Note Metodologiche

  1. Fonti

Le variabili utilizzate provengono dalle seguenti fonti:

  • fonti amministrative: sono informazioni degli archivi amministrativi delle università coinvolte nell’indagine, tranne che per le variabili residenza (il dato amministrativo è sostituito dall’informazione contenuta nel questionario AlmaLaurea, quando questa è disponibile). Tra le variabili considerate ci sono il genere, la data di nascita, il corso e la facoltà frequentata, la data ed il voto di laurea, la regolarità e la durata degli studi;

  • indagine condizione occupazionale: comprende tutte le informazioni relative alla condizione dei laureati rilevata ad uno, tre e cinque anni dal termine degli studi.

  1. Atenei aderenti all’indagine 2005

L’ottava indagine sulla condizione occupazionale dei laureati ha compreso per la prima volta coloro che hanno concluso gli studi con una laurea di primo livello. La popolazione esaminata si articola pertanto nelle due componenti pre e post-riforma, aumentando inevitabilmente il grado di complessità delle analisi che verranno compiute.

La rilevazione si è svolta, attraverso metodologia CATI, tra settembre e novembre 2005[1], contattando tutti i laureati delle sessioni estive 2004, 2002 e 2000, intervistati rispettivamente a uno, tre e cinque anni dalla laurea: si tratta in totale di oltre 75mila laureati (cfr. Tavola 1).

Tavola 1 – Laureati degli Atenei aderenti all’indagine 2005


Gli atenei aderenti alla VIII indagine sono nel complesso 36[2], dei quali 26 coinvolti anche nell’indagine a tre anni dal conseguimento del titolo e 22 in quella a cinque anni.

I laureati della sessione estiva del 2002 sono già stati coinvolti nell’analoga indagine 2003, compiuta ad un anno dal conseguimento del titolo. I laureati della sessione estiva del 2000, invece, sono stati contattati altre due volte: nel 2001 ad un anno dalla laurea, e nel 2003 a tre anni. Parte delle informazioni raccolte durante queste precedenti rilevazioni sono state utilizzate per evidenziare l’evoluzione di alcuni fenomeni legati all’inserimento nel mondo del lavoro (condizione occupazionale, contratto di lavoro, efficacia della laurea, guadagno mensile netto, tra gli altri), riportate, con interessanti confronti trasversali e longitudinali, nei grafici.

Le elaborazioni relative al complesso dei laureati AlmaLaurea non sono state interessate dalla procedura di "riproporzionamento”, utilizzate invece per il materiale presentato in occasione del convegno annuale di AlmaLaurea.

  1. Convenzioni e avvertenze

3.1 Dati mancanti e mancate risposte

Per i dati amministrativi le informazioni sono generalmente complete, eccetto per la variabile durata degli studi, per la quale si rileva una piccola quota di “dati mancanti” nei collettivi del 2002 (4 laureati su 21.404) e del 2000 (123 su 14.839, pari allo 0,8%, praticamente tutti concentrati fra i laureati di Servizio sociale presso la facoltà di Scienze della Formazione di Trieste). Per il voto di laurea, l’unica altra variabile amministrativa utilizzata nel volume per cui si registrano dati mancanti, non è disponibile l’informazione solo per un laureato del 2004 e per uno del 2002.

Per ciò che riguarda l’indagine sulla condizione occupazionale, la sola variabile per la quale si rileva una quota di “mancate risposte” (ovvero di persone che decidono, pur partecipando alla rilevazione, di non rispondere ad un determinato quesito) di una certa consistenza è, come ci si poteva attendere, il guadagno mensile netto (4,3% per il complesso dei laureati a un anno, 4,5% a tre anni, 5% a cinque anni). Per tutte le altre variabili analizzate la quota di mancate risposte è molto contenuta.

Per migliorare la comprensione e la lettura delle tavole, le mancate risposte non sono riportate: per tale motivo la somma delle percentuali può essere in taluni casi inferiore a 100. L’unica eccezione è rappresentata dalla voce “iscrizione ad un corso di laurea specialistica” riportata nella sezione 3a delle tavole sui laureati post-riforma: in tal caso non è riportata, oltre alle mancate risposte, la quota di chi, dopo la laurea di primo livello, si è iscritto ad un altro corso triennale (pari al 2,3% per il complesso dei laureati).

3.2 Arrotondamenti

I valori percentuali sono approssimati alla prima cifra decimale: a causa di tale arrotondamento, la somma delle percentuali è talvolta diversa da 100 (salvo i casi in cui siano presenti “mancate risposte” – cfr. §3.1).

