
Interfacce multimediali, logiche computazionali, informatica e matematica ma anche tanta psicologia e filosofia. Non sono solo gli ingredienti fondamentali sapientemente amalgamati da Steven Spielberg per la realizzare nel 2001 la pellicola Artificial Intelligence, ma anche e sopratutto gli elementi indispensabili per formare profili professionali adatti a lavorare nel campo delle intelligenze artificiali. Lo dimostrano i numerosi corsi di laurea attivati dagli atenei italiani che aderiscono ad AlmaLaurea. Basta andare sul sito online del Consorzio e cliccare sul link Offerta Formativa post laurea per averne un'idea. Inserendo nel motore di ricerca le parole chiave intelligenza artificiale, cervello, reti neuronali e automatico, ecco alcune proposte
Punta allo sviluppo della capacità di creare “sistemi intelligenti” in grado di capire il linguaggio naturale e rappresentare la conoscenza umana la laurea magistrale in European Masters Program in Language and Communication Technologies promossa dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie Informatiche dell’ateneo di Bolzano. E’ su questo terreno che si gioca infatti lo sviluppo di tutte le future tecniche di linguaggio e di comunicazione. L’obbiettivo è creare computer intelligenti che possano facilitare l'interazione uomo-macchina, nesso fondamentale in una società come quella attuale fondata sulla multimedialità e il multilinguismo. Detto fatto, chi s’iscrive a questo corso di secondo livello, interamente in lingua inglese, acquisisce ottime competenze in informatica, dai linguaggi formali a quelli di programmazione, passando per la teoria della computazione e le basi di dati, per entrare poi nel campo della linguistica. Un iter interdisciplinare che permette al candidato di progettare, analizzare e gestire sistemi necessari all'interazione uomo-uomo e uomo-macchina. A lezione si impara come creare meccanismi evoluti di supporto alla traduzione del linguaggio parlato e come realizzare interfacce multisensoriali e multimodali capaci di apprendere autonomamente e di adattarsi all'utente e all'ambiente in contesti in mutazione.
Insomma, una commistione tra scienza e competenze umanistiche fondamentale in molti studi inerenti ai sistemi di intelligenza artificiale come non mancano di dimostrare i corsi di laurea in Psicologia sperimentale e scienze cognitive della Facoltà di Psicologia di Padova e in Cognitive sciences della Facoltà di Scienze cognitive dell’ateneo di Trento. Nel primo caso, lo studente arrivava a padroneggiare contenuti fondamentali per il funzionamento psicologico, quali sensazione, percezione, attenzione, memoria, immaginazione, linguaggio, pensiero, ragionamento e apprendimento. Abilità che gli permettono di operare in diversi settori dove le applicazioni della psicologia cognitiva risultano indispensabili, come nel caso delle intelligenze artificiali. A Trento, l’approccio interdisciplinare e internazionale apre invece le porte a un percorso interamente in lingue inglese che unisce conoscenze di tipo biologico, tecnologico e cognitivo decisive per la comprensione del rapporto uomo-macchina. Esperienze di tirocinio in laboratori e centri altamente qualificati nel campo del brain-imaging e dell'interazione multimodale completano infine la preparazione del candidato.
Non è da meno la Facoltà di Lettere e filosofia di Siena che con il corso di laurea di secondo livello in Linguistica e studi cognitivi punta soprattutto a insegnare ai laureati come utilizzare teorie e metodi della linguistica a seconda dei diversi ambiti applicativi: la didattica delle lingue, lo studio delle patologie del linguaggio, le applicazioni computazionali o la sperimentazione psicolinguistica. Un percorso formativo anche in questo caso interdisciplinare nato in collaborazione con il dottorato in Scienze Cognitive e con le attività di ricerca avanzata sul linguaggio del Centro interdipartimentale di Studi cognitivi sul linguaggio.
Ma non è finita qui: proseguendo sul filo rosso della psiche troviamo poi la specialistica in Scienze della mente promossa dalla Facoltà di Psicologia dell’ateneo di Torino che mira ad approfondire lo studio della psicologia scientifica moderna includendo le connessioni con le scienze biologiche, cliniche e artificiali.
Da un’angolatura più tecnica, a farla da padrone nel campo dell'intelligenzia artificiale sono soprattutto corsi di laurea in informatica e ingegneria. Basta guardare alle specialistiche promosse dalla Facoltà di Ingegneria di Bologna: Ingegneria Informatica I e II.
In entrambi i casi i laureati vengono formati al fine di avere una solida e approfondita preparazione teorica, metodologica e tecnologica nel campo di diverse attività progettuali relative allo sviluppo di sistemi, processi e servizi, anche di elevata complessità, compresi quelli attinenti alle intelligenze artificiali. Completano il quadro, l’apprendimento dei linguaggi di programmazione e dei paradigmi computazionali, dalla progettazione del software alle architetture tecnologiche e informatiche più avanzate, passando per gli studi in materia di sicurezza dell'informazione e i sistemi di elaborazione e controllo in tempo reale.
A Ferrara sempre alla Facoltà di Ingegneria allo studio dell’Ingegneria informatica si unisce poi anche quello dell’automazione. Dopo due anni lo studente sa così progettare e gestire reti di calcolatori, sistemi hardware complessi, strutture informative, nonché applicazioni nel settore dell'intelligenza artificiale e nel campo dei sistemi di automazione. L'importante è aver maturato tutte le competenze tecniche e scientifiche di base per la modellistica, il controllo dei processi industriali e l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione avendo svolto durante gli studi anche attività progettuali autonome, di gruppo e di laboratorio capaci di favorire l'applicazione pratica di determinate soluzioni. Chi acquisisce questo profilo saprà quindi risolvere specifici problemi del mondo industriale o della ricerca scientifica.
Dalla collaborazione tra la Facoltà di Ingegneria e quella di Scienze matematiche e fisiche naturali nasce all’ateneo della Basilicata la magistrale in Ingegneria informatica e delle tecnologie dell’informazione mentre all’università della Calabria è attivo il corso in Ingegneria informatica. Due anni per creare in entrambi i casi una figura professionale di livello nel campo delle metodologie dell'informazione, compreso l’apprendimento delle tecniche più specifiche nel campo dell'ingegneria dell'automazione fino allo studio delle tecnologie industriali e informative più avanzate.
Una visione sistemistica e interdisciplinare che insegna allo studente come gestire e organizzare le diverse fasi di progettazione di un sistema informatico o artificiale, interfacciandosi con gli specialisti del processo da automatizzare e fornendo ove necessario consulenze tecniche qualificate nel campo della pianificazione e gestione operativa del sistema.
Per entrare nel settore dell’intelligenza artificiale occorre quindi avere delle ottime competenze non solo in materia di scienze cognitive ma anche in informatica come dimostrano i numerosi corsi di laurea in Informatica promossi dalle Facoltà di Scienze matematiche e fisiche naturali dell’ateneo Piemonte Orientale, ma anche di Perugia, Bari e Trento. Sotto la lente di ingrandimento ci sono sempre interfacce multimediali intelligenti, lessicografia e lessicologia computazionale, linguistica teorica, ma anche modellazione di sistemi adattivi, modelli statistici di text mining, teorici e computazionali legati all’interpretazione semantica dell’oggetto in esame.
In altre parole, un viaggio tra mente e tecnologia che i laureati interessanti a lavorare nel settore dell'Artificial Intelligence non possono fare a meno di intraprendere.
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Redazione AlmaLaurea, 26 Agosto 2010