
Dall’agopuntura alle cure ayurvediche: entrano in università le Medicine Non Convenzionali. Con un corso di alta formazione in “Sociologia della Salute e Medicine Non Convenzionali” promosso dall’Università di Bologna in collaborazione col Comitato per le Medicine Non Convenzionali in Italia e con il sostegno della regione Emilia Romagna attraverso l’Osservatorio per le medicine non convenzionali. A presentarlo è il dott. Paolo Roberti di Sarsina, co-direttore del corso, Esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità, curatore del libro “Le medicine non convenzionali in Italia. Storie problemi e prospettive di integrazione” (FrancoAngeli, 2007) con Guido Giarelli e Bruno Silvestrini; e curatore con Costantino Cipolla del libro “Le peculiarità sociali delle Medicine Non Convenzionali” di prossima uscita per la casa editrice Franco Angeli. Ed è proprio dalle prospettive di integrazione che nasce il corso, per questo nuovo anno accademico anche ai laureati triennali. Questo corso è il primo del suo genere in Italia.
Come mai avete pensato a un corso sulle Medicine Non Convenzionali?
“Il nostro scopo è contribuire a creare un’alleanza tra la biomedicina e la Medicina Centrata sulla Persona. Principi diversi ma che spesso sono a torto considerati opposti. Si tratta di affiancare alle competenze sanitarie biomediche una nuova lettura della medicina, diversa, molto più attenta al tema sociale e alla sostenibilità delle cure. Il fine è contribuire al processo di umanizzazione del sapere medico riconoscendo a livello costituzionale la libertà da parte del paziente di decidere autonomamente il suo percorso di salute, alla luce di un compiuto consenso informato, considerando l’unicità del percorso bio-psico-spirituale di ogni essere umano, anche in termini di sostenibilità, qualità della vita, farmaco-economia e minore effetti jatrogeni.”
Quali sono gli argomenti tratti nel corso?
“Il percorso didattico si fonda prima di tutto su saperi disciplinari diversi uniti da unico presupposto: approfondire aspetti culturali e scientifici propri delle medicine antropologiche. Per farsi un’idea basta guardare alle nove medicine non convenzionali riconosciute dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dal 2002: agopuntura, medicina tradizionale cinese, medicina ayurvedica, medicina omeopatica, medicina antroposofica, chiropratica, fitoterapia, omotossicologia, osteopatia. E’ quindi una formazione interdisciplinare, multidisciplinare e multidimensionale che può colmare la carenza formativa presente su questo tema nel sistema universitario italiano”
Perché c’è questa carenza, che visione si ha in Italia della medicina non convenzionale?
“Qualcosa si sta muovendo nella direzione della Medicina Centrata sulla Persona, quindi di una Medicina Integrativa. Lo stesso libro pubblicato con la Franco Angeli è frutto dell’incontro tra la sociologia della salute e la componente più aperta della medicina italiana, la frangia più impegnata sul fronte della ricerca in tema di medicina non convenzionale. Non solo, ma alcuni dei più qualificati esponenti del settore attualmente attivi in Italia, presentano l’iter che la disciplina ha avuto e ha nel nostro paese. Cosa si dice? Che si sta procedendo verso il pluralismo sanitario, ma che in questo senso c’è ancora molto da fare. E’ un percorso imperfetto e non ancora pienamente legittimato”.
Come si comportano invece le altre università europee in materia?
“I contesti formativi accademici europei sono molto più avanti. Hanno già assorbito il Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo emanato dall’Unione Europea, dove questo tipo di terapia è concepito come base per il processo di miglioramento della qualità della vita delle persone. Ecco perché offriamo questo corso: per far conoscere e incentivare lo sviluppo anche nel nostro paese tema di una nuova sociologia della salute”.
A chi si rivolge il corso?
“Il corso si rivolge principalmente a laureati in ambito sociologico, psicologico e di scienze politiche nonché dell’area medica. Quindi, Medicina, Veterinaria, Odontoiatria, Infermieristica, Ostetricia, Farmacia, Ctf e Biologia. Inoltre, è aperto anche a laureati in Economia, Statistica E Giurisprudenza. Da quest’anno sono ammessi anche i titoli triennali, insieme a quelli di vecchio ordinamento o di specialistica, e i lavoratori. Molti iscritti alla prima edizione erano farmacisti e professionisti nel settore sanitario”.
Che sbocchi occupazionali ci sono?
“I neolaureati iscritti al corso possono lavorare in campo sanitario, nelle associazioni umanitarie, in enti pubblici e privati. I professionisti che hanno già un’occupazione invece puntano a integrare le loro conoscenze. E’ previsto un periodo di stage nelle strutture che supportano in corso”.
Scadenza del bando: 17 novembre.
Prova di selezione: 24 novembre
Costo: 1.500 euro
Per informazioni
Sito del master: http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/AltaFormazione/2008-2009/Sociologia_della_Salute_e_Medicine_Non_Convenzionali.htm?WBCMODE=PresentationUnpublished
Sedi di stage: Weleda Italia (sostenitore principale), Cemon, Eurodream, Pharmextracta, Imo, Loacker Remedia, Omeopiacenza, Wala Italia e da altri enti sostenitori pubblici e privati.
_______________________________________________________
Vuoi conoscere l'offerta formativa delle Università?
Consulta la bacheca post laurea!
_________________________________________________________
Redazione AlmaLaurea, 11 Novembre 2008