3.3 Segni convenzionali

Per evidenti motivi legati ad esigenze di uniformità e comparabilità tra Atenei, la rappresentazione dei grafici è sempre la medesima, indipendentemente dall’assenza di laureati entro determinati sottogruppi della popolazione; per tale motivo, è possibile che per alcuni grafici non siano riportate tutte le barre previste dallo schema generale, oppure che siano riportate nella legenda modalità di risposta cui non si accompagnano le relative percentuali.

Inoltre, nelle tabelle presentate, il trattino “-” viene utilizzato quando il fenomeno viene rilevato, ma i casi non si sono verificati, mentre il valore percentuale 0,0 indica che il fenomeno viene rilevato e si sono verificati dei casi, ma in percentuale inferiore allo 0,05.

Il simbolo “*” indica invece che le statistiche non sono calcolate perché riferite ad un collettivo poco numeroso (inferiore a 5 unità; cfr. §3.4).

Infine, il simbolo “n.p.”, riportato nelle tavole relative ai laureati post-riforma, indica che l’elaborazione non è riportata perché non pertinente con il collettivo esaminato.

3.4 Interpretazione dei risultati

Le tavole documentano nel dettaglio tutti i collettivi con almeno 5 laureati; pertanto, qualora il gruppo di riferimento abbia numerosità inferiore a 5 unità (cfr., a titolo di esempio, la tavola relativa ai laureati pre-riforma di Molise/Scienze mm.ff.nn., colonne a uno, tre e cinque anni), sono riportate le sole statistiche relative al numero dei laureati, numero degli intervistati e tasso di risposta alla rilevazione sulla condizione occupazionale; le restanti statistiche sono omesse, e segnalate dal simbolo “*”.

Nell’analizzare i risultati occorre comunque tenere conto della numerosità di ciascuna popolazione di riferimento: qualora il numero di laureati considerati sia limitato, infatti, è necessario osservare più di una cautela nell’interpretazione dei risultati.

Occorre inoltre prestare attenzione ad alcuni gruppi di laureati, caratterizzati da percorsi lavorativi e formativi particolari. Fra tutti spiccano per rilevanza e specificità i percorsi di studio ad alta formazione post-laurea, in cui per i laureati pre-riforma l’ingresso nel mercato del lavoro è ovviamente ritardato: Medicina, Giurisprudenza e alcuni corsi di Scienze mm.ff.nn. rappresentano gli esempi più classici.

Ma occorre anche tener conto che fra i laureati pre-riforma che risultano occupati ad un anno dall’acquisizione del titolo ben 26 su cento proseguono l’attività lavorativa intrapresa prima della laurea. Ciò avviene soprattutto per i laureati di Psicologia, Giurisprudenza e Scienze della Formazione, per i quali la quota di quanti proseguono l’attività lavorativa iniziata prima della laurea si eleva fino a superare il 40 per cento. Molto verosimilmente si tratta di un’area alimentata da studenti non più giovanissimi, dipendenti prevalentemente del settore pubblico che, con l’acquisizione del titolo, puntano non solo a migliorare la propria preparazione professionale ma ad ottenere anche avanzamenti di carriera.

Analoghe considerazioni emergono considerando i laureati post-riforma. In questa prima fase di applicazione della Riforma universitaria, infatti, una quota consistente di laureati, soprattutto di alcuni percorsi di studio, ha conseguito il titolo di primo livello essendo già in possesso di un precedente diploma universitario e frequentemente prosegue la medesima attività lavorativa svolta prima della laurea. Una situazione questa probabilmente transitoria, che naturalmente influenza le successive scelte post-laurea (iscriversi alla specialistica, lavorare o coniugare entrambe le attività). Dal momento che gli esiti occupazionali sono fortemente influenzati da questi aspetti, le tavole relative a ciascun ateneo riportano anche le elaborazioni per chi “lavora ed è iscritto alla specialistica”[3].

3.5 Considerazioni su alcuni atenei e su alcuni collettivi

Come è stato ricordato, l’Ateneo di Roma “La Sapienza” ha chiesto di anticipare al 2005 la rilevazione degli esiti occupazionali e formativi dei propri laureati post-riforma, prevista in realtà a partire dall’anno 2006.

L’Ateneo di Foggia, pur avendo aderito al Consorzio nel 2004, ha deciso di estendere l’indagine sulla condizione occupazionale anche ai propri laureati delle sessioni estive del 2002 e del 2000. Sostanzialmente, quindi, i laureati di questa sessione sono stati contattati per l’intervista a tre e cinque anni dal conseguimento del titolo, pur non avendo partecipato alle relative indagini a uno e tre anni dalla laurea. È per tale motivo che, nei grafici di Foggia non sono disponibili, per i laureati del 2002, i dati ad un anno dal conseguimento del titolo, e per quelli del 2000 i dati a uno e tre anni.

L’Ateneo di Milano–IULM, analogamente a quello di Foggia, ha deciso di estendere l’indagine ai propri laureati del 2002 e del 2000, pur avendo aderito ad AlmaLaurea dal 2002. Valgono, pertanto, le considerazioni esposte per l’Ateneo di Foggia.

