Indagini

“AlmaLaurea ha creato una nuova cultura”

Il ministro Francesco Profumo ha aperto il convegno AlmaLaurea “Investire nei giovani: se non ora quando?” nel quale è stato presentato il XV Rapporto su laureati e lavoro. Ecco la documentazione completa, il dibattito e i video
29 Marzo 2013

“In questi anni AlmaLaurea ha avuto un ruolo fondamentale, da questo punto di vista, perché ha creato consapevolezza, con una documentazione oggettiva e di qualità, e una nuova cultura che non era parte del Paese. Una cultura attraverso la quale noi oggi abbiamo gli strumenti affinché i nostri studenti, a fronte di un mercato del lavoro europeo, possano entrare prima in possesso delle informazioni utili per fare le loro scelte future”. Così il ministro all’Università Francesco Profumo ha aperto il convegno AlmaLaurea “Investire nei giovani: se non ora quando?” che si è tenuto il 12 marzo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Al convegno è stato presentato il XV Rapporto su laureati e lavoro, discusso alla presenza di Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, da autorevoli studiosi, ricercatori e rappresentanti del mondo del lavoro a livello europeo, della Banca Mondiale e dell’Unione per il Mediterraneo.

Il ministro Profumo, nell’introdurre i lavori, ha parlato in particolare dell’importanza dell’orientamento, a partire dalla disponibilità di una documentazione e di strumenti, come quelli resi disponibili da AlmaLaurea (AlmaOrièntati, Rapporti su profilo e condizione occupazionale dei laureati), per aiutare i giovani a fare scelte consapevoli nello studio e nell’ingresso nel mondo del lavoro.

“Il sistema scuola, università e lavoro deve essere un sistema che funziona come un modello liquido, in cui c’è una compenetrazione”, ha detto Francesco Profumo. Di qui l’importanza dell’orientamento. “Orientamento non significa pubblicità, ma dare tutte le informazioni ai giovani perché possano fare scelte congruenti con le loro aspettative, che abbiano una stretta relazione con le loro competenze e attitudini, ma che abbiano anche una base rispetto alle prospettive. Complicato da realizzare se pensiamo che oggi si stanno laureando gli immatricolati 2007-2008, quando il mondo era un altro mondo. Ma il Paese deve attrezzarsi da questo punto di vista e il sistema realizzato da AlmaLaurea è fondamentale”.

Due modelli da perseguire nell’orientamento, secondo il ministro. “Il primo è sui tempi in cui attuare l’orientamento: occorre riprendere la parola pazienza, l’orientamento anziché iniziare ad aprile e maggio, deve cominciare almeno l’anno prima perché è un percorso di maturazione. E poi occorre coinvolgere i ragazzi, il mondo del lavoro e le istituzioni. I ragazzi più grandi che hanno già intrapreso un percorso di studio e lavoro hanno la possibilità di trasferire la loro esperienza. Molti ragazzi poi non sanno, mentre studiano, cosa significhi il mondo del lavoro e qui occorre implementare, per esempio, le visite in azienda, i legami con le imprese. E le istituzioni devono aiutare le persone a valorizzare le loro capacità e il loro impegno”.

Infine, un messaggio per le Università: aiutare “i giovani a creare lavoro, non solo a cercarlo”. E l’impegno del Ministero nella distribuzione delle risorse, secondo un modello differenziato, a più voci: fondi per la didattica sulla base di costi standard dell’offerta formativa; una quota (il 20% a regime) sulla base della valutazione della ricerca e della didattica; fondi sulla base della programmazione. “Si chiederà alle università di programmare, su base triennale, rispetto agli input del territorio, del tessuto socio-economico. Così si creerà una filiera di università che impegneranno le loro capacità migliori per dare una risposta al mondo del lavoro e maggiore solidità alle scelte dei giovani”.