Indagini

L’efficacia del titolo di laurea magistrale biennale

Circa la metà dei laureati occupati considera la laurea molto efficace o efficace, in particolare ingegneri, giuristi e chimici.
07 Dicembre 2017

A un anno dal titolo 48 occupati su cento considerano la laurea magistrale biennale “molto efficace o efficace” per lo svolgimento del proprio lavoro. Al contrario, il titolo è valutato “poco o per nulla efficace” dal 18% degli occupati.

L’efficacia della magistrale è elevata tra i laureati dei gruppi ingegneria ed educazione fisica (il titolo è almeno efficace per il 58% per entrambi) e agraria (57%). Inferiore alla media, invece, tra coloro che hanno conseguito una laurea nei gruppi psicologico e politico-sociale (le percentuali sono inferiori al 35%).

A cinque anni dalla magistrale, la laurea è valutata almeno efficace per 54 occupati su cento e i valori più elevati sono raggiunti tra i laureati dei gruppi giuridico (71%), architettura e scientifico (64%, per entrambi), nonché dei gruppi chimico-farmaceutico, educazione fisica, psicologico e geo-biologico, tutti con valori superiori al 60%. Sotto la media i laureati dei gruppi politico-sociale e letterario (meno del 50%); ma anche quelli delle professioni sanitarie dove la minore efficacia del titolo risulta naturale dal momento che una quota elevata di laureati prosegue il lavoro precedente alla laurea e consegue il titolo magistrale prevalentemente per progressioni di carriera.

 

 

 

Ma quanti utilizzano le competenze apprese durante gli studi universitari?

A un anno dal titolo 42 occupati su cento le utilizzano in misura elevata, mentre 43 su cento ne fanno un impiego ridotto; 15 laureati su cento invece non sfruttano assolutamente le conoscenze apprese nel corso del biennio magistrale. A impiegarle maggiormente sono i laureati dei gruppi educazione fisica e agraria: rispettivamente il 54 e 52% ne fanno un utilizzo elevato.  

A cinque anni, la quota di laureati magistrali che utilizza in modo elevato le proprie competenze sale al 46%; resta invariata la quota di quanti ne fanno un utilizzo ridotto, 42%. I laureati che non sfruttano in alcun modo le conoscenze apprese nel corso del biennio magistrale scendono al 12%.

 

A un anno dal titolo, la laurea è richiesta per legge per l’esercizio della propria attività lavorativa per il 20% degli occupati, per 26 su cento non lo è, ma è di fatto necessaria; il 40% degli occupati ritiene invece che il titolo sia utile. La laurea magistrale biennale non risulta né richiesta né utile per il 14% degli occupati.

In particolare, con percentuali superiori al 30% la laurea è richiesta per legge per i laureati dei gruppi architettura e geo-biologico; oltre il 35% dei laureati dei gruppi ingegneria ed economico-statistico dichiarano, invece, che la laurea è necessaria per l’esercizio del proprio lavoro. A ritenere la laurea magistrale biennale almeno utile sono i laureati del gruppo giuridico, politico-sociale e delle professioni sanitarie con quote che superano il 50%. Al contrario, non la ritengono né richiesta e né utile i laureati dei gruppi psicologico e letterario con quote prossime al 30%.

A cinque anni dalla magistrale, il 29% degli occupati dichiara che il titolo di studio è richiesto per legge per l’esercizio della propria attività lavorativa, mentre per il 22% non è richiesto per legge, ma di fatto è necessario. La quota di occupati che ritiene il titolo almeno utile è pari al 37%, mentre la quota di chi non lo ritiene utile in alcun senso scende all’11%.