
Da Cetraro al Parlamento Europeo passando per Milano e Parma. In tasca, la conoscenza di quattro lingue, tanta tenacia e voglia di imparare. Manuela Conte laureata in Scienze politiche alla Università Cattolica di Milano ce l’ha fatta. “Ho bussato a tutte le porte dei parlamentari europei- racconta a margine del Globe, la giornata di orientamento alle carriere internazionali che si è tenuta a Bologna lo scorso 21 maggio- finché non ho trovato chi mi ha dato l’opportunità”. Da dodici anni lavora a Bruxelles e dopo varie esperienze è diventata capo ufficio stampa del Parlamento Europeo per l’ Italia.
Come mai hai scelto di intraprendere questa carriera?
“A quattordici anni avevo già deciso cosa fare da grande: volevo intraprendere la carriera internazionale. Così, appena finito gli studi superiori ho fatto le valigie e sono partita dalla Calabria. Mi sono trasferita a Milano dove ho frequentato la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica, indirizzo politico internazionale. Un ottimo ateneo che mi ha permesso di crescere a livello formativo ma anche e soprattutto personalmente attraverso il confronto con una realtà nuova, competitiva e di alto livello”.
E dopo la laurea?
“Mi sono iscritta all’ISPI - Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano- un master internazionale che offre l'opportunità di imparare tanto. Una volta concluso questo percorso, ho portato avanti il mio sogno entrando al Collegio d’Europa di Parma. Mi sono trovata molto bene, ho imparato moltissime cose ma soprattutto ho conosciuto tante persone con cui ho diviso un anno di vita (in alcuni casi si tratta di rapporti che sono vivi anche adesso dopo tanti anni). Alla fine del percorso sono rimasta disoccupata per qualche mese e poi sono volata a Bruxelles che mi ha cambiato la vita!”.
Come sei entrata al Parlamento Europeo?
“Tutto è cominciato con una parlamentare francese, M.me Colette Gadioux della Délégation de la région Limousin, aveva chiesto a Francesco (un collega del Collegio) qualche Curricula degli studenti, e in particolare M.me Gadioux cercava una ragazza che parlasse bene l'italiano e il francese. All’inizio ho svolto uno stage di tre mesi, poi le sono piaciuta e sono rimasta per un anno e mezzo. E’ stata un’esperienza di lavoro importante che mi ha cambiata: ho lavorato a stretto contatto con una professionista straordinaria che mi ha insegnato moltissimo anche a livello personale.
Poi, hai cominciato a bussare alle porte dei parlamentari italiani?
“Sì, non ho mai mollato e alla fine ce l’ho fatta!. Nel 1999 sono entrata al Parlamento europeo come assistente parlamentare dell'On.Francesco Musotto, membro titolare della Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo. Ho lavorato con lui per oltre 4 anni poi l'offerta del Vice Presidente del Parlamento europeo Mario Mauro di diventare la responsabile del suo ufficio. Musotto mi ha dato l'opportunità, Mauro mi ha dato l'opportunità di un ruolo importante. Entrambe hanno creduto e credono in me. Alla fine, con un concorso interno sono diventata capo ufficio stampa per l'Italia del parlamento europeo. Un ruolo che mi piace moltissimo, fare da ponte tra giornalisti e parlamentari è un compito molto impegnativo e interessate. E’ dinamico e mi permette di viaggiare tantissimo”.
In cosa consiste il tuo ruolo?
"Diffondo le attività istituzionali del Parlamento europeo e degli europarlamentari italiani, persone che lavorano per l'Italia in Europa, conducono battaglie importati. Attività che troppo spesso restano inosservate e che invece sono fondamentali visto che circa il 75% delle leggi italiane sono emanazioni di quando viene deciso a Bruxelles. Non dimentichiamo che l’Europa è nata con sei Stati membri e oggi ne raccoglie 27. É un’istituzione che cresce ogni giorno di più, anche se a molta gente appare ancora come una realtà lontana e slegata dalla vita quotidiana. Per questo le Istituzioni europee considerano fondamentale il progetto di comunicazione che si chiama Go local, finalizzato ad avvicinare il cittadino all'Europa, portando avanti iniziative sia nella grande città che nel piccolo paese”.
Quali sono le caratteristiche personali necessarie per entrare a lavorare in un’istituzione dell’Unione Europea?
“Nel mio caso sono state fondamentali caratteristiche quali: intraprendenza, forza di carattere, e perché no anche la faccia tosta. La laurea non basta, la passione per quello che si fa è fondamentale, è la spinta che ti permette di andare avanti. Questo non vuol dire fossilizzarsi su un ruolo, anzi bisogna variare per imparare, stringere più rapporti possibili e non fermarsi mai. Certo, è innegabile che bisogna anche incontrare le persone giuste al momento giusto, quelle che credono in te e ti danno la possibilità, ma non dimentichiamo che le opportunità bisogna anche cercarsele, e in un mondo sempre più globalizzato grazie a internet si possono trovare opportunità e informazioni che ai miei tempi non erano disponibili”.
Le lingue quanto sono importanti nel tuo lavoro?
“Sono indispensabili. La lingua inglese in un primo momento l'ho studiata da autodidatta, a scuola facevo solo francese, guardando la BBC e attaccando post it con espressioni in inglese in giro per tuta la casa, su porte, mobili e finestre. Anche il francese l’ho imparato prevalentemente al di fuori dai corsi di studio, a Milano vivevo con una ragazza madrelingua, che é ormai la mia migliore amica.
Lo spagnolo e l’arabo grazie ad amici e fidanzati! Poi, con il tempo e lavorando in un ambito internazionale si affinano le conoscenze e si migliora. L’importante è non vergognarsi mai, bisogna buttarsi, parlare anche se si sbaglia”.
Redazione AlmaLaurea, 20 Luglio 2010