Note Metodologiche

1. Fonti dei dati

Le variabili utilizzate provengono dalle seguenti fonti:

  • fonti amministrative: sono informazioni provenienti dagli archivi amministrativi delle università coinvolte nell'indagine, tranne che per la variabile residenza (il dato amministrativo è sostituito dall'informazione contenuta nel questionario AlmaLaurea, quando questa è disponibile). Tra le variabili considerate ci sono il genere, la data di nascita, le informazioni relative al corso di studio frequentato, la data ed il voto di laurea, la regolarità e la durata degli studi;

  • indagine condizione occupazionale: comprende tutte le informazioni relative alla condizione dei laureati rilevata ad uno, tre e cinque anni dal termine degli studi.

2. Metodologia di rilevazione

La X indagine sulla condizione occupazionale dei laureati ha riguardato tutti i laureati pre-riforma delle sessioni estive 2006, 2004 e 2002, intervistati rispettivamente a uno, tre e cinque anni dalla laurea.
La rilevazione si è svolta, attraverso metodologia CATI (Computer-Assisted Telephone Interview), tra settembre e novembre 2007 [1]

3. Atenei aderenti all'indagine 2007

Gli atenei aderenti alla X indagine sono nel complesso 45, dei quali 34 coinvolti anche nell'indagine a tre anni dal conseguimento del titolo e 25 in quella a cinque anni.

I laureati pre-riforma della sessione estiva del 2004 sono già stati coinvolti nell'analoga indagine 2005, compiuta ad un anno dal conseguimento del titolo. I laureati della sessione estiva del 2002, invece, sono stati contattati altre due volte: nel 2003 ad un anno dalla laurea, e nel 2005 a tre anni.

Viste le finalità delle tavole per ateneo predisposte (garantire a ciascuna università consorziata un'ampia documentazione disaggregabile per facoltà, gruppo disciplinare, …), i dati non sono stati interessati dalla procedura di "riproporzionamento", utilizzata invece per il materiale presentato in occasione del convegno annuale di ALMALAUREA. In quest'ultimo caso, infatti, il riproporzionamento è fondamentale per garantire stime rappresentative dei laureati italiani.

4. Disponibilità della documentazione

La documentazione predisposta può essere esaminata operando una scelta in ciascuna delle tre sezioni che compongono la maschera di consultazione: selezionata la rilevazione di interesse sulla base dell'anno di indagine e anni dalla laurea, è possibile selezionare determinati sottogruppi di popolazione, circoscrivendo così l'analisi ad un collettivo ben definito; infine è possibile comparare gruppi di laureati attraverso un'analisi impostata su una specifica variabile di confronto.

Variabili di selezione disponibili

È possibile selezionare l'indagine di interesse sulla base dell'anno di indagine e anni dalla laurea (uno, tre, cinque).

Variabili di selezione del collettivo

Le variabili di selezione disponibili sono: ateneo, facoltà, gruppo disciplinare.

Variabili di confronto

Le variabili di confronto disponibili sono: ateneo, facoltà, gruppo disciplinare, genere, condizione occupazionale alla laurea, lavoro a tempo pieno/part-time. Le ultime tre variabili sono selezionabili solo come variabili di confronto e non come variabili di selezione. Nel confronto per anni dalla laurea accade raramente che, operando una selezione, non siano presenti laureati in un determinato anno (cfr., a titolo esemplificativo, la voce Scienze Umane e sociali dell'Università del Molise, in corrispondenza della quale si rilevano solo 17 laureati nel 2006, 10 laureati nel 2004 e nessuno nel 2002). In tal caso le relative elaborazioni non sono riportate.

5. Convenzioni e avvertenze

Dati mancanti e mancate risposte

Per i dati amministrativi le informazioni sono generalmente complete, eccetto per la variabile voto di laurea (1 solo dato mancante nel collettivo dei laureati del 2004 e 1 per i laureati del 2002) e durata degli studi (l'informazione non è disponibile solo per 4 laureati del 2002).

Per ciò che riguarda l'indagine sulla condizione occupazionale, la sola variabile per la quale si rileva una quota di "mancate risposte" (ovvero di persone che decidono, pur partecipando alla rilevazione, di non rispondere ad un determinato quesito) di una certa consistenza è, come ci si poteva attendere, il guadagno mensile netto (3,5% per i laureati ad un anno; 3,2% a tre anni; 3,9% a cinque anni). Per tutte le altre variabili analizzate la quota di mancate risposte è ancora più contenuta.

