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La matematica è donna

Dopo una carriera universitaria prodigiosa, oggi Olivia Caramello è una ricercatrice riconosciuta a livello internazionale

È una storia di eccellenza, una storia da “beautiful mind”, quella di Olivia Caramello, venticinquenne originaria di Vicoforte, nel cuneese, vero prodigio della logica e della matematica. Il diploma di liceo a 16 anni, a 19 la laurea triennale in Matematica all’Università di Torino e, contemporaneamente, il diploma di pianoforte al Conservatorio. A 21 anni, dopo una sfilza di 30 e lode, la specializzazione a pieni voti in Matematica le ha spalancato le porte della ricerca. Se la sono contesa le principali università del mondo - da Oxford al MIT di Boston -, ma lei ha scelto il Trinity College di Cambridge, dove si è aggiudicata l’ambitissima “Prince of Wales Studentship”, la borsa che viene assegnata al migliore fra i più quotati studenti stranieri, e ha potuto confrontarsi con due mostri sacri della logica, Peter Johnstone e Martin Hyland. Tante pubblicazioni e titoli di giornale dopo, oggi Olivia occupa una posizione di ricercatrice post-doc presso il Centro di Ricerca Matematica Ennio De Giorgi della Normale di Pisa, ma si appresta a tornare nuovamente a Cambridge, dove ha vinto una “Research Fellowship”, un prestigioso incarico di ricerca della durata di tre anni. Progetti per il futuro? “Il mio sogno è formare un gruppo di ricerca per portare avanti i miei progetti con allievi e collaboratori”, risponde.

Ti sei laureata giovanissima. Ma come hai fatto?
“Avendo ‘saltato’ un anno alla scuola elementare e uno al liceo, arrivai all’università all’età di 16 anni. A Torino però la qualità della didattica - a parte alcune eccezioni - non si rivelò all’altezza delle mie aspettative e così, per acquisire una preparazione adeguata, spesso studiai da autodidatta utilizzando testi reperiti all’estero”.

Così hai deciso di continuare a studiare, ma lontano dall’Italia.
“Sì, durante l’ultimo anno della laurea specialistica inviai domande di ammissione al dottorato all’estero. Ricevetti offerte di ammissione dall’Università di Cambridge, da quella di Oxford e dal MIT di Boston. Scelsi di partire per Cambridge, per avere l’opportunità di lavorare con Peter Johnstone e Martin Hyland nell’ambito della logica e della teoria delle categorie. Il dottorato di ricerca mi fu interamente finanziato dalla borsa di studio ‘Prince of Wales’ del Trinity College”. 

Conoscevi già bene l’inglese?
“Partivo da un livello intermedio e quindi non sufficiente per accedere al Trinity, così durante l’ultimo anno di specialistica decisi di migliorare il mio inglese e nel 2005 conseguii il Toefl.”

Nel 2009, all’età di 24 anni, eri già dottorata. E dopo cosa hai fatto?
“Alcuni mesi prima di concludere il dottorato ottenni una ‘Research Fellowship’ di tre anni presso il Jesus College dell’Università di Cambridge e un incarico di durata annuale da ricercatrice post-doc presso il Centro Ennio De Giorgi della Scuola Normale Superiore di Pisa. A Cambridge mi consentirono gentilmente di rinviare l’inizio della Fellowship di un anno e così potei accettare l’offerta del Centro De Giorgi per l’anno accademico 2009/2010. Così a ottobre, come previsto, tornerò a Cambridge per iniziare la Fellowship e nel secondo trimestre terrò un corso di ‘Teoria dei Topoi’ per gli studenti del Master di Matematica dell’Università di Cambridge”.

Di cosa ti occupi nel tuo lavoro di ricerca? Hai ricevuto molti riconoscimenti internazionali?
“I miei progetti di ricerca sono orientati all’unificazione di aree distinte della matematica attraverso, appunto, la ‘Teoria dei Topoi’. Più precisamente, ho elaborato tecniche e metodologie per trasferire conoscenze, idee e risultati tra differenti teorie matematiche utilizzando i topoi. In questo ambito sono autrice di dieci pubblicazioni, che ho presentato in diversi convegni internazionali e in seminari, su invito in molte università sia estere che italiane. Recentemente, sono stata una dei sei ‘invited speakers’ al convegno annuale più importante del mio settore, l’International Category Theory Conference”.

Quali progetti per il futuro ha una così giovane e brillante ricercatrice?
“Il mio sogno sarebbe quello di creare, presso un’istituzione universitaria di eccellenza, un gruppo di ricerca per portare avanti, insieme ad allievi e collaboratori, i miei progetti di unificazione della matematica attraverso i topoi”.

Conosci AlmaLaurea?
“Tramite il portale di AlmaLaurea ho ricevuto diverse offerte di lavoro, che però non ho sfruttato avendo scelto il percorso della vita accademica. Lo ritengo comunque uno strumento utile, soprattutto per chi ha voglia di impegnarsi ed è in cerca di un lavoro che valorizzi le sue capacità”. 

 

 


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