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Diplomati più consapevoli grazie alle attività di orientamento

Indagine sul Profilo dei Diplomati 2017 di AlmaDiploma e AlmaLaurea. Soddisfazione superiore al 70% per le esperienze di alternanza scuola-lavoro e pari all’82% per le attività di orientamento; ma il 34% cambierebbe indirizzo di studio.
19 Dicembre 2017

È stata presentata a Roma durante il convegno “Educazione alla scelta e orientamento. Nuove prospettive e nuovi strumenti per la scuola secondaria di I e II grado” l’Indagine sul Profilo dei Diplomati 2017 di AlmaDiploma e AlmaLaurea.

L’Indagine, che indaga le caratteristiche di studio, i giudizi sul proprio percorso scolastico e le prospettive di oltre 45mila diplomati a luglio 2017 di 290 Istituti scolastici aderenti ad AlmaDiploma, in particolare di Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto-Adige, Liguria, Puglia e Toscana, approfondisce il tema dell’orientamento degli studenti della scuola secondaria di II grado, le loro scelte su università e mondo del lavoro e gli strumenti a disposizione degli Istituti per guidarli.
Si tratta in particolare di diplomati liceali (55%), seguiti dai tecnici (35%) e professionali (10%). I percorsi più frequentati sono il liceo scientifico (24%), il tecnico economico (18%) e il tecnico tecnologico (17%).
I diplomati di cittadinanza estera rappresentano il 6%, in particolare originari di Paesi quali Romania (20%), Albania (13%) e Marocco (8%). Dall’Indagine emerge che i diplomati di cittadinanza estera sono più presenti nei percorsi professionali (14% rispetto al 7% dei tecnici e il 4% dei liceali).

 

La riuscita negli studi superiori

Il voto medio di diploma è 77 su 100 (è 78,9 nei licei, 75,2 negli indirizzi tecnici e 72,7 nei professionali). Chi ottiene i risultati massimi – 100 e 100 lode – è il 6%. I bravi (da 91 a 99 su 100) rappresentano il 9%. Il 50% ottiene un voto medio (da 71 a 90 su 100). Chi supera l’esame di stato con voti bassi (60-70 su 100) è il 35%. Nei licei, il 92% dei diplomati ha conseguito il titolo di studio senza ripetenze; questa percentuale scende all’84% negli indirizzi tecnici e al 78% nei percorsi professionali.

 

Il contesto socio-familiare

La relazione fra contesto familiare di provenienza e scelta del tipo di scuola secondaria superiore è confermata nell’Indagine.

Ancora oggi, la quota di diplomati con genitori in possesso di titoli di laurea è massima fra chi ha frequentato i licei classici (59%) e scientifici (43%), si riduce fra gli istituti tecnici (14% tecnico tecnologico e 13% tecnico economico) e i professionali (dall’11% del professionale per i servizi all’8% del professionale per l’industria e l’artigianato). Analogamente gli indirizzi liceali classici e scientifici si caratterizzano per una forte presenza di studenti di estrazione elevata (47% e 35% rispettivamente) e una sotto-rappresentazione dei figli delle classi meno avvantaggiate (8% per i primi e 14% per i secondi).

L’ambiente familiare influenza quindi le scelte degli studenti e - come rileva AlmaDiploma - questo accade non solo in merito alla scelta del percorso di scuola secondaria superiore, ma esercita un peso determinante già sulla riuscita nella scuola secondaria di primo grado.

Fra i diplomati nel 2017, il 14% dei ragazzi con almeno un genitore laureato aveva concluso la scuola secondaria di I grado con “10 o 10 e lode”; questa percentuale si riduce all’8% fra i figli di genitori con al più il diploma di maturità e al 4% fra i figli di genitori con grado di istruzione inferiore. Analogamente, chi ha genitori di estrazione sociale elevata ottiene “10 o 10 e lode” nell’11% dei casi, mentre chi proviene da famiglie meno avvantaggiate raggiunge il massimo dei voti solo nel 6% dei casi.

 

Le esperienze di studio all’estero

Le esperienze di studio all’estero durante gli studi accrescono le competenze linguistiche e facilitano l’accrescimento esperienziale e personale: non è un caso quindi che siano considerate dai giovani un valore aggiunto importante del proprio percorso didattico.

