Indagini

Oltre il 40% degli studenti magistrali lavora durante il corso di studi

Il 28%, a un anno dal titolo, prosegue l’attività lavorativa intrapresa prima della laurea, il 14% ha cambiato lavoro dopo la conclusione degli studi.
07 Dicembre 2017

Le performance lavorative dei laureati sono influenzate da diversi fattori, una fra tutte la condizione occupazionale al momento della laurea. I laureati che hanno maturato un’esperienza di lavoro prima del titolo sono infatti maggiormente agevolati quando si inseriscono nel mercato del lavoro perché hanno già maturato le competenze professionali necessarie, condizione che spesso permette loro, una volta conseguita la laurea magistrale, hanno l’opportunità di svolgere lavori con caratteristiche migliori. Non stupisce pertanto che quanti proseguono il medesimo lavoro iniziato prima della la laurea si trovino, in particolare ad un anno dal conseguimento del titolo, ancor più favoriti, soprattutto per quanto concerne tipologia dell’attività lavorativa e retribuzioni.  

Il 28% dei laureati magistrali biennali occupati a un anno dal titolo prosegue l’attività intrapresa prima del conseguimento della laurea. Altri 14 su cento hanno invece cambiato lavoro solo dopo la conclusione degli studi magistrali. Il 57% degli occupati si è invece inserito sul mercato del lavoro solo una volta conseguita la laurea: quota che raggiunge percentuali superiori al 75% nei gruppi chimico-farmaceutico e ingegneria.

La prosecuzione del lavoro antecedente alla laurea, che coinvolge la quasi totalità dei laureati delle professioni sanitarie, è frequente anche tra i laureati del gruppo educazione fisica, il 56% ha ottenuto il titolo lavorando, e di insegnamento, 55%, e psicologico, 47%.

 

 

Chi sono i laureati che conseguono il titolo magistrale lavorando?

Si tratta di laureati con un’età mediamente elevata, 31 anni contro i 28 del complesso dei magistrali biennali del 2015. Giovani che possono contare su contratti di lavoro a tempo indeterminato e che, nella maggioranza dei casi, si iscrivono ad un corso magistrale per ottenere miglioramenti nella propria attività lavorativa e avanzamenti di carriera. A dodici mesi dal titolo, infatti, oltre un terzo ha ottenuto un progresso nel lavoro svolto: in particolare, in merito alle competenze professionali (53%) e alla posizione lavorativa svolta (24%); e, in minor misura, per il trattamento economico o le mansioni svolte (rispettivamente 13 e 10%).

 

A cinque anni dalla laurea magistrale biennale, il 17% degli occupati prosegue l’attività lavorativa iniziata prima della laurea: in particolare, il 10% quella intrapresa ancora prima di iscriversi alla magistrale biennale, mentre il restante 7% prosegue il lavoro iniziato durante il corso di laurea magistrale biennale.
64 occupati su cento si sono invece inseriti nel mercato solo al termine degli studi di secondo livello.

A proseguire il lavoro intrapreso prima della laurea sono soprattutto i laureati delle professioni sanitarie (75%) e dei gruppi insegnamento ed educazione fisica (rispettivamente 44 e 38%).

Nel complesso, per il 46% la laurea ha comportato un miglioramento nel lavoro svolto: in particolare, hanno visto crescere nel 50% dei casi le competenze professionali o hanno ottenuto un miglioramento, nel 28% dei casi, a livello di inquadramento aziendale, nel 12% in relazione alle mansioni svolte e nel 10% dal punto di vista economico. Sono soprattutto i laureati dei gruppi agraria e ingegneria a rilevare un miglioramento nel proprio impiego con percentuali superiori al 60%.

All’estremo opposto, i laureati che notano con minore frequenza un qualche miglioramento nel proprio lavoro appartengono ai gruppi geo-biologico, professioni sanitarie e politico-sociale con percentuali inferiori al 40%.