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Home > Università > Profilo > Profilo dei laureati 2006 > Premessa Profilo dei Laureati 2006I laureati dell'università riformataIndice
La riforma degli ordinamenti didattici:
luci ed ombre a sei anni dall’avvio 2. I tipi di corso 3. Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all’università 4. Le discipline di studio 5. Il lavoro durante gli studi e la frequenza alle lezioni 6. La diffusione dei tirocini nei piani di studio 7. I laureati Socrates/Erasmus 8. La riuscita negli studi nell’università riformata 9. Le condizioni per la riuscita negli studi 10. I giudizi sull’esperienza universitaria 11. I servizi per gli studenti: Università, città, Diritto allo Studio 12. Le prospettive di studio 13. Le prospettive di lavoro 14. Le motivazioni nella scelta del corso di laurea 15. Gli adulti all’università 16. I laureati di cittadinanza estera Note metodologiche La percentuale complessiva dei laureati nelle aree disciplinari tecnico-scientifica è cresciuta fra il 2001 e il 2006, ma si tratta per lo più dell’effetto dell’introduzione della lauree nelle professioni sanitarie, assenti nell’università pre-riforma. E' diminuito il peso del gruppo giuridico, mentre è cresciuto quello del gruppo politico-sociale. Nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema universitario le caratterizzazioni dei gruppi disciplinari secondo il genere, il contesto socioeconomico familiare e i risultati scolastici preuniversitari sono rimaste sostanzialmente invariate. Nelle analisi presentate in questi capitoli si è preferito fare riferimento alla classificazione per gruppo disciplinare piuttosto che per facoltà. Infatti, mentre i laureati di una stessa classe di laurea (o di uno stesso corso, nel caso dei pre-riforma) possono far parte di facoltà diverse (in atenei diversi o in alcuni casi perfino nello stesso ateneo), la collocazione dei corsi di studio nei gruppi disciplinari è univoca: i laureati di una stessa classe/corso di laurea fanno parte tutti dello stesso gruppo. I gruppi disciplinari, inoltre, comprendono corsi o classi di laurea relativamente omogenei per contenuto formativo. Per maggiore chiarezza, il gruppo medico viene suddiviso qui in due sottogruppi: le lauree in medicina e odontoiatria, presenti nel pre-riforma e fra i corsi specialistici a ciclo unico, e le professioni sanitarie, introdotte dalla riforma e quindi assenti nel vecchio ordinamento. A prescindere dalla tipologia di corso (pre e post-riforma) il 62 per cento dei laureati 2006 appartiene a corsi dell’area delle scienze umane e sociali e il 38 per cento dell’area tecnico-scientifica. Rispetto al 2001, quando raccoglievano il 33 per cento dei laureati, i corsi tecnico-scientifici hanno incrementato la propria presenza, ma questo è effetto dell’introduzione delle lauree sanitarie (Tab. 4.1). Sono cresciuti il gruppo politico-sociale, il gruppo psicologico e – in misura meno marcata - ingegneria, si sono invece ridotti per ora il gruppo giuridico, economico-statistico e medicina e odontoiatria (del resto nel 2006 non vi possono ancora essere laureati in medicina e chirurgia “puri”).
Tab.4.1 – Laureati per gruppo disciplinare:
* Sia per il 2006 sia per il 2001 sono presi in considerazione i 41 Atenei coinvolti nel Profilo dei Laureati 2006. Il dato relativo al gruppo difesa e sicurezza (17 laureati nel 2006, assente nel 2001) non è riportato. Le professioni sanitarie sono diventate corsi di laurea solo in seguito alla riforma universitaria. Fonte (per l’anno 2001): MiUR – Ufficio di Statistica. Indagine sull’Istruzione Universitaria. Risultati in buona parte analoghi si ottengono mettendo a confronto la distribuzione dei laureati 2006 pre-riforma e post-riforma “puri” per gruppo disciplinare (Tab. 4.2).
Tab. 4.2 – Laureati per gruppo disciplinare:
*Le professioni sanitarie sono diventate corsi di laurea solo in seguito alla riforma universitaria. E' vero che questo raffronto, in cui si è preferito coinvolgere i soli “puri” piuttosto che comprendere gli “ibridi”, risente di più circostanze, poiché vi concorrono la dinamica delle immatricolazioni nel corso dello scorso decennio, la riorganizzazione didattica nell’università riformata e la velocità con cui i primi immatricolati post-riforma di ciascun gruppo disciplinare hanno portato a termine i corsi. In ogni caso, lo scenario che se ne ricava è certamente indicativo di come si sta evolvendo il capitale umano del nostro sistema universitario. Sospendendo le conclusioni a proposito dei quattro gruppi agrario, architettura, chimico-farmaceutico e medicina/odontoiatria, che sono meno presenti nel secondo livello ma dopo il 2006 saranno presto in grado di incrementare il numero dei rispettivi laureati “puri” a ciclo unico, si può rilevare la crescita dell’area tecnico-scientifica, dovuta in questo caso solo in parte alla introduzione delle lauree nelle professioni sanitarie. Anche i gruppi economico-statistico, politico-sociale e psicologico sono più presenti nel nuovo sistema che nel vecchio; all’opposto, i gruppi giuridico, insegnamento e letterario sono meno rappresentati fra i laureati post-riforma “puri” che fra i pre-riforma. Nell’università pre-riforma alcuni gruppi disciplinari si distinguevano in termini di caratteristiche degli studenti all’accesso agli studi universitari. Erano facilmente riconoscibili aree di studio a forte prevalenza femminile (gruppi letterario, linguistico, insegnamento e psicologico) o maschile (ingegneria), aree avvantaggiate per condizioni socio-economiche familiari (medicina e odontoiatria, gruppo giuridico) e aree meno favorite (insegnamento), aree con forte presenza di studenti provenienti dai licei (medicina e odontoiatria, giuridico, geo-biologico) o in possesso di elevati voti di diploma secondario superiore (ingegneria, scientifico e, nuovamente, medicina e odontoiatria). Queste tendenze, che per certi versi testimoniano l’esistenza di elementi di iniquità nell’intero sistema scolastico italiano, si manifestano inalterate anche fra i laureati “puri” del nuovo sistema universitario (Graff. 4.1 – 4.4). Graf.
4.1 – Percentuale di laureate, per gruppo disciplinare
Graf. 4.2 – Percentuale di laureati con almeno un genitore laureato, per gruppo disciplinare – confronto pre e post-riforma
Graf.
4.3 – Percentuale di laureati con diploma liceale,
Per quanto riguarda il voto di diploma conseguito al termine degli studi secondari superiori i laureati post-riforma “puri” hanno risultati complessivamente migliori rispetto ai laureati pre-riforma. Si tratta di un risultato, almeno in parte, congiunturale: i laureati “puri” del nuovo sistema universitario, in particolar modo gli studenti specialistici, rappresentano per ora una popolazione selezionata in termini di regolarità negli studi universitari. Conseguentemente tendono ad avere anche migliori risultati anche negli studi preuniversitari. In ogni caso i gruppi disciplinari caratterizzati da buone votazioni di diploma sono tendenzialmente gli stessi che nel pre-riforma (Graf. 4.4).
Graf.
4.4 – Percentuale di laureati con elevati voti di diploma
superiore
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