
Crescita economica, protezione dell’ambiente, uso efficiente delle risorse. Sono queste le linee guida del master di secondo livello della Facoltà di Agraria della Tuscia, in Nuove professioni: l’ambiente come opportunità.
Il percorso didattico -diretto dal professore Riccardo Valentini, membro del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, IPCC, gruppo di scienziati insignito nel 2007 del Premio Nobel per la Pace- alle lezioni in aula tenute da esperti del settore unisce attività di laboratorio e stage in imprese, enti e istituzioni nazionali e internazionali. “Formiamo esperti con diversi profili in materia di tematiche ambientali perché l’economia mondiale sta correndo sul binario della green economy” spiega Andrea Vannini, coordinatore del master, da anni consulente del Ministero per le politiche ambientali.
Come e perché nasce questo master?
“Siamo partiti alcuni anni fa con un master di primo livello in Politiche ambientali per formare degli esperti in crediti di carbonio forestali. Ovvero, professionisti in grado di operare a livello nazionale e internazionale in progetti di forestazione e gestione sostenibile delle foreste nonché di contabilizzazione e certificazione dei crediti di carbonio. In seguito, prendendo atto degli scenari globali, degli sviluppi delle politiche di “green economy” e degli accordi internazionali sui cambiamenti climatici che comportano impegni e adempimenti precisi da parte degli stati sovrani in materia di efficienza energetica e abbattimento dei gas serra, abbiamo pensato di ampliare l’offerta formativa creando un percorso post laurea di secondo livello con più indirizzi di studio in modo da garantire maggiori sbocchi professionali ai laureati interessati a lavorare questo settore. Lo scopo è fornire agli studenti tutte le conoscenze scientifiche, tecniche, ma anche giuridiche e amministrative necessarie per creare profili capaci di competere sulle politiche ambientali sui mercati di tutto il mondo”.
Il master in Nuove professioni: l’ambiente come opportunità, che tipo di indirizzi prevede?
“Abbiamo deciso di dividere il percorso in indirizzi in base alle professionalità più ricercate dal mercato della “green economy”. Si parte con un iter comune in “Protezione dell'ambiente globale e politiche internazionali” teso a fornire allo studente un quadro di conoscenze scientifiche, tecniche e istituzionali su ambiente, agricoltura, gestione sostenibile delle foreste e delle aree urbane a livello nazionale e internazionale.Un pacchetto formativo, propedeutico ai successivi indirizzi specifici, che si svolge da gennaio a maggio e si conclude con una tesina realizzata dallo studente su un tema di suo interesse. Il fine è aiutarlo a orientarsi tra i diversi indirizzi di specializzazione a scelta tra “Mercato dei crediti di carbonio agroforestali: contabilizzazione e certificazione”, “Meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto: scenario attuale e possibilità per il post 2012”. E ancora, “Bandi comunitari e nazionali” o “Sostenibilità ambientale e Life Cycle Assessment del sistema agroalimentare””.
Nel dettaglio come si presentano i moduli?
“Oltre all’indirizzo comune di base e a quello “ereditato” dal master di primo livello, con "Meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto: scenario attuale e opportunità per il post - 2012" offriamo agli studenti conoscenze puntuali per sviluppare tutte le fasi che portano allo sviluppo di progetti in ambito ambientale nei paesi in via di sviluppo. Non solo, ma introduce il dibattito a livello europeo e internazionale sugli scenari del post 2012. L’indirizzo sui bandi comunitari prepara invece figure professionali capaci di inquadrare strategicamente ed elaborare progetti in risposta a bandi nazionali, comunitari e internazionali per l’accesso a cofinanziamenti pubblici in materia di efficienza energetica e abbattimento delle emissioni. Coloro che invece scelgono l’indirizzo Sostenibilita’ ambientale e Life Cycle Assessment del settore agroalimentare riceveranno tutti gli elementi metodologici e le conoscenze necessarie per calcolare il peso in termini energetici di un prodotto nelle sue varie fasi di filiera. Questa valutazione generica verrà poi applicata nel settore agroalimentare, settore in cui il peso della componente energetica sta assumendo una rilevanza tale da influenzare il costo e la qualità del prodotto finale”.
