gli studi universitari: il 73% le utilizza in modo elevato. La laurea è infatti richiesta per legge nell’81% dei casi, a tal punto che 89 occupati su cento la considerano “molto efficace o efficace” per svolgere il proprio lavoro.

 

SANITA’

Si tratta in prevalenza di laureati delle classi di laurea in medicina e chirurgia (21%), scienze infermieristiche e ostetriche e psicologia (entrambe 13%), odontoiatria e protesi dentaria (8%), biologia e scienze delle professioni sanitarie tecniche (entrambe 6%).

Tra gli occupati è maggiore la presenza di donne (65%), così come la percentuale di quanti hanno iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo (56%); il 29%, invece, prosegue il lavoro iniziato prima della laurea. Lavorano sia in ambito privato (51%) sia in quello pubblico (46%). Possono inoltre contare su un buon numero di contratti di lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (42%), ma anche di attività autonome (36%). Il 25% è assunto con un contratto part-time. Le retribuzioni sono elevate: 1.532 euro mensili netti.

Il 60% dei laureati occupati nel ramo della Sanità utilizza in modo elevato le competenze acquisite durante gli studi universitari. La laurea è infatti richiesta per legge nel 59% dei casi ed è considerata “molto efficace o efficace” per lavorare per 72 occupati su cento.

 

CREDITO E ASSICURAZIONI

I laureati occupati in questo ambito provengono in maggior misura dalle classi di laurea in scienze economico-aziendali (34%) e giurisprudenza (18%).

Si tratta di laureati che spesso hanno iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo di laurea (66%). In larga parte hanno contratti di lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (73%) e lavorano a tempo pieno (95%). Le retribuzioni arrivano a 1.584 euro mensili netti. Tra gli occupati si registra un impiego limitato delle competenze acquisite durante gli studi universitari: il 38% dichiara di utilizzarle in modo elevato. La laurea è infatti richiesta per legge in 10 casi su cento, anche se per un terzo è comunque necessaria per lo svolgimento del proprio lavoro. Non stupisce pertanto che sia considerata “molto efficace o efficace” per lavorare solo per 43 occupati su cento.

 

SERVIZI SOCIALI E PERSONALI

Sono soprattutto laureati delle classi di laurea di psicologia (33%), ma anche servizio sociale e politiche sociali (10%) e scienze pedagogiche (9%).

L’81% degli occupati di questo ambito è rappresentato da laureate donne. Oltre la metà ha iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo (55%). Lavorano nel settore privato (39%) e, soprattutto, nel non profit (52%). Poco più della metà degli occupati nei servizi sociali e personali può contare su contratti di lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (51%), mentre il 20% su contratti alle dipendenze a tempo determinato. Le retribuzioni sono relativamente modeste (1.038 euro mensili netti), ma su ciò influisce l’elevata quota di occupati a tempo parziale (47%).

Il 44% dei laureati utilizza in modo elevato le competenze acquisite durante gli studi universitari, anche se la laurea è richiesta per legge nel 27% dei casi. Per 53 laureati su cento il titolo è considerato “molto efficace o efficace” per lavorare.

 

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sono laureati che hanno conseguito il titolo nelle classi di laurea in giurisprudenza (18%) e scienze delle pubbliche amministrazioni, economico-aziendali e della politica (tutte pari all’8%).

Tra gli occupati di questo ambito è lievemente maggiore la presenza di laureati maschi (57%), proseguono il lavoro iniziato prima della laurea (54%), in prevalenza hanno contratti di lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (81%). La quasi totalità lavora a tempo pieno (93%). Possono inoltre contare su ottime retribuzioni: 1.646 euro mensili netti. Il 51% utilizza le competenze acquisite durante gli studi universitari in modo elevato, anche se la laurea è richiesta per legge solo nel 36% dei casi. Resta vero che il titolo è considerato “molto efficace o efficace” per lavorare per 60 occupati su cento.

 

INFORMATICA

Sono laureati che hanno conseguito il titolo nelle classi di laurea di ingegneria informatica (25%), informatica (16%), scienze economico-aziendali (8%) e ingegneria gestionale (6%).

Tra gli occupati di questo ambito è nettamente maggiore la presenza di laureati maschi (70%); frequentemente hanno iniziato l’attuale lavoro solo dopo il conseguimento del titolo (74%) e lavorano nel settore privato (98%), con contratti di lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (81%). I laureati occupati in tale ramo possono inoltre contare su buone retribuzioni: 1.597 euro mensili netti. Resta vero che meno della metà utilizza le competenze acquisite durante gli studi universitari in modo elevato (40%); la laurea è infatti richiesta per legge solo nel 9% dei casi, anche se per un terzo è comunque necessaria per lo svolgimento del proprio lavoro. Non stupisce quindi che il titolo sia considerato “molto efficace o efficace” per lavorare per 45 occupati su cento.