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Le opportunità della green economy

È alla decima edizione il master di primo livello in “Gestione dello sviluppo locale nei parchi e nelle aree naturali” attivato dall’Università di Teramo. Lezioni itineranti per capire come combinare lavoro e natura. Iscrizioni entro il 20 marzo 2013.
21 Febbraio 2013

Il sistema delle aree naturali protette copre attualmente il 10% del territorio italiano, rivestendo un ruolo nevralgico per incrementare sia la qualità dell’ambiente sia la qualità della vita e creando un equilibrio ottimale tra attività antropiche ed ecosistemi naturali, in un’ottica di green economy e di sostenibilità. È in questo contesto che si inserisce il master di primo livello in “Gestione dello sviluppo locale nei parchi e nelle aree naturali” attivato dalle Facoltà di Medicina veterinaria, di Agraria e di Scienze politiche dell’Università di Teramo. Il corso vanta oramai 10 anni di esperienza formativa e punta, come sottolinea il coordinatore, il professor Pietro-Giorgio Tiscar, a “fornire quelle conoscenze con le quali un giovane neo-laureato possa operare attraverso la creazione di un’impresa volta allo sviluppo e alla tutela delle aree protette”.

Professor Tiscar, come nasce l’idea del corso?
“L’idea è nata dieci anni fa con l’intento di creare una sinergia tra l’offerta formativa universitaria, le competenze dell’Università di Teramo e lo stesso territorio abruzzese. In Abruzzo ci sono, infatti, tre parchi nazionali, un parco regionale, un’area marina protetta, numerose riserve regionali. C’è dunque una particolare vocazione della regione per la formazione di determinate competenze. Le esperienze didattiche principali provengono dalle Facoltà di Veterinaria, Agraria e di Scienze politiche. Le competenze che miriamo a formare, possono essere racchiuse in due ambiti privilegiati: quello degli operatori e consulenti di istituti o enti che agiscono nelle aree protette, e quello degli operatori economici che possano partecipare attivamente all’economia dei parchi naturali”.

Chi si può iscrivere al master?
“È un master di primo livello. Anche se le competenze organizzative sono mutuate principalmente da Veterinaria, Agraria e Scienze politiche, il corso è aperto a qualsiasi tipo di laurea. Bisogna tener presente che il nostro target non sono solo i ragazzi nati nelle aree protette, ma anche i giovani metropolitani. In un’area protetta, infatti, ci sono moltissime opportunità per creare nuove attività legate non solo alla produzione agroalimentare, ma anche ai servizi turistici, il tutto sviluppato all’interno di condizioni di vita di qualità. Inoltre, premi di studio verranno finanziati dall’Ordine degli architetti di Teramo, dalla Cna Balneatori, dal Parco del Cilento Vallo di Diano e dal Parco Sirente Velino”.

Com’è strutturato il master?
“La grande particolarità di questo master sta nel suo approccio itinerante. Il corso è costituito da 5 moduli, uno per ogni mese di didattica. In ogni mese si svolgerà una settimana di didattica in un’area protetta diversa: il Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga, a Pietracamela (Teramo), l’Area marina protetta Torre del Cerrano, a Pineto (Teramo), il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a Civitella Alfedena (L’Aquila) e il Parco nazionale Cilento Vallo di Diano, a Piaggine (Salerno). Anche quest’anno svolgeremo un modulo nel nord Italia al Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, a Paneveggio (Trento).

Cosa vi ha spinto a scegliere questo metodo didattico “itinerante”?
“Questo approccio fa sì che, per una settimana al mese, gli studenti vivano un’esperienza genuinamente legata al territorio e comprendano anche le modalità in cui si sviluppa un sistema economico posto all’interno di un’area protetta. Le lezioni si sviluppano sia mediante la didattica frontale, sia a distanza. Per quanto riguarda l’aspetto più pratico, sottoponiamo agli studenti dei casi di studio, sui quali cerchiamo di stimolare un dibattito attivo da parte loro. Inoltre proponiamo loro l’esecuzione di problemi connessi alla realizzazione di progetti europei, su cui sono specializzati molti docenti del corso. Organizziamo anche incontri con le istituzioni dei territori ed escursioni guidate. Alla fine di ogni modulo, gli studenti devono presentare un’idea progettuale che devono esporre, non solo davanti alla classe, ma anche davanti agli attori istituzionali del territorio cui il progetto si riferisce. Soggiornare nel territorio facilita queste dinamiche e dà il senso reale dei problemi e delle opportunità. Il periodo estivo è dedicato allo svolgimento dei tirocini (100 ore). Ogni studente può scegliere di svolgere questa esperienza lavorativa o in uno degli enti e delle aziende convenzionate con l’Università o con un altro ente scelto personalmente”.

Da chi è composto il corpo docente?
“Il corpo docente è molto ampio. Più che la didattica frontale noi vogliamo privilegiare tutta quella parte di didattica che includa esperti e tecnici del settore: operatori di parchi, operatori pubblici, consulenti”.

E che sbocchi professionali può aprire questo master?
“Attualmente le amministrazioni pubbliche non offrono grandi garanzie, ma si può decisamente lavorare nel pubblico in qualità di consulenti. Il percorso che noi vogliamo incentivare e privilegiare attraverso questo master, però, è la creazione di imprese che operino nelle aree protette”.

 

Master I livello in “Gestione dello sviluppo locale nei parchi e nelle aree naturali”
Facoltà di Medicina veterinaria, di Agraria e di Scienze politiche – Università di Teramo
Coordinatore: professor Pietro-Giorgio Tiscar
Dati relativi all’edizione 2012/2013
Sede: Teramo
Scadenza per l’iscrizione: 20 marzo 2013
Durata: annuale
Costo: 2.000 euro
Borse di studio: sì
Crediti formativi: 60
Numero massimo di partecipanti: 45
Sito: http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServePG.php/P/98021UTE0300/M/163691UTE0412
Per informazioni:
Tel: 0861 266872
E-mail: mastergeslopan@unite.it