ALMALAUREA NEWS - LAVORO

Un sogno diventato realtà

Dopo non pochi sacrifici e difficoltà, oggi Chiara Chiapponi fa finalmente quello che voleva: la ricercatrice in fisica

Da sempre appassionata per le scienze, Chiara Chiapponi, piacentina classe 1981, oggi ha finalmente realizzato il suo sogno: lavorare come fisico. Lo fa presso i laboratori della Fondazione Santa Lucia di Roma, un importante centro di ricerca in campo medico. Ma non sono state poche le difficoltà per raggiungere il suo obiettivo. Nonostante la laurea con lode in Fisica della Materia conseguita nel 2006 presso l’Università di Parma, la tesi sperimentale svolta presso la Heriot-Watt University di Edimburgo e tre anni di dottorato, Chiara si è trovata a svolgere lavori non sempre attinenti al suo percorso di studi, dalla guida turistica all’insegnante di statistica in un liceo, all’impiegata in un centro sportivo. Quest’anno, invece, è arrivata la svolta, con il lavoro di ricerca presso la Fondazione Santa Lucia di Roma. “Oggi sono finalmente soddisfatta -  racconta con entusiasmo Chiara - faccio quello che volevo: il fisico”. 

Ti sei laureata in Fisica della materia, come mai hai scelto questo corso?
“Oltre alla passione per le scienze in generale, ho scelto questo corso in vista della sua possibile applicazione in diversi ambiti lavorativi. E non mi sbagliavo, anche se il mercato internazionale offre molte più possibilità ai fisici rispetto a quello italiano, che ancora tarda ad aprirsi completamente al mondo delle scienze di base”.

Hai fatto una tesi sperimentale all’estero, come ti sei trovata?
“Mi fu offerta la possibilità di collaborare con la dottoressa Valeria Arrighi della Heriot-Watt University di Edimburgo. E’ stata un’esperienza molto formativa e soddisfacente, sia dal punto di vista personale che lavorativo. Consiglio a tutti gli universitari di trascorrere un periodo di studio all’estero”.

Nel 2007 hai iniziato un dottorato di ricerca in fisica. Ti è poi servito per entrare nel mondo del lavoro?
“ Il dottorato in sé per sé è stato un percorso di ricerca interessante e nello stesso tempo qualificante. In Italia tuttavia serve a poco dal punto di vista lavorativo: il dottorato purtroppo viene spesso considerato dalle aziende italiane come una perdita di tempo e comunque i giovani neolaureati vengono preferiti rispetto ai colleghi più qualificati, per ragioni che vanno dalla possibilità di offrir loro uno stipendio più basso, alla convinzione di poterli formare più facilmente. In questo contesto sono chiari i motivi che spingono i ricercatori italiani a lavorare all’estero, dove i titoli e i meriti sono maggiormente riconosciuti”.

Dopo i tre anni di dottorato che hai fatto?
“A partire dagli ultimi mesi di dottorato ho svolto diversi lavori: nel 2009 ho partecipato come guida alla mostra ‘L’energia nelle tue mani’ organizzata dall’associazione ‘Casa della scienza’ di Parma, subito dopo ho insegnato statistica per una supplenza in un liceo di Piacenza. Da gennaio ad aprile 2010 ho anche lavorato come impiegata in un centro sportivo: un lavoro questo molto lontano dalla fisica, ma di cui sono stata molto felice poiché mi ha dato tanto sotto il profilo umano . Poi è arrivata l’occasione che non mi aspettavo”.

Ovvero fare finalmente il fisico.
“Sì, a quattro anni dalla laurea specialistica ho trovato l’occupazione che cercavo. Coordinata dal dottore Spalletta, faccio ricerca presso la Fondazione Santa Lucia di Roma all’interno del Laboratorio di neuropsichiatria, che fa parte del Laboratorio di neurologia clinica e comportamentale diretto dal professor Carlo Caltagirone. Oggi sono finalmente soddisfatta, ma mi sento molto fortunata, soprattutto considerando la situazione del mercato italiano, che stenta a valorizzare la figura del ricercatore in generale. La mia storia testimonia da una parte le difficoltà che si incontrano durante la ricerca del lavoro che si è sempre desiderato, ma dall’altra anche quanto sia importante perseverare per cercare di raggiungere i propri obiettivi”.

Cosa ne pensi di AlmaLaurea?
“Lo ritengo un progetto interessante. Il portale l’ho conosciuto durante gli studi universitari. Non ho mai ricevuto offerte di lavoro, ma l’ho usato come punto di riferimento per avere informazioni sulle possibilità del mercato”.  


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