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Le specialistiche per lavorare in un museo

Una panoramica di alcuni dei corsi di laurea di secondo livello della bacheca post laurea di AlmaLaurea che permettono di accedere alla carriera museale

Entrare nella realtà museale per svolgere il ruolo di direttore, amministratore o curatore di mostre. Ma anche per lavorare come guida, traduttore o addetto stampa. I profili professionali richiesti non mancano, ma i percorsi per arrivarci sono numerosi e non sempre lineari. Per prima cosa allora, meglio munirsi di un titolo di laurea di secondo livello attinente all’ambito di proprio interesse scegliendo tra le molteplici proposte didattiche attivate dalle diverse università del paese. In arte, storia, archeologia ma anche scienze naturali e pedagogiche.
Dipende tutto dalla carriera che si vuole intraprendere. Per avere le idee più chiare, ecco alcune delle specialistiche disponili nella bacheca Offerta formativa post-laurea del sito di AlmaLaurea (http://www.almalaurea.it/lau/postlaurea/).

Inserendo nel motore di ricerca di AlmaLaurea le parole chiave Museo, Museale e Beni archeologici si trovano questi risultati.
Si parte con l’Università di Torino: la Facoltà di Scienze della formazione ha infatti attivato un corso di laurea in Metodologia e storia del museo, del restauro e delle tecniche artistiche.
Un iter che mira ad offrire ai laureati competenze specialistiche di carattere storico, metodologico e critico relative a pittura, scultura, architettura e arti applicate dal Medioevo alla fine del XX secolo. Non manca lo studio dei meccanismi di interscambio con le altre arti, della storia del gusto e delle forme sperimentali più recenti.
A questo si devono poi aggiungere competenze nei settori della museologia, della museografia o della storia del collezionismo, del restauro o delle tecniche artistiche: requisiti tutti indispensabili per imparare a muoversi nel campo della gestione e organizzazione di istituzioni museali e di eventi connessi con le arti figurative. Pietra miliare per lavorare nel settore, la conoscenza dei principali strumenti informatici di gestione dei dati e di comunicazione telematica, così come l’uso del lessico artistico e la conoscenza dell’inglese.
Sempre a Torino, ma questa volta alla Facoltà di Scienze matematiche e fisiche troviamo un corso di laurea interfacoltà in Conservazione e restauro dei beni culturali. In questo caso gli studenti si trovano alle prese con un percorso interdisciplinare che alle materie umanistiche e allo studio delle metodologie di restauro e conservazione unisce tecniche di indagine scientifica e artistica, non dimenticando nozioni di storia dell’arte e di diritto applicato ai beni culturali e all’economia di impresa.
Ma non finisce qui: c’è anche un corso di laurea in Scienze per i beni culturali promosso anche in questo caso dalla Facoltà di Scienze M.F.N di Torino.
E un altro in Storia del patrimonio archeologico e storico artistico: basta recarsi nelle aule della Facoltà di Lettere e filosofia per acquisire avanzate competenze scientifiche, teoriche, metodologiche ed operative in archeologia, storia dell'arte antica, classica ed orientale, arti figurative dal medioevo all'età contemporanea, ma anche conservazione e restauro del patrimonio documentario e monumentale. E' questo il bagaglio di conoscenze necessario per ricoprire ruoli di elevata responsabilità in musei, archivi di stato, sovrintendenze, centri culturali, fondazioni, ma anche case editrici e redazioni giornalistiche specializzate.

L’offerta formativa dell’ateneo di Bari non è da meno. Chi si iscrive, può infatti trovare alla Facoltà di Lettere e filosofia una laurea in Beni archivistici e librari, in Storia dell’arte o in Archeologia. Passando poi alla Facoltà di Scienze M.F.N, si trova il corso in Scienze per la diagnostica e conservazione dei beni culturali o in Scienze della natura. In quest’ultimo caso, a farla da padrone sono chimica, fisica, matematica, geologia e informatica a cui si unisce lo studio di elementi di cultura storica e artistica o inerenti alle tecniche di analisi ed interpretazione dei dati per il recupero, la conservazione e il restauro dei beni culturali anche in realtà complesse. Completano il quadro, la conoscenza dettagliata dei materiali che costituiscono il bene culturale.

