Indagini

“Investire nei giovani: se non ora quando?”

19 Marzo 2013

I benefici dello studio ci sono anche oggi, e questo AlmaLaurea lo mette molto bene in evidenza: con la laurea si trova lavoro, e anche stabile. Studiare rende, anche se meno che altrove, ma rende”. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha concluso il convegno AlmaLaurea “Investire nei giovani: se non ora quando?” che si è tenuto il 12 marzo all’università Ca’ Foscari di Venezia. Al convegno è stato presentato il XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati.
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In apertura il ministro all’Università Francesco Profumo ha sottolineato l’importanza della documentazione AlmaLaurea: “Ha cambiato al cultura del paese”.
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Il nuovo rapporto AlmaLaurea ha coinvolto oltre 400mila laureati post-riforma di tutti i 64 atenei aderenti al Consorzio. Quest’anno, per la prima volta, l’indagine è stata estesa ai laureati di secondo livello a cinque anni dal conseguimento del titolo; ciò consente di completare il quadro articolato ed aggiornato delle più recenti tendenze del mercato del lavoro unitamente alla verifica dell’efficacia delle riforme degli ordinamenti didattici. La partecipazione degli intervistati è stata molto elevata: i tassi di risposta hanno raggiunto l’86% per l’indagine ad un anno, l’80% per quella a tre e il 77% a cinque anni.

La rilevazione 2012 ha coinvolto, oltre a 215 mila laureati post-riforma del 2011 – sia di primo che di secondo livello – indagati a un anno dal termine degli studi, tutti i laureati di secondo livello del 2009 (quasi 65 mila), interpellati a tre anni dal termine degli studi. Per la prima volta l’indagine ha riguardato anche i laureati di secondo livello (oltre 40 mila) a cinque anni dal termine degli studi.

Il Rapporto, presentato dal professor Andrea Cammelli, fondatore e direttore di AlmaLaurea, conferma le difficoltà occupazionali dei laureati ma che dice anche che la laurea continua a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione.
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Il convegno, introdotto dal presidente di AlmaLaurea Fabio Roversi Monaco, è stato discusso da rappresentanti del mondo del lavoro a livello europeo, come la presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo Doris Pack  (contributo video) e il vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella (contributo video), oltre ad autorevoli studiosi e ricercatori, tra cui Chiara Saraceno, Daniele Checchi, Antonio Schizzerotto, Gilberto Antonelli.

Tra gli ospiti d’eccezione, Francisco Marmolejo (contributo video), responsabile della Higher Education della Banca mondiale, che ha ricordato le troppe le persone che non godono delle stesse opportunità, i tre miliardi di cittadini della middle class in cerca di più opportunità di formazione.“AlmaLaurea è la Ferrari nell’educazione in Italia - ha detto - voglio congratularmi per il vostro operato straordinario, è un‘iniziativa veramente utile. Siamo desiderosi come Banca mondiale a collaborare per esportare questa esperienza positiva nel mondo”.

Per Ignazio Visco (contributo video), “i giovani italiani hanno sofferto, più che altrove, nella grande recessione cominciata nel 2008”. Nelle conclusioni il Governatore ha ribadito la necessità di un’economia inclusiva, di una flessibilità accompagnata da più protezione. “La nostra economia va resa più inclusiva rispetto alla partecipazione al lavoro dei giovani e delle donne, al loro successo, per il quale vanno eliminate barriere di natura sociale ed economica che spesso legano i destini delle persone alle loro origini famigliari”, ha detto. E ancora: “Il capitale umano non è solo quello che si ottiene attraverso la frequenza aule di scuola e università, dove si imparano conoscenze, dalla storia dell’arte alla matematica, fondamentali, ma è dato anche dalle nuove competenze: spirito critico, lavoro di gruppo, capacità di risolvere problemi”. Fondamentale, l’investimento nella conoscenza: “Il capitale umano e l’investimento in conoscenza rappresentano una delle chiavi dell’azione politica: se abbiamo pochi soldi mettiamoli lì”.