Università

AlmaDiploma-AlmaOrièntati in Campania

E’ partito, in via sperimentale, il percorso di valutazione e di orientamento in venti Istituti campani. La referente USR per la Campania Angela Orabona: “Una bussola per le scuole e gli studenti”.
27 Febbraio 2013

L’ufficio scolastico regionale per la Campania ha avviato, in venti scuole secondarie di secondo grado, il progetto pilota AlmaDiploma-AlmaOrièntati. Un’iniziativa condivisa con le scuole, rese protagoniste della sperimentazione che intende far crescere la cultura della valutazione nel sistema formativo nonché a dare strumenti efficaci di orientamento grazie alla restituzione puntuale delle caratteristiche di studio dei diplomati. Ne parliamo con la professoressa Angela Orabona, dello staff del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, responsabile del Polo Qualità di Napoli.

Questo progetto intende aiutare le scuole a crescere nella cultura della valutazione. Lo ritiene utile e importante per gli istituti della vostra Regione?
“Certamente, è un progetto importante che si inserisce in una realtà regionale avanzata su questo tema. La valutazione è fondamentale per attivare processi di miglioramento delle performance, invece in generale purtroppo tende ad essere vista come controllo e non prassi di miglioramento, quello che in realtà rappresenta. Noi, grazie al Polo Qualità di Napoli, sostenuto dall’Ufficio scolastico regionale e reso operativo grazie al decreto ministeriale 230 del 2000, il passo avanti sul fronte della valutazione come sistema di apprendimento funzionale al miglioramento della scuola lo abbiamo già fatto. Quasi la totalità delle scuole si è avvicinata a questo progetto: alcune per curiosità, altre arrivando sino alla certificazione. In questo contesto, AlmaDiploma è uno strumento di supporto fondamentale”.

Come giudica la restituzione, affidabile e tempestiva, delle caratteristiche di studio dei diplomati ad ogni singolo istituto, in termini di valore aggiunto per le scuole, ma anche per il governo del sistema formativo?
“AlmaDiploma rappresenta una bussola per le scuole: offre la visione dello stato dell’arte quale condizione per investire nel miglioramento delle performance. In più ha una visione nazionale, apertura importante per i nostri Istituti e per i nostri studenti in considerazione che è sempre importante e fondamentale in ogni organizzazione dare uno sguardo anche all’Europa. Infine, usa le nuove tecnologie, fondamentali oggi per avvicinare i giovani a processi e a strumenti che dovrebbero conoscere, ma che invece li vedono distanti”.

AlmaOrièntati aiuta a far capire che l’orientamento è informazione, ma è soprattutto conoscenza di sé, scoperta dei propri talenti. Crede anche lei nell’importanza di potenziare l’educazione alla scelta, un orientamento attento alla persona?
“L’orientamento è informazione, ma deve contemplare anche l’aspetto formativo e una didattica orientativa. In quest’ottica tutto ciò che aiuta i ragazzi a fare scelte consapevoli, come il percorso AlmaOrièntati, è importante e da noi condiviso. Nessuno può imporre decisioni, è nostro compito mettere in condizioni gli studenti di capire quali sono le loro aspettative, le loro potenzialità di  doversi interrogare sui propri punti di forza e di debolezza in modo da effettuare scelte razionali e consapevoli. Noi dobbiamo aiutarli a diventare padroni delle loro scelte di studio e di vita”.

Crede che, dopo la sperimentazione, il progetto possa essere esteso, seppure gradualmente, a tutte le scuole della Campania e diventare uno dei punti di forza del vostro sistema scolastico regionale?
“Me lo auguro. Il metodo scelto è quello di non calare dall’alto progetti o strategie che, se non condivisi, hanno poi vita breve. In questo caso abbiamo prima avviato il dialogo e il confronto sull’iniziativa AlmaDiploma-AlmaOrièntati. Verificato l’interesse delle scuole, siamo partiti con un progetto pilota che speriamo possa poi estendersi a tutte le scuole secondarie di secondo grado: speriamo di far leva sui fatti e non sulle parole, e quindi per dimostrare la validità dell’iniziativa abbiamo pensato di attivare una esperienza pilota in modo da dimostrare con azioni l’efficacia del percorso così da contagiare, dal basso, la partecipazione e l’adesione”.