
Cosa vuol dire lavorare in un museo statale, regionale, civico, in una galleria d’arte o in una pinacoteca o ancora in un museo aziendale? Quali sono le funzioni che i laureati posso ricoprire all’interno di questo ambito e quali sono i profili professionali più richiesti dal mercato? Lo abbiamo chiesto a un’ esperta del settore, la professoressa Franca Varallo, docente di museologia e storia della critica d’arte all’Università di Torino. “La situazione è complessa, si tratta di percorsi articolati e molto differenti gli uni dagli altri”. “Perché- come puntualizza il professore Gianni Contessi, coordinatore dell’area storico artistica del DAMS di Torino- proprio per la sua ricchezza e varietà la realtà museale italiana ha bisogno di figure con una formazione specifica”. “Tuttavia- chiosa il professore- senza dei finanziamenti adeguati restiamo in una situazione malinconica dove a parte qualche isola felice, il patrimonio culturale è abbandonato a se stesso”.
Professoressa Varallo, un laureato interessato a lavorare nell’ambito museale che percorso deve seguire?
“Dipende dal tipo di museo in cui vuole andare a lavorare e dal ruolo che vuole ricoprire. A questo fine l’Icom, International Council of Museums, ente internazionale, ha fissato dei criteri guida per distinguere le caratteristiche che devono possedere le varie professionalità che lavorano all’interno di questa realtà. Criteri a cui si è rifatta nel 2005 anche la Carta nazionale delle professioni museali stilata dalla sede italiana dell’Icom in base alla quale si distinguono 20 diversi profili. Una mappa che si prefigge di individuare le principali abilità richieste dalle numerose mansioni, descrivendone le responsabilità, gli ambiti di lavoro, i compiti, i requisiti per l’accesso e le modalità di incarico. A questo proposito vengono presi in considerazione tutti i musei, pubblici o privati, indipendentemente dalle loro dimensioni e titolarità”.
Ci sono delle competenze di base che devono possedere i profili professionali che lavorano all’interno di un museo?
“Una solida preparazione storica e culturale, una conoscenza della museologia, vale a dire della storia del museo e delle differenti tipologie museali, nonchè della museografia, della storia del collezionismo e dei basilari problemi di conservazione: sono tutti requisiti indispensabili. Chi opera in questo settore deve essere capace di lavorare in un contesto multiculturale, deve intraprendere attività di ricerca e di aggiornamento riguardo al proprio specifico profilo professionale, ma deve anche saper collegare l’attività del museo con le risorse e le esigenze del territorio, promuovendo la partecipazione dei cittadini, incrementando la cultura e la conoscenza inerente a quello specifico ambito di studi. L’apprendimento delle lingue straniere è fondamentale nella realtà contemporanea, nonché un requisito necessario per rapportarsi con le istituzioni straniere. Il percorso di studi include la laurea magistrale ed eventualmente specializzazioni o master post laurea”.
Dal punto di vista formativo sono previsti dei percorsi mirati?
“Ogni profilo professionale segue dei criteri precisi, in base al tipo di museo, artistico, scientifico, antropologico o tecnico. Per quanto riguarda i musei d’arte è necessario seguire un percorso di studi storico artistico triennale e biennale ed eventuali specializzazioni post laurea al fine di poter accedere a concorsi pubblici o ad altre forme di selezione per attività inerenti agli ambiti museali, dal direttore e conservatore, all'addetto stampa e alla comunicazione. dal registrar, colui che gestisce le opere e le installazioni di arte contemporanea e di design ai dipartimenti di educazione e di rapporto con il pubblico. Un settore, quest’ ultimo, presente ormai nella maggior parte delle istituzioni museali: prevede la cura dei rapporti con il mondo della scuola e con altri soggetti. Il personale in questo caso partecipa alla definizione dei programmi e dei progetti di ricerca scientifica, ma anche alla presentazione delle collezioni per valorizzarne la componente educativa”.
Come si presenta la situazione museale nel nostro paese?
“Si tratta di una realtà molto importante, perché il nostro paese ha un patrimonio culturale, artistico, ma anche storico e scientifico unico al mondo. Tuttavia, ci si investe sempre meno, nonostante i numerosi e vari profili professionali necessari all’interno di un museo statale, regionale, civico o privato, grande o piccolo che sia. Inoltre, i finanziamenti sono sempre più risicati: questo vuol dire mettere a rischio la salvaguardia del patrimonio.Non solo, le soprintendenze sono tutte sotto organico e i musei sopravvivono con fatica a causa dei tagli e della carenza di personale”.
Negli altri paesi non accade lo stesso?
“Nonostante i problemi di ordine finanziario siano generali, sicuramente gli altri paesi dimostrano una maggiore attenzione verso il patrimonio artistico e culturale e verso la formazione in questo settore. Lo conferma il fatto che negli ultimi anni sta progressivamente aumentando il numero di allievi che, dopo un brillante percorso di studio, trovano maggiori possibilità di impiego all’estero piuttosto che in Italia”.
Redazione AlmaLaurea, 4 Agosto 2010