Infine, dalla rilevazione sulla condizione occupazionale si è preferito escludere alcune categorie di laureati post-riforma che hanno ottenuto il titolo di studio universitario in seguito a convenzioni speciali. Si tratta dei lavoratori nel campo sanitario ai quali l’Università di Chieti-Pescara ha riconosciuto l’esperienza professionale ai fini della laurea di primo livello in una delle discipline sanitarie e dei membri delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate che hanno concluso uno dei corsi loro riservati dall’Ateneo di Modena e Reggio Emilia. Sono in tutto poco più di 250 laureati, che in generale non hanno frequentato la Facoltà e nella gran parte dei casi hanno un percorso post-laurea del tutto particolare.

3.6 Considerazioni su alcune facoltà

Si tenga presente che:

  • Interfacoltà comprende i laureati pre-riforma dei corsi in Scienze motorie di Catania per l’anno 2004; Scienze strategiche di Torino Università per l’anno 2004; Biotecnologie di Torino Università per gli anni 2004 e 2002[4]. Per i laureati post-riforma, invece, Interfacoltà comprende i laureati delle classi in Biotecnologie delle Università di Padova, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Siena e Torino; Scienze della Mediazione linguistica di Padova; Scienze del Servizio sociale di Roma La Sapienza; Ingegneria industriale di Genova; Scienze dei Beni culturali di Venezia Ca’ Foscari; Scienze della Comunicazione di Padova; Scienze politiche e delle Relazioni internazionali di Parma; Scienze dell’Economia e della Gestione aziendale di Roma–LUMSA; Scienze e Tecnologie farmaceutiche di Padova; Scienze geografiche di Torino; Scienze e Tecniche psicologiche di Trento; Scienze sociali per la Cooperazione, Sviluppo e la Pace di Roma La Sapienza; Scienze e Tecnologie zootecniche e delle Produzioni animali di Padova;

  • nel 2002, la facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Milano–IULM ha cambiato denominazione in Lingue, Letterature e Culture moderne. Per il complesso degli Atenei, le elaborazioni relative ai laureati pre-riforma di questa facoltà sono consultabili alla voce “Lingue e Letterature straniere”, mentre per i laureati post-riforma la facoltà “Lingue, Letterature e Culture moderne” rimane distinta. Nelle tavole relative ai laureati pre-riforma dell’Università di Milano-IULM il confronto a livello nazionale è effettuato rispetto alla facoltà di Lingue e Letterature straniere;

  • per il complesso degli Atenei e per le Università di Firenze e Salerno, nella facoltà di Scienze della Formazione sono compresi anche i laureati pre-riforma della facoltà di Magistero (ad esaurimento). Negli Atenei di Parma, Sassari e Siena la facoltà di Magistero non è più attiva, ma si è deciso di scorporarne i laureati per le loro particolari caratteristiche; in tal caso, il confronto a livello nazionale è effettuato rispetto alla facoltà di Scienze della Formazione;

  • alcune facoltà sono presenti in un solo ateneo: in tal caso l’interpretazione dei risultati, per il complesso degli atenei, esige più di una cautela (cfr. §6 per verificare la composizione per facoltà e ateneo di ciascun collettivo coinvolto nell’indagine).

Infine, accade raramente che non siano presenti laureati di una facoltà in un determinato anno (cfr., a titolo esemplificativo, la voce Architettura dell’Università di Catania, in corrispondenza della quale si rilevano solo 4 laureati pre-riforma nel 2004, 2 nel 2002 e nessuno nel 2000): in tal caso le relative elaborazioni non sono riportate.

  1. Particolari schemi di classificazione

4.1 Voto di laurea

Il voto di laurea è espresso in 110-imi, anche per la facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna: per il calcolo delle medie il voto “110 e lode” è posto uguale a 113.

4.2 Durata degli studi

È definita come differenza tra la data convenzionale del 5 novembre dell’anno di immatricolazione e la data di laurea.

4.3 Motivi dell’iscrizione alla laurea specialistica

L’elaborazione è riferita a tutti coloro che, dopo la laurea di primo livello, si sono iscritti alla specialistica, indipendentemente dal fatto che lo siano ancora ad un anno dal conseguimento del titolo triennale.

La modalità residuale “altro” comprende pochissimi casi (20 per il complesso dei laureati post-riforma) e raccoglie le risposte più varie, difficilmente riconducibili ad un’unica motivazione.

4.4 Motivi della non iscrizione alla laurea specialistica

Si tenga presente che:

  • “altro motivo”, comprende le modalità “il corso era a numero chiuso e non è rientrato tra gli ammessi”, “ha avuto dei problemi nel riconoscimento dei crediti formativi”, “per assolvere gli obblighi di leva”, “altro motivo”.