Per migliorare la comprensione e la lettura delle tavole, le mancate risposte non sono riportate: per tale motivo la somma delle percentuali può essere in taluni casi inferiore a 100.

Una quota di dati mancanti è presente per le variabili di confronto: condizione occupazionale alla laurea e lavoro a tempo pieno/part-time. Per migliorare la lettura delle tavole tale quota non è mai riportata, pur essendo compresa nel relativo totale "collettivo selezionato".

Arrotondamenti

I valori percentuali sono approssimati alla prima cifra decimale: a causa di tale arrotondamento, la somma delle percentuali è talvolta diversa da 100. Esulano naturalmente da tali considerazioni i casi in cui sono presenti "mancate risposte" (cfr. §5).

Segni convenzionali

Nelle tavole predisposte, il trattino "-" viene utilizzato quando il fenomeno viene rilevato, ma i casi non si sono verificati, mentre il valore percentuale 0,0 indica che il fenomeno viene rilevato e si sono verificati dei casi, ma in percentuale inferiore allo 0,05.

Il simbolo "*" indica invece che le statistiche non sono calcolate perché riferite ad un collettivo poco numeroso (inferiore a 5 unità; cfr. §5).

Cautele nell'interpretazione dei risultati

Le tavole documentano nel dettaglio tutti i collettivi con almeno 5 laureati; pertanto, qualora il gruppo di riferimento abbia numerosità inferiore a 5 unità, sono riportate le sole statistiche relative al numero dei laureati, numero degli intervistati e tasso di risposta alla rilevazione sulla condizione occupazionale; le restanti statistiche sono omesse, e segnalate dal simbolo "*".

Nell'analizzare i risultati occorre comunque tenere conto della numerosità di ciascuna popolazione di riferimento: qualora il numero di laureati considerati sia limitato, infatti, è necessario osservare più di una cautela nell'interpretazione dei risultati.

Occorre inoltre prestare attenzione ad alcuni gruppi di laureati, caratterizzati da percorsi lavorativi e formativi particolari. Fra tutti spiccano per rilevanza e specificità i percorsi di studio ad alta formazione post-laurea, in cui per i laureati pre-riforma l'ingresso nel mercato del lavoro è ovviamente ritardato: Medicina e Giurisprudenza rappresentano gli esempi più classici.

Ma occorre anche tener conto di altre variabili, come la condizione occupazionale al momento della laurea, che incide significativamente sulle chance occupazionali e sulle caratteristiche del lavoro svolto: coloro che lavorano al momento della laurea risultano generalmente più agevolati nell'inserimento nel mercato del lavoro, verosimilmente perché hanno già maturato l'esperienza necessaria ad ottenere un lavoro, tra l'altro in generale con caratteristiche migliori. È naturale che coloro che proseguono il medesimo lavoro dopo la laurea si trovano, in particolare ad un anno dal conseguimento del titolo, ancor più favoriti, soprattutto per ciò che riguarda stabilità lavorativa e retribuzioni.

Considerazioni su alcune facoltà

Si tenga presente che alcune facoltà sono presenti in un solo ateneo: in tal caso l'interpretazione dei risultati, per il complesso degli atenei, esige più di una cautela.

Infine, accade raramente che non siano presenti laureati di una facoltà in un determinato anno (cfr., a titolo esemplificativo, la voce Architettura dell'Università di Bologna, in corrispondenza della quale si rilevano solo 21 laureati pre-riforma nel 2006, e nessuno nel 2004 e nel 2002): in tal caso le relative elaborazioni non sono riportate.

6. Definizioni utilizzate, indici ideati

Condizione occupazione e tasso di occupazione

Analogamente all'indagine ISTAT sulla condizione occupazionale dei laureati, nelle elaborazioni predisposte sono considerati "occupati" i laureati che dichiarano di svolgere un'attività lavorativa retribuita, purché non si tratti di un'attività di formazione (tirocinio, praticantato, dottorato, specializzazione): dalla definizione si deduce pertanto che il percepimento di un reddito è condizione necessaria ma non sufficiente per definire un laureato occupato.

Il "tasso di occupazione (def. ISTAT - Forze di lavoro)", invece, ottenuto dal rapporto tra gli occupati e gli intervistati, si riferisce alla definizione utilizzata dall'ISTAT nell'indagine sulle Forze di lavoro (rilevazione continua). Secondo questa definizione ("meno restrittiva") sono considerati occupati tutti coloro che dichiarano di svolgere un'attività, anche di formazione, purché retribuita [2].

