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Profilo dei Laureati 2006

I laureati dell'università riformata

Indice

La riforma degli ordinamenti didattici: luci ed ombre a sei anni dall’avvio
di Andrea Cammelli

1. L’indagine 2007
2. I tipi di corso
3. Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all’università
4. Le discipline di studio
5. Il lavoro durante gli studi e la frequenza alle lezioni
6. La diffusione dei tirocini nei piani di studio
7. I laureati Socrates/Erasmus
8. La riuscita negli studi nell’università riformata
9. Le condizioni per la riuscita negli studi
10. I giudizi sull’esperienza universitaria
11. I servizi per gli studenti: Università, città, Diritto allo Studio
12. Le prospettive di studio
13. Le prospettive di lavoro
14. Le motivazioni nella scelta del corso di laurea
15. Gli adulti all’università
16. I laureati di cittadinanza estera
Note metodologiche

2. I tipi di corso

Fra gli aspetti che occorre tenere in considerazione nel confrontare il vecchio e il nuovo sistema universitario, la riorganizzazione dell’offerta formativa apportata dalla riforma è uno dei più importanti. In particolare:

- alcune discipline (le lauree nelle professioni sanitarie) sono previste nel post-riforma ma non nel pre-riforma;

- medicina e chirurgia e gli altri corsi specialistici a ciclo unico non prevedono lauree post-riforma di primo livello.

Nell’analizzare lo stato di attuazione della riforma universitaria è utile distinguere fra i laureati post-riforma “puri” – cioè coloro che si sono immatricolati direttamente ad un corso dell’università riformata – dagli “ibridi” – gli ex studenti pre-riforma passati al nuovo ordinamento.


Nel 2001/02 – alcuni Atenei già nel 2000/01 – il sistema universitario italiano ha attivato i due livelli di laurea previsti dalla riforma (DM 509/99). Da allora (Graf. 2.1), di anno in anno i laureati post-riforma si stanno gradualmente sostituendo ai laureati del vecchio ordinamento, a cominciare – ovviamente – dai laureati post-riforma di primo livello (triennali).

Nel 2006, a cinque anni dall’applicazione della riforma e mentre le università si stanno preparando ad un’ulteriore riorganizzazione didattica, le lauree pre-riforma si sono ridotte al 35 per cento del totale, le lauree di primo livello hanno raggiunto all’incirca il 53 per cento e le lauree di secondo livello (o magistrali) il 12,3 per cento1.


Graf. 2.1 – Laureati per tipo di corso (%)


Nel secondo livello sono comprese sia le lauree specialistiche, spesso definite per semplicità con l’espressione “3 + 2”, sia le lauree specialistiche a ciclo unico, ossia i percorsi di studio coordinati a livello europeo (farmacia e farmacia industriale, medicina e chirurgia, medicina veterinaria, odontoiatria e protesi dentaria e – per una parte degli Atenei – architettura e ingegneria edile) per i quali la riforma non prevede i due livelli nei titoli di studio universitari. Nei corsi a ciclo unico, infatti, gli studenti si immatricolano direttamente ad un corso di 5 o 6 anni, così come avveniva per gli ordinamenti pre-riforma di queste stesse discipline. Nel 2006 i laureati specialistici a ciclo unico sono il 3,1 per cento del totale e i laureati specialistici il 9,2 per cento (Tab. 2.1).


Tab. 2.1 – Laureati di 2° livello per gruppo disciplinare
(valori assoluti)

LAUREE SPECIALISTICHE
A CICLO UNICO

LAUREE SPECIALISTICHE (“3 + 2”)

medico

medicina e chirurgia

odontoiatria e protesi dentaria

3.149

2.955

194

ingegneria

economico-statistico

politico-sociale

geo-biologico

psicologico

letterario

medico/professioni sanitarie

altri gruppi disciplinari

3.366

2.672

2.134

1.303

1.255

1.220

1.062

4.045

chimico-farmaceutico
(farmacia e farm. industriale)

1.366

architettura
(architettura e ingegneria edile)

737

agrario (medicina veterinaria)

498

TOTALE

5.750

(3,1%)

TOTALE

17.057

(9,2%)


Le quattro possibili tipologie di corso non sono presenti nei gruppi disciplinari in modo uniforme (Graf. 2.2). Alcune circostanze si spiegano facilmente. I laureati nelle professioni sanitarie (infermieri, ostetrici, terapisti della riabilitazione ...) sono presenti solo nel post-riforma, in quanto queste discipline sono diventate corsi di laurea solo in seguito al DM 509. Medicina, odontoiatria, farmacia (all’interno del gruppo chimico-farmaceutico), medicina veterinaria (nel gruppo agrario) e alcuni corsi del gruppo architettura, in quanto discipline a ciclo unico, non prevedono lauree di primo livello. Altre situazioni, a cominciare dal sottodimensionamento del gruppo giuridico e del gruppo insegnamento nel post-riforma, sono dovute ad altre ragioni, fra cui l’andamento della domanda e dell’offerta formativa negli anni precedenti, il numero – a volte elevato, a volte ridotto – degli studenti transitati da un corso pre-riforma a un corso post-riforma e i tempi di applicazione della riforma universitaria da parte degli Atenei.


Graf. 2.2 – Laureati per gruppo disciplinare e tipo di corso (%)


Il grafico 2.3 mostra ad esempio come la presenza dei laureati post-riforma varia a seconda dell’Ateneo, tendendo a ridursi man mano che ci si sposta dalle università del Nord a quelle del Sud.


Graf. 2.3 – Laureati per ripartizione geografica dell’Ateneo
e tipo di corso (%)


Come si è anticipato nel Cap. 1, i laureati post-riforma possono essere suddivisi in “puri” e “ibridi”. I “puri” sono i laureati che appartengono all’università riformata fin dalla prima immatricolazione, mentre gli “ibridi” sono gli studenti che hanno concluso un corso post-riforma con il contributo di crediti maturati in esperienze di studio pre-riforma2.

Fra i laureati triennali la presenza degli “ibridi” si sta ovviamente riducendo: erano oltre il 28 per cento nel 2005, ora sono meno del 20 per cento (Graf. 2.4). Sono invece “ibridi” gran parte dei laureati specialistici a ciclo unico, del resto, nel loro caso per essere “puri” è necessario essersi immatricolati nel 2001/02 e avere concluso gli studi nel 2006, circostanza possibile per le lauree quinquennali ma non per gli studenti di medicina e chirurgia, che ha una durata legale di 6 anni. Su 100 laureati specialistici, infine, 70 sono “puri” e 30 “ibridi”.


Graf. 2.4 – Laureati post-riforma “puri” e “ibridi”
per tipo di corso (%)



1 I laureati post–riforma di primo livello compaiono nelle rilevazioni del Profilo a partire dal 2003. In realtà i primissimi laureati triennali hanno concluso gli studi nel 2001 e nel 2002, ma non furono inclusi nel Profilo dei Laureati in considerazione della particolarità delle loro carriere di studio e del ridotto numero dei questionari compilati.

2 Poiché la distinzione fra “puri” e “ibridi” richiede anche alcune informazioni ricavate dai questionari (cfr. le Note metodologiche), si sono potuti classificare solo i laureati post-riforma che hanno compilato la scheda di rilevazione (l’85,8 per cento del totale).