4.5 Canale utilizzato dai laureati per trovare lavoro

I molteplici metodi (le modalità di risposta previste sono ben 17) adottati dai laureati occupati per trovare l’attuale impiego sono stati aggregati in base all’analogia esistente tra le modalità e alla percentuale di risposte entro ciascuna classe. In particolare:

  • “annuncio su bacheche/giornali” comprende le modalità “inserendo i propri dati su siti Internet o in bacheche elettroniche”, “proponendosi con inserzioni sui giornali/bacheche non elettroniche”, “risposta ad offerte di lavoro pubblicate su bacheche elettroniche/Internet” e “risposta ad offerte di lavoro pubblicate sui giornali/bacheche non elettroniche”;

  • “prosecuzione stage/altra attività di formazione” comprende le modalità “prosecuzione di uno stage svolto prima della laurea o dell’attività svolta per la preparazione della tesi” e “prosecuzione di uno stage svolto dopo la laurea o di un’attività legata ad un master, una scuola di specializzazione o ad un’altra attività di formazione post-laurea”;

  • “altro canale” comprende le modalità “contatto con agenzie di lavoro interinale, società di selezione del personale o altre agenzie di collocamento specializzate”, “domande a provveditorati o presidi per insegnamento”, “iscrizione presso un ufficio pubblico di collocamento” e “altro motivo”.

4.6 Tipologia dell’attività lavorativa

Si tenga presente che:

  • “collaborazione”, comprende i contratti a progetto, quello di collaborazione coordinata e continuativa e quelli occasionali;

  • “altro contratto atipico” comprende i lavori socialmente utili/di pubblica utilità, i contratti rientranti in un piano di inserimento professionale, i contratti interinali, i contratti di associazione in partecipazione, i contratti intermittenti o a chiamata, i lavori “ripartiti”.

4.7 Posizione nella professione

Si tenga presente che:

  • “altra posizione dipendente” comprende le modalità “ricercatore”, “impiegato esecutivo”, “graduato o militare di carriera delle Forze Armate, Forze di Polizia o assimilati”, “capo operaio, operaio subalterno ed assimilati”, “apprendista”, “lavorante a domicilio per conto di imprese”, “socio di cooperativa alle dipendenze”;

  • “altra posizione autonoma” comprende le modalità “imprenditore”, “coadiuvante”, “socio di cooperativa autonomo” e “lavoratore con contratto di associazione in partecipazione”.

4.8 Guadagno mensile netto

La domanda relativa al guadagno mensile netto prevede numerose fasce, espresse in euro: “meno di €250”, “250-500”, “501-750”, “751-1.000”, “1.001-1.250”, “1.251-1.500”, “1.501-1.750”, “1.751-2.000”, “2.001-2.250”, “2.251-2.500”, “2.501-2.750”, “2.751-3.000”, “oltre €3.000”. Il guadagno mensile netto è stato calcolato escludendo le mancate risposte ed utilizzando il valore centrale della classe di guadagno (ad esempio, per la fascia “751-1.000” è stato considerato il valore puntuale 875,5); per la prima classe è stato considerato il valore puntuale 200 e per l’ultima il valore 3.250.

4.9 Ramo di attività economica

I ventidue rami di attività economica sono stati aggregati in base all’analogia esistente tra i settori e alla percentuale di risposte entro ciascuna modalità.

Si sottolinea inoltre che:

  • con la modalità “edilizia” si intende anche la costruzione, progettazione, installazione e manutenzione di fabbricati ed impianti;

  • con la modalità “chimica/energia” si intende anche petrolchimica, gas, acqua, estrazione mineraria;

  • “altra industria manifatturiera” comprende le modalità “stampa ed editoria”, “elettronica/elettrotecnica”, “manifattura varia” (ovvero produzione alimentare, tabacchi, tessile, abbigliamento, cuoio, calzature, legno, arredamento, carta, gomme, plastiche);

  • “commercio” comprende anche alberghi e altri pubblici esercizi;

  • “consulenze varie” comprende le modalità “consulenza legale, amministrativa, contabile” e “altre attività di consulenza e professionali”;

  • “altri servizi alle imprese” comprende anche la modalità “pubblicità, pubbliche relazioni”;

  • “altri servizi” comprende anche le modalità “servizi ricreativi, culturali e sportivi”, “altri servizi sociali, personali” e “altro ramo”.

  1. Definizioni utilizzate, indici ideati

5.1 Formazione post-laurea

Per ovvi motivi legati alle attività di formazione che è consentito seguire dopo il conseguimento del titolo di primo livello, nelle elaborazioni relative ai laureati post-riforma non sono considerate le attività “dottorato di ricerca” e “master universitario di secondo livello”[5]. Inoltre, non è considerata neppure la voce “altro corso di laurea”, presente invece per i laureati pre-riforma, perché tale argomento è sviluppato approfonditamente nella relativa sezione 3a “Formazione specialistica”.

