
Da una parte le imprese che accettano la sfida ambientale, messe in mostra nella “Vetrina della sostenibilità”, uno spazio promosso dalla Regione Emilia Romagna per dare visibilità a prodotti, tecnologie, processi e servizi sostenibili realizzati dalle stesse aziende e dagli enti del territorio. Dall’altra la ricerca universitaria sullo sviluppo sostenibile valorizzata, sempre dalla Regione, con “L’ambiente si laurea”, una banca dati che raccoglie le migliori tesi dei laureati. Di fatto, il mondo produttivo e la ricerca che si incrociano sullo stesso terreno: lo sviluppo sostenibile. Basta farli incontrare. Se ne parlerà il 19 novembre 2008 al convegno “Università, Impresa e Territorio: la ricerca per lo sviluppo sostenibile” organizzato dalla Regione Emilia Romagna con la collaborazione di tutte le università della Regione e del Centro Antartide.
“L’idea è quella di coniugare i due progetti, nati in anni diversi e anche con motivazioni differenti perché sempre di più questo incontro tra le imprese sostenibili, che hanno bisogno di innovazione, e la ricerca accademica è necessario” spiega Paolo Tamburini, direttore del Servizio comunicazione, educazione alla sostenibilità della Regione Emilia Romagna, dove ben 150 imprese hanno la certificazione ambientale europea Emas, il numero più alto in Italia. “Abbiamo appena approvato un programma triennale – continua Tamburini – sull’educazione alla sostenibilità, all’interno del quale abbiamo previsto anche un progetto sull’educazione all’impresa sostenibile”. Tamburini pensa anche che i tempi siano maturi affinché gli stessi Atenei promuovano una vera e propria Agenda 21 delle università, ovvero le “cose da fare e da mettere in agenda nel XXI secolo” per realizzare uno sviluppo sostenibile. “I quattro Atenei della Regione potrebbero così trasferire le metodologie sostenibili al loro interno”.
Un tema, quello dello sviluppo sostenibile, sempre più urgente e che già coinvolge il mondo accademico. Dalla stessa banca dati AlmaLaurea emerge che più di 400 laureati emiliano romagnoli hanno discusso tesi sull’argomento che è all’ordine del giorno nell’agenda politica mondiale.
All’incontro, che si terrà a Bologna (Palazzo Poggi, via Zamboni 33), partecipano Lino Zanichelli, assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna e rappresentanti di tutte le università regionali, tra cui i rettori Pier Ugo Calzolari (Bologna), Gino Ferretti (Parma) e Aldo Tomasi (Modena-Reggio Emilia). Ma parlare di sviluppo sostenibile significa tenere sempre presente il forte legame tra aspetti locali e aspetti globali. Per questo la giornata vedrà due importanti testimonianze internazionali a cura dell’Università tedesca di Luneburg e di Andrea Tilche della direzione Ambiente della Commissione europea. Per discutere delle possibili applicazioni concrete delle ricerche sviluppate in ambito accademico il convegno vede la partecipazione del mondo imprenditoriale con la presenza di Savino Gazza di Confindustria Emilia Romagna e delle aziende presenti nella “Vetrina della sostenibilità”.
“L’Emilia Romagna è impegnata nella formazione di figure tecniche professionali ad elevato livello di specializzazione su aree innovative di intervento, e dunque anche sullo sviluppo sostenibile”, dichiara l’assessore regionale alla Scuola e alla Formazione Paola Manzini. “Si tratta di iniziative formative realizzate con il concorso di università, enti di formazione e imprese, che aumentano le competenze delle persone e creano professionalità molto richieste dalle imprese del nostro territorio. Di recente abbiamo costituito i Poli tecnici, una rete regionale costituita da diversi soggetti (istituti scolastici, organismi di formazione professionale accreditati, imprese, università), con l'obiettivo di programmare l’offerta formativa regionale valorizzando le specifiche vocazioni territoriali individuate per ciascuna delle province dell'Emilia Romagna. Il polo tecnico dedicato ad energia e ambiente è quello di Ravenna, e sono già stati avviati i corsi per tecnici superiori”.
Al convegno partecipano anche Cristina Balboni, direttore generale Cultura, Formazione e Lavoro della Regione Emilia Romagna; Luigi Bruzzi del dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna; Bruno Quarta, dirigente Area della Ricerca dell’Università di Bologna; Giuseppe Bortone, direttore generale Ambiente e difesa del suolo e della costa della Regione Emilia Romagna; Pietro Caselli, presidente di Aster; Renzo Orsi, presidente della Commissione Ricerca dell’Università di Bologna; Andrea Poggio, vice direttore Legambiente Italia e Remigio Rossi dell’Università di Ferrara.
Informazioni e programma: www.ermesambiente.it/ambientesilaurea
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Redazione AlmaLaurea, 14 Novembre 2008