
Una triennale in marketing, un master in Gestione d’Impresa e uno stage in una multinazionale italiana. Infine, un’ottima conoscenza della lingua inglese. Tutto, per entrare il più presto possibile nel mondo del lavoro. Il profilo di Michele Benfenati, 28 anni laureato all’ateneo di Bologna non fa una piega. Eppure da maggio dell’anno scorso è ancora in cerca di un’occupazione. “Il mio problema non è il curriculum, ma la crisi che ha affossato il mercato” spiega Michele che oggi lavora con un contratto da precario all’Alcisa.
Perché hai deciso di fermarti alla laurea triennale?
“Mi sono iscritto alla Facoltà di economia nel 2005 al corso in Economia e marketing. Dopo la laurea ho deciso di non proseguire con il titolo specialistico perché erano gli anni di transizione dal vecchio e al nuovo ordinamento e gli step formativi non erano ancora definiti. Il mio scopo invece era trovare il più presto possibile un lavoro nel settore per cui avevo studiato. Per farlo, mi serviva una conoscenza più pratica che completasse il mio profilo. Così, ha optato per un master in Gestione d'Impresa - Made in Italy promosso sempre dall’AlmaMater”.
Come ti sei trovato?
“E’ stato un iter formativo efficace e molto utile. Sono entrato a contatto con diverse realtà aziendali imparando come si lavora sul campo. Il corso oltre allo studio delle materie fondamentali connesse al tema della gestione d'impresa, dalla strategia di corporate alla finanza aziendale, passando per amministrazione e controllo, marketing e supply chain management, permetteva infatti di lavorare su casi concreti, imprese del made in Italy come Mandarina Duck, Cirio, Conserve Italia o Alessi. Il punto, era trovare delle soluzioni concrete alle loro richieste. Ad esempio, come penetrare il mercato Usa, come potenziare e sviluppare lo strumento dell’e-commerce o lavorare per la conoscenza di una marca”.
Poi hai svolto uno stage di sette mesi?
“Dopo le lezioni, grazie al master sono entrato in stage all’Ima. E’ stata una bella esperienza perché lavoravo per una grande multinazionale, leader nel mercato della chimica, della metalmeccanica e dell’elettronica. Ero inserito nell’ufficio marketing dove mi occupavo soprattutto di comunicazione, pubbliche relazioni e organizzazione eventi”.
Cos’hai imparato grazie a questo periodo di formazione on the job?
“Grazie a questo stage ho imparato a interagire con le diverse realtà dell’azienda, dall'ufficio vendite a quello grafico. Il mio compito era monitorare la concorrenza, realizzare anche in lingua inglese presentazioni e brochure dei loro prodotti. Poi, mi sono occupato della gestione del portale interno dell’azienda e delle newsletter clienti. Non solo ma ho lavorato con colleghi delle filiali che si trovano in India, Gran Bretagna e America. Ho concluso il percorso organizzando un’open house dedicato alla presentazione dei progetti dell’azienda a grandi brand italiani”.
A fine aprile del 2009 avevi concluso lo stage e ti sei messo a caccia di un’occupazione?
“Ho inviato milioni di curricula, ma da allora non ho più trovato nulla, solo offerte di stage non retribuite. Speravo molto in un colloquio che ho fatto alla Nike: la posizione ricercata rispondeva esattamente al mio profilo. Ma adesso, dopo la crisi esplosa nel 2007, c’è una concorrenza spietata per qualsiasi posto di lavoro. Ovvio, le offerte sono diminuite e di contro è cresciuto il numero dei giovani in cerca di occupazione. La sola cosa che sono riuscito a trovare è un posto da operaio all'Alcisa, un tempo determinato di due mesi fino al 6 agosto”.
Cosa ti aspetti dal tuo futuro?
“Sono deluso, ma non mollo. So che il fatto di non trovare lavoro non dipende dall’incompletezza del mio profilo o da una mancanza di conoscenze, ma dall’andamento negativo del mercato. Più che altro mi spaventa il tempo che passa: ho quasi trent’anni e mi sento un borderline, giovane ma pure sempre più vecchio di molti neolaureati a caccia di occupazione. La mia generazione è quella che è stata più penalizzata dalla crisi”.
Pensi che AlmaLaurea sia un sistema di collegamento valido tra il mercato del lavoro e l’università?
“E’ un servizio utile, soprattutto da quando c’è la possibilità di aggiornare il proprio curriculum anche in inglese. In momenti storici ed economici come questi avere una banca dati dei laureati è un valore aggiunto importante per le imprese e per gli stessi studenti. E’ sicuramente da implementare”.
Redazione AlmaLaurea, 11 Agosto 2010