I dati dell’Indagine sul Profilo mostrano che il 33% degli studenti ha compiuto esperienze di studio all’estero. Le esperienze di studio all’estero sono molto diffuse tra i diplomati del liceo linguistico (68%), seguiti dal liceo classico (46%), dal liceo scientifico (39%), dal tecnico economico (32%), dal liceo musicale e coreutico (30%) e dal liceo delle scienze umane (28%).  Negli altri indirizzi, le esperienze di studio all’estero raggiungono al massimo il 20%.

I Paesi di destinazione più frequenti sono il Regno Unito (35% delle esperienze), la Spagna (16%), l’Irlanda (15%), la Francia (10%) e la Germania (7%). Per la mobilità extrascolastica, che quasi sempre oltrepassa -in termini di durata- la settimana, il Regno Unito è, ancora più nettamente, il primo Paese di destinazione (con il 45% delle esperienze), seguito dall’Irlanda (15) e dagli Stati Uniti (14).

Come accennato, le esperienze all’estero accrescono le competenze linguistiche possedute dagli studenti. In particolare, dal Rapporto emerge che l’inglese è la lingua straniera più diffusa tra i ragazzi: 54 diplomati su cento dichiarano di avere una conoscenza “almeno buona” dell’inglese scritto. Quota che varia in funzione del percorso di studio: per i liceali è pari al 59%, per i tecnici al 52%, per i professionali al 35%. La conoscenza scritta dello spagnolo, del francese e del tedesco è decisamente più contenuta rispetto alla lingua inglese: i diplomati con conoscenza “almeno buona” sono rispettivamente il 16%, l’11% e il 4%.

Il Rapporto mostra inoltre che il 33% dei diplomati ha conseguito diplomi attestanti le proprie competenze linguistiche (PET, First Certificate, TOEFL…). Queste certificazioni sono più diffuse nel liceo linguistico, 68%, nel liceo classico, 54%, e nel liceo scientifico, 43%; sono decisamente meno diffuse negli altri indirizzi, dove coinvolgono meno di un terzo dei diplomati.

 

 

L’alternanza scuola-lavoro

L’alternanza scuola-lavoro, secondo gli obiettivi ministeriali, rappresenta una componente strutturale della formazione al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti.

La Legge 107/2015 a partire dall’anno scolastico 2015/2016 ha infatti inserito organicamente l’alternanza scuola-lavoro nei piani didattici di tutti gli indirizzi di studio della scuola secondaria superiore, compresi i licei, rendendoli parte integrante dei percorsi di istruzione: in particolare, sono previste 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. La legge lascia inoltre ad ogni Istituto la facoltà di progettare, organizzare e integrare all’interno del percorso didattico, in totale autonomia, le attività di alternanza scuola-lavoro.

Premesso che una valutazione quantitativa puntuale della diffusione di esperienze di alternanza scuola-lavoro durante gli studi sarà possibile solo a partire dalle indagini relative ai diplomati 2018, coloro che hanno avuto modo di sperimentare la riforma per l’intero triennio, il Rapporto AlmaDiploma mostra, a due anni dall’introduzione della Legge, che il 54% dei diplomati 2017 ha svolto un’attività di alternanza scuola-lavoro. Dall’Indagine emerge che a svolgerne in maggior misura sono i diplomati professionali (96%) e tecnici (80%); sono invece meno diffuse all’interno dei programmi didattici del liceo (30%).

Il 36% dei diplomati ha svolto esperienze di breve durata, entro le 80 ore; mentre il 34% ha dedicato a queste attività oltre 150 ore. Le esperienze di più lunga durata sono più diffuse proprio all’interno dei percorsi dove gli studenti le svolgono più frequentemente, professionali (58%) e tecnici (40%).

 

L’Indagine mette in evidenza la coerenza tra l’indirizzo di studio e il settore nel quale l’attività di alternanza scuola-lavoro si è realizzata: i liceali maturano questa esperienza prevalentemente nel settore dell’istruzione e in quello dei servizi culturali, ricreativi e sportivi (rispettivamente 24% e 15%); i tecnici in misura maggiore nel settore delle attività manifatturiere e costruzioni e in ambito  informatico, ricerca e servizi alle imprese (rispettivamente 18% e 16%); i professionali nel settore alberghiero e nel socio-sanitario (rispettivamente 19% e 14%).

