ALMALAUREA NEWS - LAVORO

Il lavoro in Kazakhstan

Grazie ad AlmaLaurea Mario Marozzi ora lavora dall'altra parte del mondo.“Ai neolaureati consiglio un'esperienza all'estero, per poi tornare”

Mario Marozzi, 28 anni di Ascoli Piceno, si è laureato all’università di Chieti-Pescara in Economia e management, poi ha conseguito la specialistica a Parma in Amministrazione e direzione aziendale. Dopo la laurea? Tanti lavoretti precari. Una frustrazione. “Fino a che – racconta – una mattina ho ricevuto una telefonata che mi ha cambiato la vita. Grazie ad AlmaLaurea”. Il suo curriculum è stato selezionato da una società internazionale: destinazione Kazakhstan. Mario Marozzi è partito ed ora racconta come guarda l'Italia da lontano. E consiglia ai laureati: “Inglese ed esperienza all'estero”. Non una fuga, ma possibilità di crescita. Con la prospettiva di tornare.

Dopo la laurea qual era la tua situazione?
“Molto precaria. Lavoravo a chiamata per una fondazione che si occupa di indagini statistiche, e arrotondavo la sera con lavori nei locali, che facevo già durante gli studi”.

E poi cos’è cambiato?
“Ho ricevuto una telefonata dalla Renco S.p.A., impresa il cui core-business è l'edilizia e i servizi a società petrolifere. Non avevo fatto nessuna domanda: avevano individuato il mio curriculum in AlmaLaurea. Stavano cercando personale da mandare nella filiale di Atyrau, in Kazakhstan”.

Come hai accolto una proposta di questo tipo?
“Non sapevo nemmeno dove fosse, il Kazakhstan! Ero senza esperienza, eppure mi avevano contattato e scelto. Così ho accettato e sono partito, nonostante il trattamento economico non fosse eccezionale. Ma avevo la prospettiva di poter progredire, migliorare. Inoltre si trattava di un lavoro coerente con i miei studi, e questo è importante”.

E ora dove lavori?
“In seguito mi si è presentata un’altra ottima occasione. Sono stato assunto dalla Rosetti Marino S.p.A, e ora lavoro come responsabile amministrativo in una società locale controllata. Ho avuto la fortuna di trovarmi in questo paese alla vigilia di un grande boom economico. Infatti, è stato scoperto qui uno dei più grandi giacimenti di petrolio del mondo, ancora non utilizzato”.

Come stai vivendo la tua esperienza a livello internazionale?
“Mi trovo molto bene. Sono soddisfatto sia a livello professionale che umano. Infatti, i rapporti con la società sono ottimi. Ti fanno avere tutto ciò che ti serve, ti riconoscono come persona e come professionista. In Italia non potresti avere, a soli ventotto anni e dopo cinque mesi di lavoro in un’azienda, un ruolo di responsabilità come il mio. Del resto, in un posto come questo, o ti trovi bene da subito oppure scappi dopo un mese”.

E il trattamento economico?
“Non c’è paragone. In un certo senso, bisogna ammettere che quando si decide di andare a lavorare all’estero, a maggior ragione in un paese come il Kazakhstan, si è un po’ dei mercenari. Si lasciano a casa gli affetti, la famiglia, gli amici, la protezione della propria casa, per andare in un paese molto lontano culturalmente. Quindi, la contropartita deve necessariamente essere elevata. Se dovessi prendere 1.200 euro al mese rimarrei in Italia. Qui ho veramente tutto, dall’autista alla palestra pagata. In un momento in cui, quando torno ad Ascoli, vedo tanti ragazzi in cassa integrazione e aziende che chiudono, mi sento fortunato”.

Come vedi il lavoro all’estero rispetto all’Italia?
“Quando sei all’estero, è tutto molto diverso. In Italia al primo anno di lavoro non ti vengono certo affidate delle responsabilità. Invece qui si fanno molte più esperienze dirette, quindi si acquisiscono più competenze in breve tempo”.

Torneresti in Italia?
“Per ora non ci penso proprio. Ho in programma di rimanere qui almeno per altri setto o otto anni. Ho trovato la mia dimensione, in una compagnia in cui le prospettive di carriera sono ottime”.

Quanto contano le esperienze all’estero durante gli studi e la conoscenza delle lingue?
“Moltissimo. E’ scontato dove possa ricadere la scelta di una qualunque società che si trovi a scegliere tra un ragazzo che conosce bene le lingue e uno che invece ha difficoltà in quel campo. Le mie esperienze all’estero durante gli studi sono state su iniziativa personale, ma mirate all’apprendimento dell’inglese. Sicuramente con l’Erasmus si possono avere possibilità in più. E trovo molto utile soprattutto lavorare all’estero, anche prima della laurea, possibilmente in aziende che operino a livello internazionale, e non solo nel locale”.

Oltre a questo, quale altro consiglio daresti ai ragazzi che si stanno laureando oggi in Italia?
“Prima di tutto faccio loro il mio in bocca al lupo! E sicuramente il consiglio è di andare all’estero. Si impara tanto, anche e soprattutto a livello personale, perché ci si rende autonomi, si taglia il cordone ombelicale con la famiglia. Bisogna farlo, può essere dura, ma se si è decisi e motivati al raggiungimento dei propri obiettivi si deve andare avanti”.

Cosa pensi di AlmaLaurea?
“Trovo che sia un servizio utilissimo. Sono arrivato a tutto questo solo compilando un questionario da consegnare insieme alla domanda di laurea. Un semplice modulo che però mi ha permesso di accedere a un’opportunità che mi ha aperto una strada davvero soddisfacente”.

 


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