Il profilo dei laureati-insegnanti nella documentazione AlmaLaurea

Il Rapporto è stato elaborato per la Fondazione Giovanni Agnelli, che lo rende disponibile anche sul proprio sito, www.fga.it, ed è stato ripreso ampiamente nel 3° capitolo del volume: Fondazione Giovanni Agnelli, "Rapporto sulla scuola in Italia 2009", Edizioni Laterza

I deludenti risultati delle indagini internazionali sulle competenze di base possedute dagli studenti italiani (MPI, 2007; Invalsi, 2007; Montanaro, 2007) hanno alimentato un ampio dibattito sulla necessità di riformare la scuola italiana e, in particolare, di rivedere i meccanismi di reclutamento, retributivi e di carriera degli insegnanti. In effetti, l’evidenza empirica conferma che la qualità degli insegnanti, variamente misurata, costituisce un fattore importante nel determinare la performance dei processi formativi anche se con un peso inferiore rispetto al ruolo giocato dal background familiare e dalle caratteristiche individuali degli alunni2 (Hanushek E.A. et ali., 2005; Woessman and Fuchs, 2004).
L’attenzione per la qualità dei processi formativi è stata alimentata anche dal dibattito più recente sul ruolo dell’istruzione come volano dello sviluppo economico. Infatti, risulta sempre più evidente che la crescita nei paesi sviluppati non è legata tanto ai livelli medi di istruzione o alla loro variazione quanto alle competenze effettivamente possedute dalla popolazione e misurate attraverso i test cognitivi (Hanushek and Woessman, 2008).


Per quanto concerne l’Italia, i test nazionali ed internazionali di valutazione dei processi di apprendimento offrono un’indicazione sulla qualità della didattica delle scuole, ma non consentono di approfondire, allo stato attuale in termini soddisfacenti, l’associazione diretta tra i diversi input didattici e l’output formativo (i risultati dei test). Anche la misurazione diretta della qualità degli insegnanti sulla base delle loro credenziali (voto di diploma, di laurea, esperienza, attività formativa post laurea ecc.) non è del tutto soddisfacente. Infatti, così come si verifica nella misurazione della qualità del lavoro in altri ambiti, la qualità della didattica dipende, oltre che dalle competenze certificabili degli insegnanti, da fattori motivazionali e cognitivi/caratteriali di difficile rilevazione e che hanno un ruolo diverso a seconda del tipo di disciplina e del livello di istruzione considerati.

La banca dati ALMALAUREA offre, a questo scopo, un’ampia documentazione sul profilo dei laureati che hanno optato per l’attività di insegnamento a 1, 3 e 5 anni alla laurea, rappresentativi dell’universo nazionale.

Il rapporto propone sia l’analisi descrittiva dei dati di sintesi sulle caratteristiche dei collettivi esaminati sia alcune elaborazioni di approfondimento volte a identificare in termini più puntuali il collettivo dei laureati-insegnanti a confronto con gli altri laureati. L’ipotesi comportamentale sulla quale si basano tali elaborazioni è che le scelte formative e occupazionali, oltre ad essere condizionate dal background socioculturale degli individui, siano indirizzate da motivazioni e aspettative economiche e socio-culturali. Sulla base di tali ipotesi, l’approfondimento proposto è volto a caratterizzare i tratti distintivi dei diversi collettivi di laureati-insegnanti, opportunamente selezionati in modo che risultino omogenei rispetto ai percorsi formativi compiuti e, quindi, alle chances occupazionali.

 

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