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Home > Università > Profilo > Profilo dei laureati 2006 > Premessa Profilo dei Laureati 2006I laureati dell'università riformataIndice
La riforma degli ordinamenti didattici:
luci ed ombre a sei anni dall’avvio 2. I tipi di corso 3. Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all’università 4. Le discipline di studio 5. Il lavoro durante gli studi e la frequenza alle lezioni 6. La diffusione dei tirocini nei piani di studio 7. I laureati Socrates/Erasmus 8. La riuscita negli studi nell’università riformata 9. Le condizioni per la riuscita negli studi 10. I giudizi sull’esperienza universitaria 11. I servizi per gli studenti: Università, città, Diritto allo Studio 12. Le prospettive di studio 13. Le prospettive di lavoro 14. Le motivazioni nella scelta del corso di laurea 15. Gli adulti all’università 16. I laureati di cittadinanza estera Note metodologiche Il 41 per cento del totale dei laureati alla conclusione del corso di studi intende cercare lavoro. L’acquisizione di professionalità rimane l’elemento più importante nella ricerca del lavoro; cresce in modo significativo il bisogno di trovare un impiego che risponda ai propri interessi culturali. La coerenza con gli studi compiuti e la rispondenza ai propri interessi culturali sono ricercati in particolare da quattro tipologie di laureati: le donne, i laureati con una buona riuscita negli studi, coloro che intendono proseguire il percorso formativo e i laureati del gruppo medico. Nella ricerca del lavoro i laureati del Sud mostrano una più generale disponibilità, indicando più opzioni sia per quanto riguarda le aree aziendali, sia per le tipologie contrattuali, sia per le aree geografiche di lavoro. Ciò è probabilmente espressione delle difficoltà di cui soffre il mercato del lavoro meridionale. L’analisi delle prospettive di lavoro si propone di individuare quali siano i desideri e le aspettative dei neolaureati per quel che riguarda una molteplicità di fattori: gli aspetti che i laureati ritengono rilevanti nella ricerca del lavoro, le aree aziendali in cui i laureati preferirebbero lavorare, la disponibilità verso le possibili tipologie contrattuali, l’area geografica di lavoro preferita, la disponibilità ad effettuare trasferte di lavoro. In prima analisi bisogna considerare che non tutti i laureati, appena usciti dall’università, hanno intenzione di mettersi subito alla ricerca di un lavoro: nel 2006 sono il 41,3 per cento e tale percentuale cambia a seconda del percorso formativo che i laureati hanno concluso. Tra i laureati di primo livello, buona parte dei quali – come sappiamo – intende proseguire gli studi nel corso specialistico, solo 28 “puri” su 100 e 39 “ibridi” su 100 intendono cercare subito lavoro. Il divario tra “puri” e “ibridi” si accentua maggiormente analizzando i laureati specialistici a ciclo unico; la differenza è dovuta alla composizione per area disciplinare, poiché tra i “puri” non figurano ancora i medici, che dopo la laurea solitamente proseguono gli studi con la specializzazione (Graf. 13.1). I più intenzionati a trovare un lavoro sono i laureati specialistici (53,2 per cento) e i pre-riforma (56,5 per cento). Dal momento che non sono state evidenziate ulteriori differenze sia tra pre e post-riforma che tra “puri” e ibridi”, tale distinzione non verrà più presentata nelle analisi successive.
Graf.
13.1 – Percentuale di laureati che intendono mettersi
Sebbene chi intende mettersi alla ricerca del lavoro risponda riferendosi a prospettive di breve periodo, mentre chi intende proseguire gli studi ha un orizzonte di più lungo periodo, le risposte fornite dalla prima tipologia di laureati non si distaccano in modo significativo da quelle della seconda; si è scelto, quindi, di analizzare le prospettive di lavoro del totale dei laureati.
Tab.
13.1 – Aspetti decisamente rilevanti nella ricerca
Gli aspetti più importanti nella ricerca del lavoro continuano ad essere l’acquisizione di professionalità, la stabilità del posto di lavoro, le prospettive di carriera e di guadagno. Il confronto con il 2005 (Tab. 13.1) evidenzia un andamento delle scelte dei laureati in leggera crescita per tutti gli aspetti della ricerca del lavoro; tale crescita diviene significativa per l’aspetto della rispondenza agli interessi culturali, che registra un aumento di quasi 5 punti percentuali tra il 2005 e il 2006 e guadagna una posizione salendo al sesto posto nella graduatoria degli aspetti ritenuti più rilevanti dai laureati nella ricerca del lavoro. Per quanto riguarda le differenze di genere, le laureate, rispetto ai loro colleghi maschi, ritengono più importante nella ricerca del lavoro la stabilità del posto di lavoro, la coerenza con gli studi compiuti e la rispondenza ai propri interessi culturali, mentre i maschi cercano maggiormente un lavoro che dia loro possibilità di carriera (Graf. 13.2).