Anche l’indirizzo in Archeologia e culture del mondo antico promosso dalla Facoltà di lettere e Filosofia dell’ateneo di Bologna apre alla carriera in campo museale così come la laurea in Semiotica che insegna allo studente come progettare eventi di spettacolo, attinenti all'industria culturale e agli allestimenti museali e artistici. Non è da meno, l’indirizzo in Ricerca, documentazione e tutela dei beni archeologici promosso dal Dipartimento di Conservazione dei beni culturali. Ma il vero fiore all’occhiello dell’AlmaMater è il corso di laurea promosso dalla Facoltà di Economia in Innovation and Organization of Culture and the Arts. Un iter volto alla formazione di figure professionali che alla preparazione in management in materia di gestione delle organizzazioni culturali, unisce conoscenze artistiche, museali e storiche. I laureati sono formati per diventare direttori o consulenti in realtà nazionali ma anche fuori confine. Per una panoramica più completa sul mercato dell’arte, dall’economia al management culturale, ci si può iscrivere anche alla Iulm di Milano, al corso in Arti, patrimoni e mercati. Si imparano a usare tutti gli strumenti necessari per operare come galleristai o responsabili di museo, galleria o collezione, grazie a un mix di conoscenze umanistiche, economiche, organizzative e di comunicazione. 

Se ci spostiamo in Toscana troviamo altrettanti corsi. All’ateneo di Siena, per esempio c’è la specialistica in Archeologia e scienze dell’antichità promossa dalla Facoltà di Lettere e filosofia o quella in Biodiversità e conservazione della natura della Facoltà di Scienze M.F.N. In questo caso, ad essere formate sono figure professionali preparate nell'analisi sistemica dell'ambiente naturale, con un'ottima padronanza del metodo scientifico di indagine e in possesso di tutte le conoscenze necessarie per l'avviamento alla ricerca scientifica in ambito naturalistico. E' così che si diventa operatori specializzati di musei naturalistici  
Da qui all’ateneo di Perugia o a quello di Urbino il passo è breve: in entrambi i casi i laureati possono iscriversi al corso in Storia dell’arte della Facoltà di Lettere e filosofia e puntare all’indirizzo museale.
Nel capoluogo dell'Umbria, è stato attivato anche un corso in Consulenza pedagogia e coordinamento di interventi formativi promosso dalla Facoltà di Scienze della formazione: tra i vari profili, si preparano anche figure didattiche e pedagogiche da inserire nei musei per creare percorsi artistici, naturali o archeologici per adolescenti, studenti universitari o professionisti del settore.

A Trento troviamo invece il corso di laurea in Conservazione e gestione dei beni culturali della Facoltà di Lettere e filosofia ma anche quello in Mediazione linguistica, turismo e culture. 
All’ateneo di Pescara, sempre alla Facoltà di Lettere e filosofia, distaccamento di Chieti, ci si è attrezzati per formare esperti in campo museale grazie all’iter di secondo livello in Beni archeologici e storico artisti.
Così come a Verona con Discipline artistiche e archeologiche. Ma c'è anche il corso di Storia del patrimonio archeologico e storico artistico dell’università Piemonte Orientale. Non è da meno neppure la laurea proposta dall'ateneo della Basilicata in Nuove tecnologie per la storia e in beni culturali. In questo caso lo scopo è dare ai laureati una preparazione ottima che ai  saperi umanistici e alla conoscenza approfondita del contesto artistico, archeologico, ambientale e storico, coniughi  abilità pratiche dal punto di vista tecnologico, informatico e multimediale, capacità ormai necessarie per una migliore e più adeguata tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio storico culturale anche e soprattutto presente nei musei.


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