Università

AlmaLaurea nel mondo

Partito il progetto ISLAH, finanziato dalla Ue, per Marocco e Tunisia, Armenia, Bosnia, Montenegro, Croazia, Serbia. Coinvolte Banca mondiale, Commissione europea e Unione per il Mediterraneo.
04 Febbraio 2013

Valutare la qualità del sistema di istruzione superiore, grazie al monitoraggio delle performance di studio; valutare la coerenza fra la formazione acquisita e la condizione occupazionale dei laureati; favorire la democratizzazione dell’accesso dei giovani al mercato del lavoro grazie a una banca dati del capitale umano messa a disposizione di istituzioni, imprese e studi professionali in cerca di personale adeguatamente formato. E’ quanto sarà realizzato con il progetto europeo ISLAH (Instrument at Support of Labour Market and Higher Education) coordinato dal consorzio di università italiane AlmaLaurea e che coinvolgerà i Governi ed Università del Marocco e della Tunisia, con il sostegno della Commissione europea e l’accompagnamento dell’Unione per il mediterraneo e della Banca mondiale.

Il progetto é stato avviato nei giorni 12-14 marzo 2013 all’Università Ca’ Foscari di Venezia, in occasione del convegno internazionale Investire nei giovani: se non ora, quando?” e del successivo incontro (kick off). Ed è stata l’occasione di riunire i rappresentanti dei progetti di cooperazione approvati dall’Unione Europea, con le università del Marocco, Tunisia, Armenia, Serbia, Bosnia, Croazia, Montenegro. Dopo l’avvio lo scorso gennaio a Bologna della collaborazione con il mondo accademico, le autorità e il mondo imprenditoriale armeni, interessati a costituire per il proprio sistema universitario una banca dati dei laureati e un sistema di valutazione – vedi servizio e video - ecco dunque un altro importante appuntamento che sempre più porta il modello AlmaLaurea a diffondersi nel mondo.

Guarda il video del kick off con gli interventi dei partecipanti

Dopo il positivo esperimento avviato tre anni fa con alcune università marocchine (progetto GRINSA), il progetto, di durata triennale 2013-15, ha ottenuto il via libera e il finanziamento dell’Unione europea. Ora vede la partecipazione di sette università marocchine (Agadir, El Jadida, Fez, Marrakech, Meknès, Oujda, Tetouan-Tangeri) e di quattro tunisine (Gabes, Gafsa, Jendouba, Monastir), il sostegno e la partecipazione attiva dei Ministeri dell’Università e della Ricerca dei due paesi, del Ministero del Lavoro tunisino, la Confédération Marocaine des Entrepreneurs.

Il progetto ISLAH si propone di costituire due Osservatori Nazionali in Marocco e in Tunisia coadiuvati da una rete di osservatori locali. Gli osservatori avranno come finalità il monitoraggio del sistema di istruzione superiore, l’inserimento professionale dei giovani laureati, il dialogo con le imprese e la mobilità di lavoro. A livello transnazionale, gli osservatori, in collaborazione con AlmaLaurea, avranno la funzione di promuovere l’incontro tra domanda e offerta e la mobilità dei laureati oltre i confini nazionali e nel Mediterraneo.

“In presenza di mercati del lavoro caratterizzati da squilibri strutturali tra domanda e offerta,con giovani laureati in attesa di trovare un impiego e imprese che lamentano la mancanza di competenze specifiche particolarmente richieste sul mercato, promuovere l’occupabilità dei giovani, e nello specifico dei laureati, è senza dubbio tra le sfide più importanti per i paesi del Maghreb e per l’area Euro-Mediterranea nel suo insieme” commenta il professor Andrea Cammelli, fondatore e direttore di AlmaLaurea. Ciò è tanto più significativo in società così giovani come quelle dei paesi della sponda sud del Mediterraneo.

L’educazione nel Mediterraneo è uno dei settori più importanti su cui l’Unione per il Mediterraneo si sta concentrando perché il capitale umano è una delle risorse più importanti nella regione”, dichiara Younis Sharif, coordinatore dello sviluppo commerciale e della ricerca fondi dell’Unione per il Mediterraneo. “Noi stiamo attualmente valutando la possibilità di patrocinare uno dei progetti di AlmaLaurea nell’area mediterranea”.

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Per Michael Gaebel, dell’European University Association (Unità per le politiche dell’Alta Formazione) l’istruzione è una priorità per i Paesi europei. “AlmaLaurea è un modello possibile, da conoscere a fondo, c’è molto da imparare”.

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