
La manovra economica “certamente non faciliterà la vita degli atenei'”. Il presidente della Conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva, prende atto che il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università non è stato toccato, ma sottolinea che negli anni passati è stato eroso e dunque il settore resta in credito. “I tagli sono stati fatti due anni fa e su questi la Crui si aspetta di recuperare. Altrimenti le condizioni di lavoro degli atenei il prossimo anno saranno fortemente compromesse”. Decleva ha parlato nella sede della Crui a Roma, mercoledì 26 maggio, alla presentazione alla stampa del XII Profilo dei laureati italiani. Una indagine, ha ricordato il presidente della Crui, ormai consueta e che serve a fare il punto “sulla produttività degli Atenei italiani”. In un momento delicato. “Non sappiamo ancora bene cosa c’è scritto nella manovra. Certamente - ha osservato Decleva - rispetto alle condizioni generali dell'università italiana gli interventi del Governo non faciliteranno la vita degli atenei. Credo che in una situazione generale come quella che viviamo sia importante che le università e le istituzioni garantiscano la volontà di fare ciascuno la propria parte”.
“Le università - ha aggiunto Decleva - non cavalchino lo scontento e facciano valutare da chi di dovere anche le condizioni reali in cui si lavora. E’ fuor di dubbio che il Ffo non è toccato, però lo è stato abbondantemente nella manovra di due anni fa e quindi le università e la Crui si aspettavano ancora, in occasioni successive rispetto alla manovra, un recupero consistente di quel taglio”.
Decleva ha quindi sottolineato che l’università si è rimboccata le maniche per migliorare, riducendo le spese, sfoltendo i corsi. “I risultati presentati da AlmaLaurea e dal Cun non sono negativi e l’insistenza che c’è sulla parte vuota del bicchiere non è giusta sia riguardo alle persone che lavorano negli atenei sia rispetto a una valutazione serena dei problemi, che pure ci sono. Se ogni volta veniamo imputati di ogni nefandezza e si delegittima il sistema non si va da nessuna parte. Forse si è esagerato nel presentare il nuovo modello (il 3+2) come la panacea di tutti i mali - ha concluso - ma i dati del rapporto AlmaLaurea dimostrano che passi avanti sono stati fatti. Dobbiamo impegnarci tutti per migliorare sapendo però che la strada percorsa non è stata così disastrosa e farcita di delusioni”.
Redazione AlmaLaurea, 27 Maggio 2010