Focus

La professione dell’analista e progettista software

AlmaLaurea analizza le caratteristiche formative e occupazionali dei laureati che svolgono questo lavoro.

Il Profilo

Il focus analizza le performance formative di 1.232 laureati di secondo livello del 2012, che a cinque anni dal titolo dichiarano di svolgere la professione di Analista e progettista di software. Giovani che hanno conseguito una laurea magistrale biennale (98,8%), in ambito soprattutto ingegneristico (60,5%) e scientifico (22,4%). In particolare, sono laureati delle classi di laurea in Ingegneria informatica (31,1%), Informatica (14,9%) e Ingegneria elettronica (8,1%).

Si tratta di una professione maggiormente diffusa tra gli uomini (80,1%), intrapresa da laureati provenienti da contesti familiari in cui la presenza del titolo di laurea è in linea con la media del complesso dei laureati (il 30,7% ha almeno un genitore con il titolo di laurea).

Raggiungono il titolo a 26,8 anni, rispetto alla media di 27,4 anni. La maggioranza termina gli studi entro un anno fuori corso (73,3% rispetto al 76,4%), con un voto medio di laurea pari a 106,8 in linea con la media. Nel loro curriculum formativo sono presenti i tirocini svolti durante gli studi, anche se in misura inferiore alla media (39,5% rispetto il 48,4%), ed esperienze internazionali (14,0% rispetto al 14,3%). Si dichiarano decisamente soddisfatti del percorso universitario appena concluso tanto che, potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, il 73,5% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo (è il 65,2% a livello complessivo).

 

Condizione occupazionale

Nell’analisi della figura professionale degli Analisti e progettisti di software è fondamentale tenere presente che il 59,1%, una volta terminati gli studi universitari, prosegue con la formazione post-laurea: in particolare svolgono stage in azienda (37,3%), attività sostenute da borsa o assegno di studio o di ricerca (12,7%) e collaborazioni volontarie con docenti, esperti, professionisti, ecc. (8,5%). Il 76,0% inizia a lavorare solo una volta portato a casa il titolo di laurea (rispetto alla media del 66,0%) e la prima occupazione post-laurea arriva davvero molto velocemente: entro i 3,8 mesi rispetto ai 7,0 del complesso dei laureati di secondo livello occupati.

Si inseriscono soprattutto in ambito privato (95,4% rispetto al 72,5%, dove svolgono in particolare un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (85,3% rispetto al 50,3%). La retribuzione è decisamente superiore alla media: 1.737 euro netti mensili rispetto ai 1.415 euro della popolazione.

Si inseriscono soprattutto nel settore dell’informatica (54,1%) ma anche nell’industria metalmeccanica (9,1%) e manifatturiera (8,4%). Per il 46,9% degli Analisti e progettisti di software il titolo universitario acquisito è considerato molto efficace o efficace per lo svolgimento del proprio lavoro (rispetto al 61,2% della media), il 43,1% lo ritiene comunque abbastanza efficace. Il 43,0% dichiara di utilizzare le competenze apprese all’università in misura elevata (è il 48,8% per il complesso dei laureati di secondo livello).

La soddisfazione complessiva per il lavoro svolto è buona e pari a 7,4 punti su una scala da 1 a 10, in linea con la media.

 

Pubblicato su "Scuola24 - Il Sole 24 Ore" il 26 marzo 2018