Si tenga inoltre presente che la modalità “ha partecipato ad almeno un'attività di formazione” è calcolata in modo differente a seconda che l’analisi sia riferita ai laureati pre o post-riforma; in particolare, per i laureati pre-riforma concorrono alla formazione di tale quota anche coloro che si sono iscritti ad un altro corso di laurea. Iscritti che però, nel caso dei laureati post-riforma, non concorrono alla definizione di questa modalità, perché la prosecuzione della formazione attraverso l’iscrizione ad un corso di laurea è già trattata nella sezione 3a “Formazione specialistica”.

5.2 Condizione occupazionale

Nella classificazione utilizzata per i laureati di primo livello si è inteso dare particolare rilievo alle scelte lavorative e formative compiute dopo il conseguimento del titolo. Sono pertanto stati analizzati distintamente coloro che risultano impegnati esclusivamente in un’attività lavorativa, quanti si sono posti l’obiettivo di coniugare laurea specialistica e lavoro e coloro che si dedicano esclusivamente alla laurea specialistica. Così, la quota di occupati è data dalla somma di chi lavora e di chi lavora ed è iscritto alla specialistica. Analogamente per ottenere il totale di coloro che sono iscritti alla laurea specialistica occorre sommare chi lavora e studia e chi studia solamente.

Viste tali premesse, fra i laureati che non cercano lavoro sono compresi coloro che non hanno un impiego, non sono iscritti alla laurea specialistica e dichiarano di non cercare un lavoro. Analoghe considerazioni valgono per coloro che cercano.

5.3 Tasso di occupazione

Analogamente all’indagine Istat sulla condizione occupazionale dei laureati, nelle elaborazioni predisposte sono considerati “occupati” i laureati che dichiarano di svolgere un’attività lavorativa retribuita, purché non si tratti di un’attività di formazione (tirocinio, praticantato, dottorato, specializzazione): dalla definizione si deduce pertanto che il percepimento di un reddito è condizione necessaria ma non sufficiente per definire un laureato occupato.

Il “tasso di occupazione” riportato nella sezione 4 delle tavole, invece, si riferisce alla definizione utilizzata dall’Istat nell’indagine sulle Forze di lavoro (rilevazione continua). Secondo questa definizione (“meno restrittiva”) sono considerati occupati tutti coloro che dichiarano di svolgere un’attività, anche di formazione o non in regola, purché retribuita[6].

5.4 Tasso di disoccupazione

Il tasso di disoccupazione è stato calcolato seguendo l’impostazione utilizzata dall’ISTAT nell’ambito della rilevazione continua sulle Forze di Lavoro.

Il tasso di disoccupazione è ottenuto dal rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro. Le persone in cerca di occupazione (o disoccupati) sono tutti i non occupati di età compresa tra 15 e 74 anni che dichiarano di essere alla ricerca di un lavoro, di aver effettuato almeno un’azione di ricerca di lavoro “attiva” nelle quattro settimane precedenti l’intervista e di essere immediatamente disponibili (entro due settimane) ad accettare un lavoro, qualora venga loro offerto. A questi devono essere aggiunti coloro che dichiarano di aver già trovato un lavoro, che inizieranno però in futuro, ma sono comunque disposti ad accettare un nuovo lavoro entro due settimane, qualora venga loro offerto.

Le forze di lavoro sono date dalla somma delle persone in cerca di occupazione e degli occupati (sempre secondo la definizione Istat-Forze di Lavoro).

5.5 Tipo di laurea necessario per l’attività lavorativa

L’elaborazione è riferita ai soli laureati che dichiarano di svolgere un’attività lavorativa il cui titolo è richiesto per legge oppure non è richiesto ma di fatto necessario (cfr. “Richiesta del titolo per l'attività lavorativa”).

5.6 L’efficacia della laurea nel lavoro svolto

L’efficacia del titolo universitario, che ha il pregio di sintetizzare due aspetti importanti relativi all’utilità e alla spendibilità del titolo universitario nel mercato del lavoro, deriva dalla combinazione delle domande inerenti l’utilizzo delle competenze acquisite all’università e la necessità (formale e sostanziale) del titolo per l’attività lavorativa. Secondo la chiave interpretativa proposta nello schema sotto riportato, si possono distinguere cinque livelli di efficacia:

  • molto efficace, per gli occupati la cui laurea è richiesta per legge o di fatto necessaria, e che utilizzano le competenze universitarie in misura elevata;

  • efficace, per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge ma è comunque utile e che utilizzano le competenze acquisite in misura elevata, o il cui titolo è richiesto per legge e che utilizzano le competenze in misura ridotta;

  • abbastanza efficace, per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge, ma di fatto è necessaria oppure utile, e che utilizzano le competenze acquisite in misura ridotta;

  • poco efficace, per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge né utile in alcun senso e che utilizzano in misura ridotta le competenze acquisite, oppure il cui titolo non è richiesto ma utile e che non utilizzano assolutamente le competenze acquisite;

  • per nulla efficace, per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge né utile in alcun senso, e che non utilizzano assolutamente le competenze acquisite.

