ALMALAUREA NEWS - UNIVERSITÀ

Il “bilinguismo” del medico

Al via il corso di alta formazione dell’Ateneo di Bologna per l’integrazione tra medicina convenzionale e medicina non convenzionale

 

Offrire al paziente percorsi e possibilità di cura aggiuntivi nonché personalizzare le terapie con particolare riguardo alla persona nel suo complesso.  E’ in base a queste idee di fondo che nasce il corso di alta formazione “Integrazione tra medicina convenzionale e non convenzionale sia nella pratica clinica, che nelle tecniche terapeutiche che e nel sistema socio sanitario”, realizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna in collaborazione con l’Istituto Pinus (Primo Istituto nazionale unificazione saperi in medicina).“Il corso mira ad allargare gli orizzonti delle capacità professionali possedute dai medici attraverso la conoscenza del cosiddetto bilinguismo metodologico”, spiega Mario Ravaglia, coordinatore didattico del corso che si terrà oltre che a Bologna anche a Roma e Messina. “Per questo motivo - specifica Ravaglia - mettiamo l’accento sulla parola integrazione, per formare un figura professionale che sia in grado di parlare due lingue metodologiche diverse, ma ugualmente importanti: medicina convenzionale e non”.

Medicina non convenzionale: di cosa si tratta?
“Studiare questa parte della medicina vuol dire in sintesi riportare al centro del sistema di cura l’uomo, inteso come soggetto unico con un suo corpo, una sua mente, una sua sensibilità. Riconoscere questa individualità apre le porte a formulazioni terapeutiche innovative e differenti dal cosiddetto sentire occidentale. Che cosa vuol dire? Che da una parte c’è la medicina occidentale che noi definiamo convenzionale scientifica e valida senza ombra di dubbio. Ma dall’altra c’è anche una medicina diversa, per la quale nel nostro sistema sociale italiano non vie è ancora ‘convenzione’; si pensi che la in Cina la medicina cosiddetta ‘non convenzionale’ è la nostra”. 

Da questo punto di vista cosa nel pensano i medici?
“La Federazione nazionale degli ordini dei medici ha riconosciuto ufficialmente come metodi di cura scientifici la medicina tradizionale cinese, medicina omeopatia, Ayurvedica, Antroposofica, la Fitoterapia, l’Omotossicologia, l’Osteopatia, Chiropratica. Il Corso mira in definitiva a formare un professionista che sia capace di integrare queste metodologie, MC E MNC, sapendo porre indicazioni e controindicazioni”.

Cosa intende quando parla di bilinguismo metodologico del medico?
“La prima lingua diagnostico terapeutica fondamentale è quella che noi medici abbiamo acquisito nel nostro ordinamento e con le nostre specializzazioni; la seconda ovvero quella non convenzionale, metodologicamente organizzata e sistematizzata può invece essere acquisita successivamente. Come nei linguaggi comunicativi è proficuo che ogni professionista conosca oltre alla propria lingua natìa anche una lingua internazionale come l’Inglese, così il Medico del futuro anche in Europa e nei paesi anglofoni può fornire una migliore offerta terapeutica se ha almeno due strumenti metodologici di lettura della sofferenza e delle lesioni del paziente:Ciò che propone questo Corso è l’apertura a ciò che già in tutto l’oriente avviene, nel sud dell’Asia come nelle Americhe Centrali e Meridionali. Solo in alcuni paesi Europei e nel Nord America i terapeuti conoscono ed applicano un solo metodo di cura, presumendo che sia l’unico. L’obiettivo del Corso è superare questa limitazione”.

Come formate i laureati?
“Nella prima parte del corso gli studenti maturano delle conoscenze in campo umanistico. Studiano la filosofia della medicina, l’antropologia medica, ma anche la bioetica o come si gestisce il rapporto medico paziente. A queste materie di base si aggiungono poi anche lezioni più tecniche di biologia molecolare, fisica quantistica, medicina legale e farmacovigilanza. Nella seconda parte del corso ci sono invece due indirizzi differenti: uno riservato ai medici che mira all’integrazione diagnostica e terapeutica tra medicina convenzionale e non. L’altro, riservato a tutte le professioni sanitarie collaterali che con questo corso possono acquisire e completare il loro profilo professionale per operare in ambito assistenziale, terapeutico e socio-sanitario ”.

Quindi chi può accedere al corso?
“Al primo percorso possono accedere solo i laureati in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria. Al secondo anche i laureati triennali in Farmacia, Psicologia, Lettere e Filosofia, Scienze Fisiche Matematiche e Naturali, Scienze Biologiche, Scienze della Formazione, della Comunicazione, Scienze Motorie, Scienze Politiche o con diplomi di operatori socio-sanitari”.

Sono previsti degli stage?
“La didattica conta di numerosi seminari “esperienziali interattivi” che mettono a contatto il laureato con il settore in cui andrà a operare. Di tipo clinico, volti a imparare come orientare e coordinare il paziente di fronte ai diversi sistemi di cura. Seminari rivolti allo studio dell’organizzazione, per formare dirigenti capaci di integrare le medicine non convenzionali nei sistemi dedicati ai servizi sanitari e sociali. Di ricerca, per indirizzare i laureati alla progettazione e alla sperimentazione”.

Dati relativi all’edizione 2009/2010
Scadenze
11 gennaio 2010 Unibo;18 gennaio 2010 Uniroma La Sapienza;25 gennaio 2010 Unime
Inizio lezioni : da gennaio 2010 a giugno 2010.
Costo: 1.800 euro
Sedi del master: Facoltà di Medicina e Chirurgia di Unibo, Uniroma La Sapienza, UniMe-Ct-Pa
Numero di iscritti: da 20 a 50
Per informazioni didattiche
Dott.ssa Manuela Caletti Fantinelli
email:
manuela.fantinelli@virgilio.it
tel: 393.7773777
Per informazioni amministrative
Dott. Bruno Cortesi c/o Fondazione Alma Mater

tel. 051 2091393
email: bruno.cortesi@unibo.it
sito del corso: www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/AltaFormazione

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