
“Criminologo”: difficile non pensare subito a Sherlock Holmes. Un personaggio letterario creato alla fine del XIX secolo, ma che in se aveva già l’essenza della professione. Perché, al di là delle leggende, chi studia la mente umana e investiga fa della psicologia, della giurisprudenza e della medicina il suo pane quotidiano. Impara a lavorare nelle carceri ma anche a contatto con pedofili, suicidi e incapaci di intendere e volere. Insomma, “Sono figure professionali di alto livello, formate ad hoc e molto ricercate in diversi ambiti professionali: dagli avvocati ai centri per minori, dalle forze di polizia ai Ris, nei tribunali così come negli ospedali”. A fare il punto dal punto di vista formativo e professionale nel campo della criminologia è un nome autorevole del settore, il professore Vincenzo Mastronardi direttore di due master a La Sapienza di Roma: un primo livello in Criminologia e scienze strategiche e un secondo livello in Scienze criminologiche forensi
Come si presenta il mercato del lavoro nel campo della criminologia?
“E’ un ambito in netta espansione sia dal punto di vista formativo che professionale. Un tempo infatti la criminologia era appannaggio della sola psichiatria perché si considerava l’atto criminoso un fatto psicotico, un fenomeno per così dire intrinseco nell’individuo fin dalla sua nascita. Poi con gli studi di Cesare Lombroso, l’inventore dell'antropologia criminale, il cosiddetto comportamento delittuoso ha cominciato ad interessare anche la sfera dello giurisprudenza, della psicologia e della sociologia. Oggi, la figura dell’esperto di criminologia in tutte le sue diverse declinazioni non solo è universalmente accettata ma anche ricercata in molti ambiti professionali”.
Dal punto di vista formativo quanti e quali sono i percorsi in ambito criminologico?
“In ambito universitario e di conseguenza professionale possiamo individuare tre filoni principali. Il primo, riguarda il criminologo penitenziario: in questo senso, nelle aule di ateneo attraverso master o corsi ad hoc si formano degli esperti da inserire nelle carceri o nelle strutture dedicate per analizzare e valutare le logiche dei soggetti con comportanti a rischio. Sono figure professionali che si coordinano con gli altri operatori del settore, dal direttore delle carceri all’educatore, passando per la polizia penitenziaria, l’assistente sociale o il medico. Una collaborazione tra più parti che permette di fare una diagnosi dettagliata del comportamento criminale del detenuto. Il fine è capire quali sintomi e comportamenti sono all’origine di questi atteggiamenti devianti. L'esperto criminologo in pratica formula una vera e propria prognosi delinquenziale”.
Il secondo filone invece…
“Il filone investigativo sia nel settore pubblico che privato è in espansione. Da un lato, abbiamo quindi le forze dell’ordine, la polizia di stato, i carabinieri o la guardia di finanza. Per chi lavora in questi ambiti avere delle conoscenze in ambito criminologico investigativo è fondamentale. Si tratta di studi dove nulla, come in tutta la criminologia, è dato per definitivo. Non c’è quindi un modello d’indagine valido sempre ma un parterre di possibilità: chi investiga utilizzando le sue competenze professionali, la sua sensibilità e la sua esperienza, stabilisce di volta in volta come condurre un’indagine. Poi ci sono gli investigatori privati, anche in questo caso si tratta di un campo in espansioni. Recentemente sono state emanate delle normative che permettono ad esempio ad un avvocato di avvalersi di investigatori privati da portare al processo”.
Infine, abbiamo il filone clinico forense: ovvero?
“Da un lato abbiamo la psicopatologia, psichiatria e psicologia forense. Un campo di studi abbastanza vasto che abbraccia più ambiti professionali. In questo campo troviamo gli esperti che fanno perizie nel corso di processi penali o civili. Ma anche consulenti per i tribunali dei minori, centri di sorveglianza o di giustizia minorile. E ancora, specialisti esterni che lavorano per conto delle amministrazioni locali dediti a progetti di prevenzione o a interventi a favore delle vittime di reato e ad attività di mediazione. Dall’altro lato c’è invece tutto il filone clinico, che a sua volta si divide in preventivo, ovvero esperti capaci di diagnosticare preventivamente i fattori di rischio, e del delitto. In questo caso, il clinico analizza la mente del criminale a cose fatte, cerca le terapie più idonee, lavora spesso nelle carceri e a contatto con realtà complesse come casi di pedofilia, suicidio e affini”.
Rispetto all’estero come si presenta il mercato della criminologia in Italia?
“Se guardiamo all’America siamo rimasti molto indietro, lo studio della criminologia ha radici molto antiche ed è un campo su si è investito moltissimo. Nel contesto europeo tuttavia per molti aspetti il nostro paese è all’avanguardia, abbiamo dei centri di eccellenza con docenti ed esperti altamente qualificati. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una sensibilizzazione di tutta l’eurozona nei confronti della figura del criminologo: sono professionisti ricercati e impiegati in moltissimi ambiti professionali”.
Redazione AlmaLaurea, 15 Giugno 2010