Sono esclusi da tale classificazione, oltre alle mancate risposte, alcune modalità “anomale”, difficilmente riconducibili ad una delle categorie sopra evidenziate: nella rilevazione ad un anno dalla laurea la modalità “non classificabile” corrisponde al 2,4% degli occupati (senza apprezzabili differenze tra laureati pre e post-riforma), in quella a tre anni al 2,5% e in quella a cinque all’1,8%.

 

Tavola 2 – Definizione dell’efficacia della laurea

Utilizzo competenze univers.

Utilità della laurea

 

Richiesta per legge

Neces-
saria

Utile

Non rich.
né utile

Non risp.

Elevato

ME

ME

E

NC

NC

Ridotto

E

AE

AE

PE

NC

Per niente

NC

NC

PE

NE

NC

Non risp.

NC

NC

NC

NC

NC

 

ME

Molto efficace

E

Efficace

AE

Abbastanza eff.

 

 

 

 

 

 

PE

Poco efficace

NE

Per nulla eff.

NC

Non classificabile

 

5.7 L’indice di qualità del lavoro svolto

L’indice di qualità del lavoro svolto è calcolato sul complesso degli occupati ed è ottenuto combinando quattro variabili relative a differenti aspetti dell’attività lavorativa svolta: il contratto di lavoro, il livello di utilizzo delle competenze acquisite durante gli studi, la necessità formale e sostanziale del titolo acquisito (questi ultimi due elementi compongono anche l’efficacia della laurea nel lavoro svolto) e la soddisfazione per diversi aspetti dell’attività (prospettive di guadagno, prospettive di carriera, acquisizione di professionalità, indipendenza o autonomia sul lavoro, tempo libero).

Per la costruzione dell’indice, calcolato solo per coloro che hanno risposto a tutte le domande necessarie per la sua costruzione (sono perciò stati esclusi 474 – pari al 2,4% dei 19.384 laureati occupati ad un anno dalla laurea, senza apprezzabili differenze tra laureati pre e post-riforma; 258 – pari al 2% dei 13.038 occupati a tre anni; 175 – pari all’1,7% dei 10.023 occupati a cinque anni), si è proceduto assegnando punteggi tra 0 e 5 alle singole modalità di risposta di ogni domanda.

Vista la diversa natura degli elementi considerati, taluni oggettivi e inconfutabili, come il contratto di lavoro, altri soggettivi e legati alla percezione individuale del laureato, come la soddisfazione, si sono attribuiti alle quattro variabili “pesi” differenti, la cui attendibilità e correttezza sono state valutate con l’ausilio di adeguati strumenti statistici e secondo il parere del Gruppo di Lavoro[7]. Peso massimo - pari a 4 - è attribuito al contratto di lavoro, cui seguono l’utilizzo delle competenze acquisite e la richiesta del titolo - peso 3 - e la soddisfazione per il lavoro svolto - peso 2.

L’indice di qualità è stato ottenuto come somma dei punteggi pesati, riproporzionato a 100 per una maggiore semplicità di lettura: esso pertanto varia nella scala 0-100.

5.8 Ricerca del lavoro

Si tenga presente che:

  • “intervistati che cercano lavoro” misura la quota di laureati che dichiara di essere alla ricerca di un lavoro, indipendentemente dalla loro condizione occupazionale;

  • “occupati che cercano lavoro” misura la percentuale, riferita al totale degli occupati, di chi si dichiara alla ricerca di un lavoro;

  • “non occupati che cercano lavoro”, analogamente, misura la percentuale, riferita al totale dei non occupati, di chi si dichiara alla ricerca di un lavoro;

  • “non occupati che cercano, impegnati in formazione/leva” misura la percentuale, riferita al totale dei non occupati che cercano un impiego, di chi si dichiara alla ricerca di un lavoro ma contemporaneamente è impegnato in un’attività di formazione o nel servizio di leva.

  1. Composizione delle facoltà per ateneo

Con l’obiettivo di agevolare l’interpretazione dei risultati è indicato di seguito in quali atenei è presente ciascuna facoltà rappresentata nelle tavole: tale composizione è riportata distintamente per ciascun collettivo coinvolto nell’indagine.

