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Un master in didattica della Shoa

Il corso internazionale all' ateneo di Roma Tre.“Una sfida scientifica e culturale per la comprensione della storia del Novecento”. Intervista a David Meghnagi

La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace, scriveva Primo Levi nelle pagine di "I sommersi e i salvati". Di qui la necessità dello studio e della formazione continua: con questo spirito, spiega il professore di psicologia clinica David Meghnagi, già vicepresidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, è nato il master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. “E’ il primo corso post laurea al quale collaborano docenti di una ventina di diversi paesi e che ha saputo offrire un iter interdisciplinare indispensabile per affrontare una tematica complessa che ha segnato la storia del Novecento ed ha importanti ricadute nel dibattito filosofico e culturale, politico e religioso odierno” precisa il docente, ideatore e coordinatore del master, ma anche membro della delegazione italiana presso la International Task Force for Holocaust Remembrance.

Come nasce questo master? “La domanda che ci siamo posti è quali strumenti debba avere un docente per affrontare questi temi in ambito scolastico e non. La domanda non  è di facile risposta. chi siamo proposti di offrire un percorso di formazione che tenesse insieme discipline diverse dalla storia alla sociologia, dalla psicologia alla storia dell’arte e della letteratura, dalla filosofia alla storia della religione. Per questo motivo non abbiamo posto vincoli rispetto alla provenienza disciplinare di chi si iscrive. Alle attività didattiche hanno avuto modo di collaborare scrittori come Yehoshua e Oz, e storici come Benz, storici dell’arte e della letteratura, studiosi dei Lager e della storia dell’antisemitismo. La memoria individuale è fatta di ricordi personali, quella collettiva della capacità di trasmissione. La memoria è un anche terreno di scontro politico e culturale, che ha implicazioni filosofiche, etiche e religiose. Se una società sceglie di ricordare alcuni fatti e non è perché ha una particolare visione del suo futuro. La memoria non riguarda solo ed esclusivamente i fatti passati, ma anche la visione che abbiamo del futuro”

Come si articola il percorso didattico? “Sono 1500 ore di formazione tenute da docenti di un gruppo di lavoro di paesi diversi, americani europei e israeliani che collabora da molti anni alla ricerca e allo scambio di riflessioni su un vasto spettro di temi dalla storia dell’antisemitismo allo studio della psicodinamica del pregiudizio, al tema della rielaborazione del lutto a quello della trasmissione psichica tra le generazioni, dalla problematica del trauma a quella del dialogo fra culture e civiltà. Per non parlare   all'esperienza dei sopravvissuti e  all’analisi di come la memoria di questo evento si sia tradotta nel corso del tempo nella letteratura e nell'arte, nella filosofia e nel pensiero religioso, e di come il pensiero religioso delle grandi religioni si è confrontato con l’indicibile.

Portare avanti anche delle attività di ricerca?  “Sono numerose le attività di ricerca, di laboratorio e di formazione interdisciplinare previste dal nostro piano didattico. Con il tempo abbiamo infatti creato una rete di contatti internazionali  sia per il nostro corso che per il singolo studente. Un percorso insomma che offre sì una preparazione molto specifica ma che apre e accresce anche il numero di opportunità lavorative a tutti coloro che decidono di frequentare il master”.

A chi si rivolge?  “Il master è rivolto a laureati in possesso di un titolo di studio di vecchio ordinamento in qualunque area di studi. Possono partecipare docenti, filosofi, educatori, formatori, psicologi clinici o sociali. Ad esempio gli psicologici  clinici che si occupano di emergenza e che lavorano nell’ambito di traumi collettivi studiando eventi come quelli legati alla Shoah possono sviluppare una visione di gran lunga più globale dei fatti. Poi ci sono gli storici, i giornalisti, gli studiosi di letteratura, e i sociologi. Tutte persone che desiderano accrescere il loro livello di professionalità o arricchire il bagaglio culturale. Non solo ma il nostro master è seguito anche da direttori di comunità, operatori politico amministrativi, impiegati di centri culturali o nel campo dell’editoria. E ancora addetti ai musei o più in generale al mondo della comunicazione”.

Sono previste degli stage? “Ogni anno organizziamo oltre a stage nati da accordi ormai consolidati con  i musei, comunità, case editrici presenti in Italia e all’estero. L’attività di stage prevede anche viaggi formativi all’estero. Quest’anno ad esempio porteremo i nostri corsisti per una decina di giorni in Israele, a Gerusalemme dove potranno fare stage ed esperienze sul campo”.

Dati relativi all’edizione 2008-2009
Numero massimo: 20/25 iscritti
Iscrizioni:
entro il 31 dicembre
Costo: 1600 euro
tel. + 39 06-4743669
Fax + 39 06-4743657.
E-mail mastshoah@uniroma3.it; meghnagi@uniroma3.it
Sito del master: http://host.uniroma3.it/master/didatticashoah/

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