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Le news di AlmaLaurea
"Laurearsi in tempi di crisi
Come valorizzare gli studi universitari"

XIV INDAGINE ALMALAUREA SUL PROFILO DEI LAUREATI
Napoli, martedì 22 maggio 2012
Programma e registrazione online
XIV Convegno AlmaLaurea sulla Condizione Occupazionale dei Laureati
"Dopo la laurea: studi ed esperienze in Italia e nel contesto internazionale"
Materiale presentato al Convegno
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Presentazione
| Programma
AlmaLaurea raggiunge quota 1.620.000 CV di neolaureati e laureati con lunga esperienza lavorativa.
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Premio Eunis ad AlmaLaurea
A Dublino, 17 giugno 2011, AlmaLaurea ha ricevuto il riconoscimento europeo: una best practice italiana
I ringraziamenti del Direttore: il video
XIII Indagine AlmaLaurea sul Profilo dei Laureati
E' online la documentazione presentata il 27 maggio 2011 ad Alghero nel corso del Convegno "Qualità e valutazione del sistema universitario"
Documentazione | Il video del convegno
Orientamento e Scelte dei Diplomati
E' online la documentazione dell'indagine presentata il 26 maggio 2011 presso l'Università di Sassari. Documentazione
Il Times Higher Education parla di AlmaLaurea: "Bella figura: Italian model sets trend with expert fitting service"
Leggi l'articolo completo del 10 marzo 2011 (in inglese)
VIDEO
Intervento di Romano Prodi alla Conferenza Internazionale "Human Capital and Employment in the European and Mediterranean Area"
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Presentazione del XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani (sintesi)
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Laureati e aziende si raccontano in occasione della Conferenza Internazionale "Human Capital and Employment in the European and Mediterranean Area"
Prodi: "AlmaLaurea è tesoro per tutti"
L’ex Premier, il rettore di Bologna Ivano Dionigi, Lino Cardarelli e Kate Purcell sostengono la banca dati dei laureati e il suo allargamento.
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"Metti un laureato nel motore della tua azienda!"
Ascolta il nuovo spot radio AlmaLaurea
logo AlmaLaurea “Garantire alle imprese l’accesso al capitale umano”
La proposta di AlmaLaurea al Governo.
AlmaOrièntati
Conoscere e valutare: orientamento alla scelta universitaria
Comincia il percorso e scopri che animale sei!
Uno studio di M.F Bagues e M. Sylos Labini presentato al National Bureau of Economic Research mostra i vantaggi di AlmaLaurea per i laureati
Leggi "The impact of AlmaLaurea on University-to-Work Transition"

 

Home > Università > Altre ricerche > Studi all'estero 2006

Le esperienze di studio all'estero: caratteristiche ed esiti occupazionali dei laureati

Andrea Cammelli, Silvia Ghiselli, Gian Piero Mignoli
Università degli Studi di Bologna – Consorzio Interuniversitario ALMALAUREA

Chi sono i laureati che vanno all'estero durante gli studi universitari? E che vantaggio traggono da questa esperienza? Con un'indagine ad hoc sulle caratteristiche e gli esiti occupazionali dei laureati che hanno fatto esperienze di studio all'estero, AlmaLaurea risponde a questi interrogativi. Di particolare interesse, nell'analisi qui presentata, il confronto tra le performance dei laureati che hanno maturato questa esperienza (con un programma dell'Unione europea o su iniziativa personale) con coloro che non hanno mai studiato all'estero. L'universo di riferimento è costituito da 250mila laureati tra il 2000 e il 2005.

La ricerca è stata presentata a Turku, al convegno "Academic Mobility: Blending Perspectives" organizzato dall'Università finlandese dal 21 al 23 settembre 2006: un approfondimento sui "nuovi stranieri", gli studenti e i ricercatori che girano non più solo in Europa, ma nel mondo, con i programmi di scambio. Il contributo di AlmaLaurea, inedito nel panorama degli studi europei e particolarmente apprezzato all'estero per la consistenza del campione di riferimento utilizzato nell'indagine e per i confronti consentiti tra chi ha fatto o no esperienze di studi oltre confine, mette in luce innanzitutto l'esiguità del numero dei laureati italiani coinvolti nella mobilità internazionale: poco più di 8 su cento hanno svolto un programma dell'Unione europea. Le mete più gettonate da chi parte sono la Spagna, seguita da Francia, Germania e Regno Unito. Chi partecipa ai programmi europei viene soprattutto dagli Atenei del nord-est e da un background famigliare culturalmente più elevato. E i vantaggi dal punto di vista occupazionale? Molto contenuti se confrontiamo chi ha partecipato a un programma Erasmus e chi invece non è mai partito. Diverso il confronto con chi ha compiuto un'esperienza su iniziativa personale: in questo caso il differenziale sale fino a 6,6 punti. I laureati Erasmus si possono consolare con lo stipendio: guadagnano l'11,3% in più dei loro colleghi che non sono stati all'estero.

Questi risultati, riscontrati in un intervallo temporale certamente ridotto, fanno sorgere dubbi sulla capacità del sistema Paese di apprezzare in misura adeguata il valore aggiunto conferito dalle esperienze di studi all'estero. Resta pur sempre vero che studiare all'estero favorisce la percezione del mercato del lavoro come un mercato internazionale e facilita la mobilità territoriale: a cinque anni dalla laurea ha infatti trovato un impiego oltre confine il 18,5% di chi vanta un'esperienza Erasmus nel proprio bagaglio formativo, contro il 3% di chi invece non ha studiato all'estero.

L'intero articolo è disponibile in versione pdf