6.1 Laureati di primo livello della sessione estiva 2004

Agraria è presente negli Atenei di: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Foggia, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Perugia, Reggio Calabria, Sassari, Torino Università, Udine;

Architettura: Chieti-Pescara, Firenze, Genova, IUAV di Venezia, Parma, Reggio Calabria, Roma La Sapienza, Roma Tre, Torino Politecnico, Trieste.

Chimica industriale: Bologna.

Conservazione dei Beni culturali: Bologna.

Design e Arti: Bolzano, IUAV di Venezia.

Economia: Bari, Bologna, Bolzano, Calabria, Cassino, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Roma Tre, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Farmacia: Bari, Bologna, Calabria, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Salerno, Torino Università, Trieste.

Filosofia: Roma La Sapienza.

Giurisprudenza: Bari, Bologna, Catania, Catanzaro, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Piemonte Orientale, Reggio Calabria, Roma-LUMSA, Roma Tre, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Verona.

Ingegneria: Basilicata, Bologna, Calabria, Cassino, Catania, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Reggio Calabria, Roma La Sapienza, Roma Tre, Salerno, Siena, Torino Politecnico, Trento, Trieste, Udine.

Interfacoltà: Genova, Padova, Parma, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Roma-LUMSA, Siena, Torino Università, Trento, Venezia Ca' Foscari.

Lettere e Filosofia: Bari, Basilicata, Bologna, Calabria, Cassino, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Roma-LUMSA, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Lingue e Letterature straniere: Bari, Bologna, Chieti-Pescara, Genova, Salerno, Sassari, Torino Università, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Lingue, Letterature e Culture moderne: Milano-IULM.

Medicina e Chirurgia: Catanzaro, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Perugia, Roma La Sapienza, Siena, Torino Università, Trieste, Udine.

Medicina veterinaria: Bari, Bologna, Padova, Perugia, Torino Università, Udine.

Pianificazione del Territorio: IUAV di Venezia.

Psicologia: Bologna, Chieti-Pescara, Firenze, Padova, Roma La Sapienza, Torino Università, Trieste.

Scienze biotecnologiche: Bari.

Scienze del Benessere: Molise.

Scienze della Com. e dell'Economia: Modena e Reggio Emilia.

Scienze della Comunicazione: Roma La Sapienza.

Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo: Milano-IULM.

Scienze della Formazione: Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Messina, Padova, Perugia, Roma-LUMSA, Roma Tre, Salerno, Torino Università, Trieste, Udine, Verona.

Scienze dell'Educazione motoria: Chieti-Pescara.

Scienze e Tecnologie informatiche: Bolzano.

Scienze manageriali: Chieti-Pescara.

Scienze mm.ff.nn.: Bari, Basilicata, Bologna, Calabria, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Scienze motorie: Bologna, Cassino, Verona.

Scienze politiche: Bari, Bologna, Calabria, Catania, Firenze, Genova, Messina, Padova, Perugia, Piemonte Orientale, Roma Tre, Sassari, Siena, Torino Università, Trieste.

Scienze sociali: Chieti-Pescara.

Scienze statistiche: Bologna, Messina, Padova, Roma La Sapienza.

Scienze umane e sociali: Molise.

Scienze umanistiche: Roma La Sapienza.

Scuola sup. Lingue moderne per Interpreti e Traduttori: Bologna, Trieste.

Sociologia: Roma La Sapienza, Trento.

Studi orientali: Roma La Sapienza.

6.2 Laureati pre-riforma della sessione estiva 2004

Agraria è presente negli Atenei di: Bari, Basilicata, Bologna, Catania, Firenze, Foggia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Reggio Calabria, Sassari, Torino Università, Udine.

Architettura: Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, IUAV di Venezia, Reggio Calabria, Roma Tre, Torino Politecnico, Trieste.

Chimica industriale: Bologna.

Conservazione dei Beni culturali: Bologna.

Economia: Bari, Bologna, Bolzano, Calabria, Cassino, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Farmacia: Bari, Bologna, Calabria, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trieste.

Giurisprudenza: Bari, Bologna, Cassino, Catania, Catanzaro, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Reggio Calabria, Roma-LUMSA, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Verona.

Ingegneria: Basilicata, Bologna, Calabria, Cassino, Catania, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Reggio Calabria, Roma Tre, Salerno, Siena, Torino Politecnico, Trento, Trieste, Udine.

Interfacoltà: Catania, Torino Università (nella distinzione Biotecnologie e Scienze strategiche).

Lettere e Filosofia: Bari, Basilicata, Bologna, Calabria, Cassino, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma-LUMSA, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Lingue e Letterature straniere: Bari, Bologna, Catania, Chieti-Pescara, Genova, Milano-IULM, Salerno, Sassari, Torino Università, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Medicina e Chirurgia: Bari, Bologna, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Sassari, Siena, Torino Università, Trieste, Udine, Verona.