Tasso di disoccupazione

Il tasso di disoccupazione è stato calcolato seguendo l'impostazione utilizzata dall'ISTAT nell'ambito della rilevazione continua sulle Forze di Lavoro.

Il tasso di disoccupazione è ottenuto dal rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro. Le persone in cerca di occupazione (o disoccupati) sono tutti i non occupati che dichiarano di essere alla ricerca di un lavoro, di aver effettuato almeno un'azione di ricerca di lavoro “attiva” nei 30 giorni precedenti l'intervista e di essere immediatamente disponibili (entro due settimane) ad accettare un lavoro, qualora venga loro offerto. A questi devono essere aggiunti coloro che dichiarano di aver già trovato un lavoro, che inizieranno però in futuro, ma sono comunque disposti ad accettare un nuovo lavoro entro due settimane, qualora venga loro offerto (anticipando di fatto l'inizio dell'attività lavorativa).

Le forze di lavoro sono date dalla somma delle persone in cerca di occupazione e degli occupati (sempre secondo la definizione ISTAT-Forze di Lavoro).

Quota che non lavora, non cerca ma è impegnata in un corso universitario/praticantato

Per fornire alle università aderenti gli strumenti per ottemperare ai "requisiti di trasparenza" richiamati nell'art. 2 del già citato D.M. 31 ottobre 2007, n. 544, nelle tavole è stata prevista l'informazione relativa alla percentuale di laureati che non lavorano e non cercano lavoro perché proseguono gli studi (con un altro corso universitario o con un tirocinio/praticantato obbligatorio per accedere alla professione). In particolare, nella definizione applicata rientrano tutti coloro che risultano impegnati in tirocini o praticantati, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, master universitari (di primo o secondo livello), altri corsi di laurea.

Efficacia della laurea nel lavoro svolto

L'efficacia del titolo universitario, che ha il pregio di sintetizzare due aspetti importanti relativi all'utilità e alla spendibilità del titolo universitario nel mercato del lavoro, deriva dalla combinazione delle domande inerenti l'utilizzo delle competenze acquisite all'università e la necessità (formale e sostanziale) del titolo per l'attività lavorativa. Secondo la chiave interpretativa proposta nello schema sotto riportato, si possono distinguere cinque livelli di efficacia:

  • "molto efficace", per gli occupati la cui laurea è richiesta per legge o di fatto necessaria, e che utilizzano le competenze universitarie in misura elevata;

  • "efficace", per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge ma è comunque utile e che utilizzano le competenze acquisite in misura elevata, o il cui titolo è richiesto per legge e che utilizzano le competenze in misura ridotta;

  • "abbastanza efficace", per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge, ma di fatto è necessaria oppure utile, e che utilizzano le competenze acquisite in misura ridotta;

  • "poco efficace", per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge né utile in alcun senso e che utilizzano in misura ridotta le competenze acquisite, oppure il cui titolo non è richiesto ma utile e che non utilizzano assolutamente le competenze acquisite;

  • "per nulla efficace", per gli occupati la cui laurea non è richiesta per legge né utile in alcun senso, e che non utilizzano assolutamente le competenze acquisite.

Sono esclusi da tale classificazione, oltre alle mancate risposte, alcune modalità "anomale", difficilmente riconducibili ad una delle categorie sopra evidenziate: nella rilevazione ad un anno dalla laurea la modalità "non classificabile" corrisponde al 2,2% degli occupati, in quella a tre anni al 2,4% e in quella a cinque al 2,2%. 

Tavola 1 – Definizione dell'efficacia della laurea

 


Utilizzo competenze universitarie

Utilità della laurea

Richiesta per legge

Neces-
saria

Utile

Non rich.
né utile

Non risp.

Elevato

ME

ME

E

NC

NC

Ridotto

E

AE

AE

PE

NC

Per niente

NC

NC

PE

NE

NC

Non risp.

NC

NC

NC

NC

NC

 


ME

Molto efficace

E

Efficace

AE

Abbastanza eff.

 

PE

Poco efficace

NE

Per nulla eff.

NC

Non classificabile

 

7. Considerazioni su alcune variabili e relative aggregazioni

Età alla laurea

Il calcolo dell'età media alla laurea tiene conto non solo del numero (intero) di anni compiuti, ma anche della data di nascita e della data di laurea.

