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L’European Higher Education Area è realtà

Intervista a Sophia Eriksson Waterschoot, capo Settore dell’Higher Education Policy European  Commission’s Directorate-General for Education and Culture

“Per creare una società della conoscenza l’istruzione, la ricerca e l’innovazione sono fattori fondamentali soprattutto in questo momento di crisi economica. Diversamente non potremo raggiungere gli obiettivi economici e sociali che ci siamo posti  con la Europe 2020 Strategy”. Per Sophia Eriksson Waterschoot, capo Settore dell’Higher Education Policy alla Commissione Europea non ci sono alternative:“formazione e insegnamento sono le chiavi di volta che ci permetteranno di costruire il futuro delle nuove generazioni” ha precisato la Eriksson nel corso del suo intervento al convegno “Trasformazioni in atto e proposte dell’European Higher Education Area” in occasione della presentazione del XII Profilo dei laureati di AlmaLaurea.

Quanto conta il Processo di Bologna nella costruzione del sistema Europeo della conoscenza?
 “La Commissione europea sostiene da molti anni il Processo di Bologna perché i suoi principi sono in linea con il programma di ammodernamento del sistema formativo dell’Unione. Dal 1999, anno della sua nascita, ha contribuito al miglioramento di tutto il sistema di istruzione europeo rendendolo sempre più aperto, comparabile e concorrenziale. In questo senso è una pietra miliare che ha gettato le basi per la costruzione del sistema Europeo della conoscenza. Basta guardare a dove ci trovavamo dieci anni fa prima del suo avvio. La durata degli studi universitari era diversa da paese a paese e questo non favoriva certo la mobilità mettendo un freno anche allo sviluppo e alla ricerca.
L’introduzione di una struttura a tre cicli è stato un passo molto importante perché ha permesso di accrescere la compatibilità tra i diversi sistemi di formazione universitaria presenti in Europa. Pur essendoci ancora molto da fare, il processo riformatore di Bologna è stato decisivo perché ha permesso ai 47 paesi europei che vi aderiscono di affrontare con le armi giuste le sfide poste dal sistema dell’istruzione superiore europeo. Mediante le sue indagini annuali, AlmaLaurea sembra di fatto mostrarci che abbiamo imboccato la strada giusta nel generare laureati ad elevata occupabilità all’interno della European Higher Education Area”.

Come si comporta la Commissione Europea all’interno di questo panorama?
“Il ruolo della Commissione in materia di politica educativa è di supporto all’azione degli stati membri. Tale attività viene favorita mediante l'apprendimento tra pari, lo scambio di buone pratiche, gli studi e il monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi e i traguardi stabiliti di comune accordo. La Commissione, mediante i programmi di Apprendimento Permanente ed Erasmus, può inoltre finanziare progetti innovativi il cui fine sarebbe quello di favorire il processo di modernizzazione delle istituzioni”.

Quali sono le sfide che dobbiamo affrontare per costruire l’European Higher Education Area?
“Dobbiamo fare in modo che gli studenti abbiamo delle qualifiche idonee. Abbiamo infatti stimato che entro il 2020 il 35% di tutti i lavori richiederanno delle qualifiche molto elevate (oggi sono il 29%) e che in futuro si apriranno più di 15 milioni di nuovi posti di lavoro che, a loro volta, avranno bisogno di qualifiche ancora più elevate. E’ una sfida enorme se si considera che in Europa solo il 30% della popolazione ha completato tutto il percorso di studi superiori contro il 40% degli Stati Uniti. Il messaggio è chiaro: più persone devono accedere e portare a termine un percorso di formazione superiore. Questa è la migliore strategia contro la disoccupazione - la crisi lo ha dimostrato andando a colpire proprio le persone con profili formativi e professionali più bassi. E' quindi importante evidenziare che l'Europa ha di recente approvato una "Strategia Europea 2020" che punta a promuovere una crescita intelligente sostenibile e inclusiva. La strategia sottolinea la necessità di rafforzare la conoscenza e l'innovazione come motori della futura crescita dell'Europa, migliorando nel contempo la qualità della nostra istruzione. Per l'istruzione superiore è necessario migliorare la performance e l'attrattività internazionale, unendo l'eccellenza all'equità, e promuovere l'apprendimento e la mobilità di studenti e insegnanti.”

Tuttavia la crisi che stiamo vivendo non potrebbe far retrocedere l’impegno dei governi nella formazione del capitale umano e quindi nella costruzione del Sistema Europeo della Conoscenza?
“Stiamo attraversando un periodo di crisi e noi sappiamo che alcuni paesi hanno ridotto i loro finanziamenti nel sistema formativo. Tuttavia, la Commissione Europea ritiene che investire in istruzione e formazione sia di cruciale importanza per la ripresa”.

In questo contesto AlmaLaurea può rappresentare un punto di svolta per lo sviluppo della società della conoscenza?
“AlmaLaurea offre un servizio prezioso perché mostra come si evolvono nel tempo le performance professionali dei laureati e lo fa grazie ai numeri. In pratica, l’indagine di AlmaLaurea permette di capire se e come uno studente ha trovato occupazione con il titolo di studi conseguito. E questo è un dato molto importante sia a livello Europeo che all’interno dello stesso sistema universitario. Pensiamo infatti sia fondamentale che il sistema accademico lavori a stretto contatto con il sistema delle imprese. Da questo punto di vista AlmaLaurea offre preziose informazioni che possono essere utilizzate dai politici policy maker a vari livelli”.


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