
Difendere le immagini dal tempo che passa. A insegnare come si fa è il Master di primo livello in Restauro digitale promosso dalla Facoltà di Scienze Umanistiche di Roma La Sapienza. “E’ un lavoro complesso che richiede da parte degli iscritti non solo l’apprendimento di tutte le tecniche relative al restauro ma anche competenze nel campo dell’immagine: si tratta di una formazione molto specialistica che offre importanti sbocchi occupazionali” spiega la dottoressa Desirée Sabatini, coordinatore didattico del master diretto dal professore Ferruccio Marotti.
Un master in restauro digitale: perché?
“E’ il mercato stesso che richiede questo tipo di formazione professionale. Le imprese che operano nel settore hanno sempre più bisogno di esperti che sappiano intervenire sulle immagini dal punto di vista tecnico ma anche contenutistico. Video, filmati, suoni, materiali che si deteriorano con il tempo e che oggi siamo in grado di recuperare grazie alle nuove tecnologie, sistemi che ci permettano di salvaguardare il nostro patrimonio artistico e culturale”.
Cosa vuol dire fare restauro digitale?
“Il corso post laurea prevede soprattutto l’utilizzazione delle tecnologie del sistema Da Vinci revival: uno standard internazionale impiegato soprattutto all’estero dove queste pratiche sono ormai una consuetudine. Da questo punto di vista, il master si propone di realizzare un percorso formativo ad hoc finalizzato alla formazione di esperti nella lavorazione del restauro digitale. Sono giovani laureati che nel corso delle lezioni hanno accesso alle migliori tecnologie, imparano le tecniche di trattamento del restauro chimico-fisico e digitale, fino alla creazione di sistemi per l’archiviazione dei dati audiovisivi”.
Che figure professionali create?
“Giovani laureati di qualsiasi profilo e di qualsiasi ateneo che sappiano conservare e preservare tutto il materiale video e audio disponibile. Formiamo esperti che sappiano prendersi cura dalla a alla z di film, documentari, tracce audio, immagini o video. Ne sanno manipolare i contenuti conoscendone anche il valore culturale e antropologico”.
Come sono articolate le lezioni?
“Il corso post laurea dura un anno e include 300 ore di attività didattica frontale e altre interattive con docenti ed esperti del settore: laboratori, progetti in team e seminari tematici. Gli iscritti in aula oltre a fare pratica, studiano gli argomenti base del restauro. Principi dell’immagine cinematografica e audiovisiva, teoria del restauro e della conservazione dell’opera cinematografica, tecniche di recupero audiovisivo e video digitale e tutte le tematiche affini. Imparano sul campo a usare adobe photoshop, autodesk combustion, Revival DaVinci, per citare i sistemi più conosciuti”.
Sono previsti periodi di stage?
“Gli stage sono obbligatori e durano tre mesi. Sono la parte fondamentale del master perché i ragazzi si mettono per la prima volta alla prova applicando a dei progetti concreti quello che hanno studiato. Il fatto che poi si siano strette una serie di importanti collaborazioni con alcune imprese del settore rende lo stage molto più interessante e untile: cineteche, musei, biblioteche, stazioni televisive, cinema e in generale tutte le aziende leader nel campo del restauro digitale presenti in Italia o all’estero. Grazie a questa esperienza gli iscritti possono infatti realizzare dei veri e propri progetti commissionati dalle imprese, entrando così direttamente sul mercato del lavoro”.
Dati relativi all’edizione 2010
lezioni: in corso
numero massimo di studenti: 16
costo: 3 mila euro
Per informazioni
Desiree Sabatini
email: ctamaster_restauro@uniroma1.it
tel. 06-49914091
Segreteria Master:
Dott.ssa Giusy Bitto
email: bitto@uniroma1.it
tel. 06 49914652
fax 06 49914442
sito del master: www.masterspettacolo.it
Per la fase di stage si prevede la collaborazione: Cineteca Nazionale, Istituto Luce, Augustus Color, L'immagine Ritrovata (Bologna), Prestech Film Laboratories Limited (London), Haghefilm foundation (Amsterdam)
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Redazione AlmaLaurea, 8 Marzo 2010