Voto di laurea

Il voto di laurea è espresso in 110-mi anche per i laureati pre-riforma della facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna (dove il voto è assegnato in 100-mi). Per il calcolo delle medie il voto "110 e lode" è posto uguale a 113; per tale motivo il voto medio di laurea può essere talvolta maggiore di 110.

Durata degli studi

È definita come intervallo di tempo trascorso tra la data convenzionale del 5 novembre dell'anno di immatricolazione e la data di laurea.

Tempi di ingresso nel mercato del lavoro

I tempi di ingresso nel mercato del lavoro sono calcolati sui soli laureati che hanno iniziato l'attuale attività lavorativa dopo il conseguimento del titolo universitario; sono pertanto esclusi tutti coloro che proseguono il lavoro iniziato prima del termine degli studi. Il tempo trascorso dalla laurea all'inizio della ricerca del primo lavoro e il tempo dall'inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro sono calcolati escludendo ovviamente tutti coloro che dichiarano di non aver mai cercato un impiego.

Tipologia dell'attività lavorativa

Si tenga presente che:

  • "collaborazione/consulenza", comprende il contratto a progetto, la collaborazione coordinata e continuativa e quella occasionale, la prestazione d'opera (ed in particolare la consulenza professionale);

  • "altro contratto atipico" comprende il lavoro socialmente utile/di pubblica utilità, il contratto rientrante in un piano di inserimento professionale, il contratto interinale, il contratto di associazione in partecipazione, il contratto intermittente o a chiamata, il lavoro ripartito, il lavoro occasionale accessorio;

  • "totale stabile" rappresenta la somma delle modalità "autonomo" e "tempo indeterminato";

  • "totale atipico" rappresenta la somma delle modalità "tempo determinato", "collaborazione/consulenza", "altro contratto atipico".

Guadagno mensile netto

La domanda relativa al guadagno mensile netto prevede numerose fasce, espresse in euro: "fino a €250", "251-500", "501-750", "751-1.000", "1.001-1.250", "1.251-1.500", "1.501-1.750", "1.751-2.000", "2.001-2.250", "2.251-2.500", "2.501-2.750", "2.751-3.000", "oltre €3.000". Il guadagno mensile netto è stato calcolato escludendo le mancate risposte ed utilizzando il valore centrale della classe di guadagno (ad esempio, per la fascia “751-1.000” è stato considerato il valore puntuale 875,5); per la prima classe è stato considerato il valore puntuale 200 e per l'ultima il valore 3.250.

Ramo di attività economica

I ventidue rami di attività economica sono stati aggregati in base all'analogia esistente tra i settori e alla percentuale di risposte entro ciascuna modalità.

Si sottolinea inoltre che:

  • con la modalità "edilizia" si intende anche la "costruzione, progettazione, installazione e manutenzione di fabbricati ed impianti";

  • con la modalità "chimica/energia" si intende anche "petrolchimica, gas, acqua, estrazione mineraria";

  • "altra industria manifatturiera" comprende le modalità "stampa ed editoria", "elettronica/elettrotecnica", "manifattura varia" (ovvero produzione alimentare, tabacchi, tessile, abbigliamento, cuoio, calzature, legno, arredamento, carta, gomme, plastiche);

  • "commercio" comprende anche "alberghi e altri pubblici esercizi";

  • "consulenze varie" comprende le modalità "consulenza legale, amministrativa, contabile" e "altre attività di consulenza e professionali";

  • "altri servizi alle imprese" comprende anche la modalità "pubblicità, pubbliche relazioni";

  • "altri servizi" comprende le modalità "servizi ricreativi, culturali e sportivi", "altri servizi sociali, personali" .

Motivi della non ricerca di un lavoro

Si tenga presente che "in attesa di chiamata dal datore di lavoro" comprende in senso lato anche chi è in attesa di avviare un'attività in conto proprio.

 

 

1 Per maggiore uniformità e comparabilità dei dati, la data di riferimento, per chi è stato intervistato dopo il 30 settembre 2007, è stata fissata al 1° ottobre 2007; in altre parole, si è chiesto ai laureati di far riferimento alla loro situazione occupazionale alla data del 1° ottobre 2007.

 

 

2 Per dettagli, cfr. ISTAT, La nuova rilevazione sulle forze di lavoro, Roma, 2004.