Non stupisce pertanto che l’alternanza scuola-lavoro sia considerata dai giovani un’esperienza molto positiva: i dati mostrano infatti che la soddisfazione è maggiore proprio dove è più diffusa, soprattutto tra gli indirizzi professionali e tecnici.

Nella grande maggioranza dei casi gli studenti che l’hanno svolta hanno dichiarato che:

  • i compiti sono stati assegnati in modo chiaro (91%; percentuale che sale al 93% tra i professionali);
  • è stata organizzata efficacemente (88%; percentuale che sale al 91% tra i professionali);
  • le attività di tutoraggio aziendale (81%) e scolastico (74%) sono risultate soddisfacenti, percentuali che salgono rispettivamente all’88% e all’83% tra i professionali;
  • è risultata utile, più in generale, per la formazione (85%; percentuale che sale al 92% tra i professionali);
  • è risultata coerente con le discipline scolastiche (76%; percentuale che sale all’85% tra i professionali).

Fra gli studenti che hanno svolto questa esperienza l’8% l’ha effettuata almeno in parte all’estero, quota che va dal 7% dei tecnici e professionali all’11% dei licei.

Inoltre, al 32% dei diplomati che hanno svolto un’attività di alternanza scuola-lavoro è stato attribuito un voto ad una o più discipline scolastiche, percentuale che sale al 55% tra i professionali e scende sotto il 30% tra i liceali e i tecnici.

Un’altra attività importante nell’ambito dello stage/alternanza scuola-lavoro è la formazione sui temi della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro, che ha coinvolto il 65% dei diplomati che hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro. La formazione su salute e sicurezza sul luogo di lavoro è molto diffusa nei tecnici e nei professionali (rispettivamente il 68 e il 67%), meno nei licei (59%). L’85% di chi ha seguito questi corsi di formazione li ritiene utili e l’80% li ritiene interessanti, ma i giudizi positivi sono fortemente concentrati tra i professionali (rispettivamente il 94 e il 91%). Tra i diplomati tecnici l’attività di formazione è ritenuta utile dall’87% e interessante dall’82, mentre i liceali sono più critici: il 77% di loro ne riconosce l’utilità e il 70% l’interesse.

 

 

Le opinioni sulla scuola frequentata e i “pentiti”

L’80% dei diplomati si dichiara in generale piuttosto soddisfatto della propria esperienza scolastica.  Le opinioni sono risultate in generale favorevoli anche nei confronti degli insegnanti: apprezzati particolarmente per la preparazione e per la chiarezza espositiva. Il 79% dei diplomati è soddisfatto della loro competenza, il 73% della disponibilità al dialogo, il 72% della chiarezza espositiva e il 63% è soddisfatto della loro capacità di valutazione. Le migliori valutazioni sono state espresse a proposito dei rapporti con gli altri studenti, ritenuti soddisfacenti dal 90% dei diplomati. Meno apprezzate sono risultate le infrastrutture, per l’adeguatezza delle aule (ritenute soddisfacenti dal 57% degli studenti), per i laboratori (56%), per gli impianti e le attrezzature sportive (55%).

Resta vero che sebbene i diplomati siano generalmente soddisfatti dei vari aspetti dell’esperienza scolastica, una quota importante di loro al termine del percorso formativo è “pentito” della scelta compiuta a 14 anni.

Il Rapporto mostra infatti che se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore, mentre 54 diplomati su cento ripeterebbero lo stesso corso, 34 diplomati su cento frequenterebbero un indirizzo diverso (8 sceglierebbero un diverso indirizzo/corso della propria scuola e 26 cambierebbero sia scuola che indirizzo); infine 12 ripeterebbero il corso ma in un’altra scuola. 

La quota dei diplomati che cambierebbe corso e/o scuola è più elevata tra i professionali (50%), seguiti dai tecnici (47%), e dai liceali (44%). È interessante esaminare le ragioni espresse dai diplomati che cambierebbero corso e/o scuola: il 41% lo farebbe principalmente per studiare materie diverse, il 20% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro (quota che sale addirittura al 30% tra i professionali), il 16% per compiere studi più adatti in vista dei successivi studi universitari.

 

 

Comunicato stampa