Medicina veterinaria: Bari, Bologna, Messina, Padova, Parma, Perugia, Sassari, Torino Università, Udine.

Pianificazione del Territorio: IUAV di Venezia.

Psicologia: Bologna, Chieti-Pescara, Firenze, Padova, Torino Università, Trieste.

Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo: Milano-IULM.

Scienze della Formazione (in alcuni atenei alla voce Magistero): Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Perugia, Roma-LUMSA, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trieste, Udine, Verona.

Scienze mm.ff.nn.: Bari, Basilicata, Bologna, Calabria, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca' Foscari, Verona.

Scienze motorie: Bologna.

Scienze politiche: Bari, Bologna, Calabria, Catania, Firenze, Genova, Messina, Padova, Perugia, Piemonte Orientale, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Università, Trieste.

Scienze statistiche: Bologna, Messina, Padova.

Scienze umane e sociali: Molise.

Scuola sup. Lingue moderne per Interpreti e Traduttori: Bologna, Trieste.

Sociologia: Trento.

6.3 Laureati pre-riforma della sessione estiva 2002

Agraria è presente negli Atenei di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Foggia, Molise, Padova, Parma, Sassari, Torino Università, Udine.

Architettura: Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, IUAV di Venezia, Torino Politecnico.

Chimica industriale: Bologna.

Conservazione dei Beni culturali: Bologna.

Economia: Bari, Bologna, Cassino, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Piemonte Orientale, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine.

Farmacia: Bari, Bologna, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Piemonte Orientale, Sassari, Siena, Torino Università, Trieste.

Giurisprudenza: Bari, Bologna, Cassino, Catania, Catanzaro, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Piemonte Orientale, Roma-LUMSA, Sassari, Siena, Torino Università, Trento, Trieste.

Ingegneria: Bologna, Cassino, Catania, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Parma, Siena, Torino Politecnico, Trento, Trieste, Udine.

Lettere e Filosofia: Bologna, Cassino, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Parma, Piemonte Orientale, Roma-LUMSA, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine.

Lingue e Letterature straniere: Bologna, Catania, Chieti-Pescara, Genova, Milano-IULM, Udine.

Medicina e Chirurgia: Bologna, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Parma, Piemonte Orientale, Siena, Torino Università, Trieste, Udine.

Medicina veterinaria: Bologna, Messina, Parma, Torino Università, Udine.

Psicologia: Bologna, Torino Università, Trieste.

Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo: Milano-IULM.

Scienze della Formazione (in alcuni atenei alla voce Magistero): Bologna, Catania, Firenze, Genova, Messina, Parma, Roma-LUMSA, Torino Università, Trieste.

Scienze mm.ff.nn.: Bologna, Catania, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Parma, Piemonte Orientale, Siena, Torino Università, Trento, Trieste, Udine.

Scienze motorie: Bologna.

Scienze politiche: Bologna, Catania, Firenze, Genova, Messina, Piemonte Orientale, Siena, Torino Università, Trieste.

Scienze statistiche: Bologna, Messina.

Scuola sup. Lingue moderne per Interpreti e Traduttori: Bologna, Trieste.

Sociologia: Trento.

[1] Per maggiore uniformità e comparabilità dei dati, la data di riferimento, per chi è stato intervistato dopo il 30 settembre 2005, è stata fissata al 1° ottobre 2005; in altre parole, si è chiesto ai laureati di far riferimento alla loro situazione occupazionale alla data del 1° ottobre 2005.

 

[2] L’Ateneo di Roma La Sapienza, la cui rilevazione era prevista per l’anno 2006, ha chiesto di anticipare in questa rilevazione l’analisi degli esiti occupazionali dei laureati 2004 di primo livello. Cfr. § 3.4.

 

[3] Il numero ancora contenuto di laureati post-riforma ha suggerito di non riportare tale disaggregazione anche a livello di ateneo e facoltà.

 

[4] Sulla base della documentazione fornita dall’Ateneo, i 12 laureati di Biotecnologie della sessione estiva del 2000 sono invece ripartiti tra le facoltà di Agraria, Medicina e Chirurgia, Scienze mm.ff.nn.

 

[5] In realtà vi sono alcuni laureati che, già ad un anno dal conseguimento del titolo di primo livello, hanno terminato la laurea specialistica e quindi potrebbero iscriversi ad un dottorato di ricerca o ad un master di secondo livello. Il numero molto ridotto (45 laureati in complesso) ha però suggerito di non considerare tali attività di formazione.

 

[6] Per dettagli, cfr. Istat, Forze di lavoro. Media 2004, 2006.

 

[7] Al fine di approfondire i temi correlati a questa indagine, AlmaLaurea ha promosso la costituzione di un Gruppo di Lavoro, che si riunisce periodicamente ed i cui componenti sono nominati dagli Atenei stessi.

 


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