Quali indirizzi vanno per la maggiore tra gli studenti?
“Tutte le quattro le aree didattiche hanno riscosso successo, anche perché pensate in funzione di specifiche richieste del mercato della “green economy”. Ovvero formiamo profili che poi trovano ottime opportunità di occupazione. Questo anche grazie all’architettura didattica degli indirizzi gestiti da tutor, scelti tra professori universitari, funzionari e dirigenti del Ministero dell’ambiente, tecnici e manager aziendali. Così come il corpo docente, selezionato con attenzione tra le più alte professionalità del settore”
Sono previste anche della attività di stage?
“Il numero delle ore di stage varia a seconda dell’indirizzo scelto, così come il tipo di impresa o l’ente nazionale o internazionale dove i laureati possono fare esperienza. Non solo ma ogni indirizzo comporta lo svolgimento di attività di “laboratorio” tese a mostrare come si lavora sul campo”.
Chi può partecipare?
“In entrata la selezione delle candidature avviene in base al percorso di studi, alle esperienze professionali e alla conoscenza della lingua inglese. Non ci sono vincoli per tipologia di laurea. L’obbiettivo è formare degli specialistici, funzionari pubblici, liberi professionisti, rappresentanti di impresa e neolaureati che, una volta concluso il master, sappiano mettere in atto tutte le azioni necessarie per l’implementazione delle politiche di efficienza energetica e abbattimento delle emissioni di gas serra dettate dagli accordi internazionali e in concomitanza con l’uso delle più avanzate tecnologie della “green economy”".
Quindi, chi si laurea in questo settore trova lavoro?
“Con questo iter didattico rispondiamo a un’esigenza di mercato molto precisa. Il futuro del nostro pianeta si sta giocando su questo terreno, ovvero quello della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Di conseguenza, lo sviluppo della green economy, in tutte le sue diverse declinazioni, rappresenta un tema caldo. Un settore dove i laureati, nonostante la crisi possono trovare numerosi sbocchi professionali”.
I dati occupazionali delle prime quattro edizioni del master cosa dicono?
“Dall’analisi delle interviste svolte, il 100% degli studenti non occupati al momento dell’iscrizione ora lavora, il 60% ha frequentemente usato il titolo di master e le competenze acquisite nell’ambito della propria attività lavorativa. Infine il 92% di tutti gli studenti lavora in ambito ambientale. Indicatori tutti postivi supportati anche dalle numerose richieste di iscrizione al master che abbiamo ricevuto nel corso delle diverse edizioni”.
Dati relativi all’edizione 2010/2011
Per maggiori informazioni
Email: masterambiente@unitus.it
Sito del master: http://gaia.agraria.unitus.it/masterambiente/contatti.html
Possibili sedi di stage: MATTM (MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE), ABERDEEN UNIVERSITY, ACTION AID, ARISTON THERMO GROUP, ASSESSORATO ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI ROMA, CFS (CORPO FORESTALE DELLO STATO), CIRA S.C.P.A., ENEA, ENEL, ENI, FAO (FOOD AND AGRICOLTURE ORGANIZATION), FONDAZIONE WILLY BRANDT, IIRS (INDIAN INSTITUTE OF REMOTE SENSING), INGV (ISTITUTO NAZIONALE GEOFISICA E ISCOS (ISTITUTO SINDACALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO), ISCOS (IISTITUTO SINDACALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO), ISPRA (ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE), ONG CHE ADERISCONO AOI (ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE), PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, PARCO NAZIONALE DI TALASSEMTANE MAROCCO, SAP Italia S.p.A., UNCCD (UNITED NATION CONVENTION TO COMBAT DESERTIFICATION), UNFCCC (UNITED NATIONS FRAMEWORK CONVENTION ON CLIMATE CHANGE), UNIDO (UNITED NATIONS INDUSTRIAL DEVELOPMENT ORGANIZATION, UNIVERSITA’ DI CALGARY – CANADA, WWF (WORLD WILDLIFE FUND), YALE UNIVERSITY
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Redazione AlmaLaurea, 11 Agosto 2010