Graf.
13.2 – Aspetti decisamente rilevanti
L’analisi per area disciplinare (Graf. 13.3) non mostra differenze rilevanti, fatta eccezione per i laureati del gruppo medico (pre e post-riforma), che danno maggiore importanza ai seguenti aspetti: coerenza con gli studi, stabilità del posto di lavoro, indipendenza o autonomia, rispondenza ad interessi culturali e tempo libero.
Graf.
13.3 – Aspetti decisamente rilevanti nella ricerca
Graf.
13.4 – Aspetti decisamente rilevanti nella ricerca
Rispetto al totale dei laureati, coloro che conseguono il titolo con votazioni inferiori a 90 su 110 ritengono più importanti nella ricerca del lavoro le possibilità di guadagno, di carriera, l’indipendenza o l’autonomia, mentre chi si laurea con 110 e lode aspira maggiormente ad un lavoro che sia coerente con gli studi compiuti e che risponda ai propri interessi culturali (Graf. 13.4). Bisogna in questo caso tenere in considerazione che i laureati col massimo dei voti sono più numerosi in particolari gruppi disciplinari, quali il letterario, il medico (medicina e odontoiatria) e il geo-biologico. Inoltre si evidenzia che la coerenza del lavoro con gli studi compiuti è una caratteristica ritenuta molto importante anche da chi ha concluso gli studi in corso, da chi non ha avuto esperienze di lavoro nel corso degli studi e da chi dichiara di volere proseguire gli studi dopo la laurea. Le quattro aree aziendali preferite dai laureati 2006 sono ancora ricerca e sviluppo (49,1 per cento), risorse umane, selezione, formazione (46,5 per cento), organizzazione e pianificazione (44,1 per cento) e marketing, comunicazione e pubbliche relazioni (41,6 per cento), con ovvie differenze tra un’area disciplinare e l’altra. L’85 per cento dei laureati è disponibile a lavorare a tempo pieno, mentre poco più di un terzo con un part-time. Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, sono 85 su 100 i laureati che si dichiarano disponibili a lavorare con un contratto a tempo indeterminato e solo 30 su 100 con un contratto di consulenza o collaborazione; sale rispetto al 2005 la quota di chi si dichiara disponibile a contratti a tempo determinato (+5 punti percentuali). Le donne tendono ad esprimere maggiore preferenza per contratti di tipo part-time (42 su 100 contro 28 su 100 per i colleghi maschi) e per le forme contrattuali più precarie, mentre i maschi per il lavoro autonomo o in conto proprio (41 su 100 contro 32 per le femmine). Analizzando la disponibilità a lavorare nelle diverse aree geografiche, è interessante notare che più di un terzo dei laureati si dichiara aperto alla possibilità di lavorare in un Paese europeo (37,7 per cento) e più di un quarto in uno extraeuropeo (26,8 per cento). Per quanto riguarda la mobilità per motivi di lavoro sono i laureati maschi e i laureati residenti al Sud a dichiarare, più degli altri, la disponibilità ad effettuare trasferte ed eventualmente trasferimenti di residenza. Come per il 2005 continua a valere un’osservazione circa le differenze tra laureati del Nord e del Sud. I laureati del Meridione rispondono “decisamente sì” ad un maggior numero di domande sugli aspetti rilevanti nella ricerca del lavoro, sulle aree aziendali di interesse, sulle tipologie contrattuali e ancora sulla disponibilità a lavorare nelle diverse aree geografiche. Per fare un esempio, 26 laureati meridionali su 100 individuano almeno 4 diverse tipologie contrattuali con le quali sono decisamente disponibili a lavorare; questa percentuale si dimezza (13,6 per cento) per i laureati del Nord. Tale risultato mette in luce le maggiori difficoltà di cui soffre il mercato del lavoro del Mezzogiorno, che spinge i laureati meridionali ad attuare una ricerca del lavoro meno selettiva tenendosi aperte più possibilità. |
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