AlmaLaurea: XI Profilo dei laureati italiani

"Valutazione dei percorsi formativi nell'Università"A dieci anni dal processo di Bologna
I figli della riforma: analisi sui laureati triennali e specialistici
Una mappa a pelle di leopardo

sintesi di Andrea Cammelli

Fra i quasi 190.000 laureati AlmaLaurea del 2008, usciti da 49 università (che rappresentano i 2/3 dei laureati italiani), l’87 per cento ha concluso uno dei corsi di laurea avviati – dal 2001 – con la riforma universitaria. Fra questi laureati circa 110.000 hanno concluso un corso di primo livello e più di 50.000 hanno ultimato un corso di secondo livello (tra questi ultimi, 10.000 hanno conseguito una laurea specialistica a ciclo unico).
La conferma che non esiste “il profilo del laureato” come non esiste “il profilo della facoltà x e della facoltà y” ma più “profili” corrispondenti ad una pluralità di aspetti che vanno dalla famiglia di origine, all’area geografica di provenienza, dagli studi secondari compiuti alla facoltà di iscrizione, all’ampiezza dell’offerta formativa proposta, alla disponibilità delle necessarie attrezzature, al dinamismo del mercato del lavoro locale ecc., suggerisce di spingere l’analisi al di là del dato aggregato di sintesi. Si avrà modo così di apprezzare, pure nel contesto dell’identico impianto riformatore, l’estrema variabilità che caratterizza i diversi aspetti indagati e di riconoscere le offerte formative tradottesi in risultati eccellenti o comunque apprezzabili e quelle in evidente stato di sofferenza. La ricerca delle cause dei risultati disuguali, che in qualche caso possono essere intuite, non fanno parte degli obiettivi dell’indagine ma rinviano agli approfondimenti di ciascuna facoltà, gruppo di corso di laurea, ateneo.
Dunque una rappresentazione a macchia di leopardo, declinata più sul ruolo delle facoltà e dei gruppi di corsi di laurea che di ogni singolo ateneo e, in questa sintesi, riguardante i laureati di primo livello, quelli specialistici e specialisti a ciclo unico.